Luigi Forgini / 8-21 settembre

L’umano sentire di Luigi Forgini 
di MARIANNA ACCERBONI  
INAUGURAZIONE SABATO 8 SETTEMBRE ALLE ORE 18 

Un “amarcord” delicato e vitale rappresenta il filo conduttore della creatività del pittore triestino Luigi Forgini, espressa mediante pennellate vivaci e armoniose: la realtà agreste, simbolizzata attraverso la tranquilla, quasi bucolica, operosità della gente di campagna, è resa per esempio attraverso brillanti colpi di luce che suggeriscono un’interpretazione positiva di questo e degli altri temi affrontati dall’artista nella sua pittura, quasi sempre inondati dal sole e avvolti nella luce oppure colti in controluce.
La medesima impostazione luministica e briosa, sostenuta da un ottimismo convinto, che potremmo definire quasi soave, ritorna nel paesaggio carsico e nell’effervescente rappresentazione della vita e delle architetture triestine: osservando il vivo contrappunto cromatico del mercato, sembra quasi di udire il vivace cicaleccio della gente e delle venderigole di oggi e di ieri. E così, il brusio dei clienti traspare nella rappresentazione di un antico caffè o il tono più rumoroso degli avventori nell’immagine di un’osteria, mentre poco più in là, sull’antico masegno che pavimentava (e ancor oggi in parte pavimenta) le strade di Trieste, scivolano le carrozze e par di cogliere il fruscio di lunghi abiti femminili.
I mestieri sono pure un soggetto prediletto da Forgini, che li descrive con umana partecipazione: sentire comune in tutti i dipinti dell’artista, il quale, assieme al pittore Riccardo Tosti, che gli fu maestro, ha saputo condividere proprio questo modo così speciale e attraente d’interpretare la vita.
Ma Trieste è anche città di mare: ed ecco il pittore cogliere lo sciabordio delle acque, i tramonti infuocati, le luminose vedute notturne, le attività della pesca, il profumo della tempesta imminente, il Portovecchio, narrati attraverso un linguaggio d’ispirazione postimpressionista, permeato di una ricca, ineffabile luminosità coloristica e di una tensione che, sostenuta da un valido segno grafico, guarda da lontano anche alla tradizione pittorica del secondo ‘800 del Nord Italia.

Rutter / Forgini – 21 maggio – 3 giugno 2011


GIORGIO RUTTER / Carso – LUIGI FORGINI / El caligher

INAUGURAZIONE SABATO 21 MAGGIO ALLE ORE 18

BIOGRAFIE
Luigi Forgini è nato a Trieste nel 1934, ha frequentato il Liceo Artistico di Venezia e ha studiato poi con Carlo Pacifico e con Riccardo Tosti. Una ricca gamma di colori e di effetti luministici portati da una pennellata corposa come il substrato con il quale il pittore costruisce paesaggi dall’intenso contenuto lirico nell’ambito di una visione pittorica accostabile ai postimpressionisti italiani di macchia e mirante ad una appropriazione della realtà filtrata attraverso una visione poetica della natura. È anche autore di ritratti e di scene di costume. Dal 1974 ha allestito numerose mostre personali a Trieste e in altre città italiane.

Giorgio Rutter è nato a Trieste nel 1932, ha conseguito la maturità al Liceo Artistico di Venezia dove ha appreso le tecniche del disegno e della pittura. Opera successivamente in diversi studi di ingegneria ed architettura con attività di progettazione e di disegno tecnico. Nella pittura autodidatta di Rutter si ritrovano due luoghi o due “ossessioni” com’è solito nell’iter spirituale di ogni artista: Venezia, la città della giovinezza, ed il Carso triestino.

Luigi Forgini / 11 – 24 settembre 2010

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La mia Trieste
INAUGURAZIONE SABATO 11 SETTEMBRE ALLE ORE 18

La sua formazione è avvenuta presso il Liceo Artistico di Venezia ed è proseguita a Trieste con Carlo Pacifico e con Riccardo Tosti, ”Il pittore del Sole”, allievo a sua volta di Carlo Wostry uno dei maestri triestini della prima metà del secolo appena concluso. E proprio dal Wostry Luigi Forgini ha appreso la lezione chiaroscurale vibrante ed intensa, che gli ha consentito di aprire un discorso volto a cogliere ambienti, situazioni e figure per proporre e costruire un armonioso mondo nel quale far convergere sia la memoria che l’osservazione del vero. Una pittura, quella di Forgini che non vuole essere null’altro che quel che è, che si realizza nel preciso ambito postimpressionista, fatta di materia corposa, che si colloca nella prosecuzione ideale di una grande stagione, convinta di avere ancora a disposizione validi mezzi per dire la sua visione delle cose.

Claudio H.Martelli

La pittura di Forgini si impernia su un naturalismo personale ed istintivo che sa cogliere l’ambiente, definendolo nella sua esatta atmosfera. Ne scaturiscono delle immagini di intensa e fluente poesia filtrate dal sentimento, sempre presente, che riesce a spiritualizzare la materia ed a comunicare subito l’intensità lirica del contenuto. I suoi sono paesaggi permeati di silenzio, di ricercata pace, nell’autenticità idilliaca della natura, scorci della sua città, ma per lo più scene di un retroterra fatto di modeste casupole, di aie assolate, di ridenti cortili, dove la gente ancora si compiace di una vita semplice e non corrotta dal progresso. Sono per lo più scene di vita campestre che emanano freschezza e dove l’anima riesce ancora a ritrovare se stessa. Il suo è un mondo che affascina perché è un po’ come lo vorremmo tutti: un mondo a misura umana, un po’ primitivo ed incontaminato dai mille prodotti di una civiltà distruttrice, un mondo in cui la voce della natura non è un sussurro, ma un canto armonioso.
Giordano Pontini

BIOGRAFIA Nato a Trieste nel 1934, ha frequentato il Liceo Artistico di Venezia e ha studiato poi con Carlo Pacifico e con Riccardo Tosti. Una ricca gamma di colori e di effetti luministici portati da una pennellata corposa come il substrato con il quale il pittore costruisce paesaggi dall’intenso contenuto lirico nell’ambito di una visione pittorica accostabile ai postimpressionisti italiani di macchia e mirante ad una appropriazione della realtà filtrata attraverso una visione poetica della natura. È anche autore di ritratti e di scene di costume. Dal 1974 ha allestito numerose mostre personali a Trieste e in altre città italiane