Livio Možina / 8 – 21 ottobre



Il virtuosismo luministico e cromatico di Livio Možina

di MARIANNA ACCERBONI

INAUGURAZIONE SABATO 8 OTTOBRE ALLE ORE 18

Autodidatta – e proprio per questo, nel suo caso, talento autentico – Možina si è costruito da più di quarant’anni a questa parte (dipinge infatti dal ’69), un linguaggio autonomo nell’ambito della pittura figurativa d’inclinazione narrativa, attingendo istintivamente, per certi versi, alla cultura dell’Est, cui in parte si possono ascrivere la sua ispirazione e la sua origine.

Non a caso l’artista dipinge ascoltando incessantemente la musica romantica dei compositori russi dell’ottocento minore, da Kalinikov a Glazunov, da Balakirev a Rimski Korsakov; e, ineffabilmente, le sue composizioni – formalmente perfette, virtuosistiche anche sotto il profilo cromatico e nel contempo delicate – riflettono a volte la luce e l’atmosfera immobile eppure vitale, legata alla natura, tipica di molti pittori russi del XIX e del XX secolo.

E ogni tanto, come in un crescendo musicale, un colpo di pennello più ispirato e libero, porta Možina a interpretare con iperreale e un tantino surreale istintualità, il fragore delle onde del mare o la magia del chiaro di luna in un bosco carsico, addivenendo a una sorta di “seconda maniera”, che si eleva dalla rappresentazione iper-puntuale della realtà, finora condotta, per avvicinarsi al sogno.

Se negli anni degli esordi, il pittore ha cercato la sua strada attraverso un’instancabile passione e un impegnativo esercizio pittorico, che lo portavano spesso all’iterazione del tema, da molto tempo l’acquisita padronanza del mezzo gli consente di librarsi con traccia più fantastica verso nuove mete. E, nell’ambito di tale percorso, probabilmente questa rassegna rappresenta solo una tappa in salita verso traguardi sempre più elevati.

Vernissage


Aldo Bressanutti / 24 settembre-7 ottobre



Tra ironia e metafisica
di MARIANNA ACCERBONI

INAUGURAZIONE SABATO 24 SETTEMBRE ALLE ORE 18

Aldo Bressanutti è artista capace di coniugare l’indagine del reale con il sogno introverso e metafisico, eppure solare, e la tenerezza del ricordo, celata dietro cenni ludici e ironici. Nel ritrarre la realtà – in questo caso i memorabili interni autobiografici – il pennello si tinge sovente di una sfumatura poetica, non dichiarata ma latente, che si addolcisce in un originale racconto declinato dal pittore come un apparente divertissement. Asciutto, apparentemente disincantato, in realtà sensibilissimo, il pittore traccia, in particolare nei suoi interni d’infanzia e di esistenza poverissima, un velo costante d’intimismo, che rimane la sua cifra prima, donando nuova vita, attraverso il ricordo, ad ambienti in cui la realtà doveva apparire ben più cruda. È come se Bressanutti vi ambientasse e cercasse di raccontare —a noi e a se stesso —una favola a lieto fine, in cui la matrice intimista, espressa attraverso la volonta di rendere intima una realtà dura, ben si sposa con la vena surreale, che negli interni rende, come nelle fiabe e nei cartoons, tutto possibile, al di là e al di fuori del reale.

BIOGRAFIA Aldo Bressanutti (Latisana, 1923) esercita la sua attività,incominciata nel 1947, a Monfalcone.
Pittore e incisore di notevole fantasia, abile evocatore di atmosfere, manifesta intensamente il proprio mondo poetico attraverso visioni ambientali, gravate dalla solitudine, che recano però l’ impronta dell’ uomo e ne fanno con prepotenza avvertire la presenza. Le vecchie case, gli interni spogli, le soffitte della povera gente sono i suoi ambienti privilegiati.
Nell’ ultimo decennio ha esposto i suoi lavori in varie città italiane ed estere (Roma, Milano, Genova, Berlino, Toronto, Melbourne, Tenerife, Toronto, Dusseldorf, Londra, Berna e altre) conseguendo notevole successo. Le sue opere figurano presso Musei, collezioni di Enti e Associazioni pubbliche e private, in Italia ed all’ estero.
E’ autore di sei volumi sul Friuli – Venezia Giulia e sull’ Istria con oltre un migliaio di grafiche, disegni e dipinti.

