Luigi Forgini / 9 – 22 settembre

INAUGURAZIONE SABATO 9 SETTEMBRE ALLE ORE 18.

Luigi Forgini, allievo del Tosti, sulla scena artistica triestina da quasi 50 anni è uno degli artisti più apprezzati dal pubblico cittadino e non.
La Trieste di Forgini è luminosa, intensa, viva. L’autore lavora in studio «a memoria», prendendo spunto da un appunto visivo, un bozzetto, perfino una fotografia (come
facevano alcuni impressionisti). E da questo punto di partenza allarga il suo orizzonte con pennellate armoniose e piene di luce traducendo su tela la labile emozione visiva in qualcosa di concreto che riesce a trasmettere allo spettatore uno spessore esistenziale che si percepisce come facendone parte.
In un momento storico in cui spesso i quadri vanno «spiegati» e sono soggetti a interpretazioni diverse, l’opera del Forgini si distingue per la sua autenticità da cui emerge la visione ottimistica e serena delle scene rappresentate che l’autore sa trasmettere.
Maria Cristina Andreutti

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Luigi Forgini / 7 – 20 settembre

INAUGURAZIONE SABATO 7 SETTEMBRE ALLE ORE 18

1 Neve in piazza Unità

Neve in piazza Unità, olio (50×35 cm)

La mia Trieste di Maria Cristina Andreutti

Luigi Forgini nasce a Trieste nel 1934.
Allievo del “Pittore del Sole” Riccardo Tosti, credo che questa definizione possa altrettanto bene adattarsi alla sua opera.
La luce con i suoi tagli inaspettati, i tramonti ora dolci ora tempestosi, la dolcezza di una nevicata su Trieste… sono colori che sgorgano dal cuore dell’artista, mitigati dall’esperienza di vita e da una nostalgia serena di quello che fu.
Soffermandoci sui suoi quadri talvolta il desiderio di far parte della scena, di allungare una mano per salire su un tram o alzare il bavero del cappotto per difendersi dalla neve e dalla bora, coglie anche lo spettatore più giovane che i tram non li ha vissuti, che non ha immagini vive della Trieste di un tempo.
Ma soffermarsi sul tramonto silenzioso su un mare già scuro o cogliere la scena di una passeggiata ottocentesca in Viale Gessi, ci fa capire come la nostra città sia sempre lei, solo filtrata dagli occhi acuti e dalle mani sapienti di un artista che sa rendere vivi i suoi soggetti e che sa suscitare emozioni nello spettatore.
E questo predispone bene l’animo di chi ha la fortuna di poter godere di una sua opera.
Anche la scena più semplice è comunque un vissuto che i quadri di Forgini riescono a raccontarci con la luce di un cuore innamorato della sua città, della sua natura, dei suoi colori, della sua gente e  con una tecnica pittorica tra l’impressionismo ed il descrittivo che colpisce e suggestiona.