Vernissage

Gianni Borta / 10-23 settembre 2011



INAUGURAZIONE SABATO 10 SETTEMBRE ALLE ORE 18
Presentazione di MARIANNA ACCERBONI

Fiori del bene o del male? per la poesia di Baudelaire. Sono invece Fiori del bene per la pittura di Gianni Borta alla ricerca di fiori di paesi lontani ispirati ai viaggi compiuti dal maestro negli ultimi anni. I fiori raccontano le loro vicende.
Il catalogo si apre con un saggio di Carlo Sgorlon che tra l’altro dice: “La vocazione pittorica in Borta è così connaturata con il personaggio che sembra di poter dire che è nata con lui. Borta come pittore sembra una forza della natura. E’ un artista magmatico, impetuoso, vorticoso, tettonico. Quello del maestro friulano è un itinerario verso l’ancestrale e le fonti prime dell’esistenza. E’ quasi un risalire agli archetipi del reale, alle madri goethiane e alle idee platoniche. Ho detto quasi, Borta non giunge ad alcun iperuranio, perchè, arrivato alle paludi primegenie della vita, qui si immerge e si mescola con le fonti stesse del flusso vitale”. Borta è un artista inserito nella dinamica europea – le recenti esposizioni internazionali sono frutto di ricerche pittoriche in mondi lontani – e frequentatore di luoghi non celebrati nelle pagine patinate del turismo. Artista, Maestro Uomo vincolato dentro la natura e il proprio tempo, parte integrante della stessa opera. Una pittura che affonda le radici nella tradizione europea nella quale prevale la ricerca e attenta al fatto culturale.
Durante la rassegna saranno presentati anche i progetti multimediali : tre libri contenenti i diari di viaggio in India , Giordania e Sud Africa con disegni, fotografie e quadri con inclusi i relativi DVD, edizione Campanotto . Diari di viaggio-che non vogliono rappresentare una guida turistica ma un percorso visivo attraverso gli occhi di un artista che va direttamente all’anima delle cose.

Dopo la campagna rossa e magica di Bagan puntellata di pagode, alle nove del mattino sono già in marcia su di una specie di chiatta lungo il fiume Ayeyarwady verso Mingum, una delle città imperiali del Myanmar. Si costeggiano piccoli villaggi di pescatori, tra campi di riso e alberi Fanboyan e ancora acacie e alberi enormi le cui radici si riflettono nell’acqua, uomini in longy e donne che portano bastoni curvi con grandi sporte ai lati, carri trainati da buoi, ragazze con nelle guance la polvere di corteccia del thanaca, raccolgono i fiori dorati del “Panduak” per ornare i capelli, sorridenti nel loro saluto “minglabar” e tanti bambini a fare il bagno felici. Un caleidoscopio di colori, un viaggio dentro la natura. Cézanne nel 1987 annotava “La natura è sempre la stessa ma nulla resta di essa, di ciò che appare, perchè tutto quello che si vede si dilegua. La nostra arte deve dare il brivido della durata, farcela gustare eterna, fare della pittura qualcosa di duraturo”. Andare quindi al cuore delle cose, ridurre la forma ai suoi termini essenziali, trovare la vera struttura della natura.
Dopo un ora di navigazione sono sulla riva, da lontano le colline verdi con i cespugli azzurri di “ciacaranda” formano un cerchio, c’è il profumo intenso dei gelsomini. Devo fermare sulla tela, ciò che vedo, come un’“opera-aperta”. Trovo davanti a me una pagoda sacra tutta bianca, per il momento non mi serve sapere il nome e la sua storia: Mi interessa la scelta cromatica la “chiarità” del bianco nello spazio che deve accogliere il gesto, il segno e l’emozione dell’esecuzione. Nel frattempo sono raggiunto
da uno stuolo di venditrici pittoresche con vistosi capelli di paglia e la mercanzia da vendere, c’è anche un monaco bambino, non so da dove sbucato. Riesco a zittire tutti e loro stessi si consegnano, in religioso silenzio, a far parte di questo “teatro” ed entrare nel mistero.
Dipingo in fretta, fa un caldo boia, non uso la tavolozza, il colore acrilico si asciuga come esce dal tubetto, importante è ottenere e dare con precisione la tempesta dell’anima che avviene in me usando il colore. Spatolate dal basso verso l’alto, da destra a sinistra, uso anche le dita, lo straccio, sovrappongo colori e poi li tolgo e poi li rimetto distruggendo quello che c’era prima. La pittura non è solamente dipinta sulla superficie esterna, viene decomposta, erosa, graffiata. La tela di lino si gonfia come fosse viva. Raccolgo un fior di loto e lo affogo nel magma materico in una specie di pop-art di radice naturalistica. La tela accoglie il gesto, torna alla vita… Emette un suono come un ruggito!
(Tratto da “Viaggio in Myanmar” di Gianni Borta)

BIOGRAFIA Gianni Borta è nato e vive a Udine con studio a Udine e a Milano, espone dal 1961. Oggi è uno dei più significativi artisti italiani della generazione di mezzo con 860 mostre e conseguendo 250 affermazioni tra premi nazionali ed internazionali, in 50 anni di pittura. Presente nelle più importanti rassegne artistiche: Biennali, Trivenete, Quadriennale Nazionale di Roma, Suzzara, Arte Fiera di Bologna, Expo Levante a Bari, Kunstemesse 1979 a Basilea, Fiera di Wash – Art Fair Washington (USA), 15a Biennale di grafica a Lubiana (SLO). “Kunst aus Italien” (dal futurismo alla Transavanguardia) a Munchen, 1° Grand Prix Alpe Adria, Galleria Tivoli a Lubiana, Fiera Internazionale di Francoforte, Fiera d’Arte di Padova, Vicenza, Bologna, Parma, Bari, Tuyap Istanbul, Art Fair Makkunsy Wien 96, International Print Triennal Krakow Poland-Cracovia, Europ’Art Genève-Ginevra, Art-Cannes, Art Philadelphia, Arteexpo New York. Ha tenuto 169 personali nelle principali città (Milano, Genova, Roma, Bologna, Verona, Venezia, Firenze, Trieste, Padova, Torino, Bruxelles, New York, Londra, Parigi, Caracas, Monaco di Baviera, Rosenheim, Heidelberg, Shanghai, Grenoble, Lione, Amsterdam, Basilea, Solingen, Praga, Istanbul, Vienna). In campo internazionale mostre in Austria, Slovenia, Croazia, Svizzera, Australia, Belgio, Venezuela, Argentina, Emirati Arabi, Olanda, Ungheria, Repubblica Ceca, Turchia, Spagna, Svezia, Cina, Finlandia, ecc. Sue opere in Musei, Enti e Istituti pubblici. Dedicate alla sua opera trasmissioni radiotelevisive. Numerose opere d’arte realizzate in edifici pubblici:
mosaici in scuole, case circondariali, ospedali, impianti sportivi e giudiziari.
Notevole attività anche come grafico, disegnatore, illustratore di libri, manifesti e riviste. La sua attività è documentata presso l’archivio per l’Arte Italiana del Novecento a Firenze “Kunsthistorisches Institut in Florenz”, l’Archivio Storico della Biennale di Venezia e su Artprice Leader Mondiale dell’informazione artistica. Per la sua intensa attività artistica e i temi trattati comincia ad essere visto come un caposcuola.

Vernissage