Dyalma Stultus / 22 febbraio – 7 marzo

INAUGURAZIONE SABATO 22 FEBBRAIO, ALLE ORE 18.

Dyalma Stultus, Arno - Firenze

Dyalma Stultus / Arno – Firenze

Dyalma Stultus. Opere scelte di Marina Petronio
Ritorna con questa mostra nella sua città natale il pittore Dyalma Stultus (Trieste, 1901 – Darfo, 1977), artista eclettico ed intellettuale di grande interesse  per i legami culturali mantenuti nel corso del tempo con Trieste, in modo particolare, ma anche con triestini di successo attivi a Firenze nel secondo dopoguerra.
Dotato di talento innato e precoce, iniziò la sua carriera giovanissimo: iscritto a diciassette anni all’Accademia di Belle Arti di Venezia, vi si diplomò nel 1921 in “ornato e decorazione”, sotto la guida di Ettore Tito e Arturo Sézanne.
Già nel 1922 riuscì ad allestire a Ca’ Pesaro la sua prima mostra personale attirando attenzione ed elogi dai critici. Negli anni a seguire la sua fama si consolida con brillanti prospettive per il futuro, ma la morte del principe Alessandro di Torre e Tasso, suo ammiratore e mecenate, mettono una brusca fine a progetti di sviluppo e collaborazione. Dyalma Stultus fu comunque per il Castello di Duino, uno dei più importanti restauratori, come attesta la corrispondenza tra l’artista ed il principe.
A Firenze si trasferì nel 1941, stringendo amicizia con Felice Carena ed altri artisti italiani di spicco del Novecento; le sue scelte artistiche si svilupparono tuttavia indipendenti dalle tendenze e dalle mode del tempo.
Dedicò molti anni della sua vita all’insegnamento in istituti ed accademie d’arte, e numerose sono le sue opere conservate in collezioni pubbliche ed in raccolte private, dove possiamo ammirare splendidi ritratti.
Tante sono pure le sue opere, tra le quali ceramiche create in anni giovanili, purtroppo scomparse a causa di due guerre mondiali; tra esse si possono citare ad esempio, le scenografie dipinte per le feste che si svolgevano in casa Svevo.
Un capitolo a parte ma indispensabile per comprendere la personalità di Stultus, è costituito dal vastissimo corpus epistolare, destinato interamente per volontà della famiglia Stultus, all’Archivio di Stato di Trieste.
Dalla lettura delle lettere emerge un mondo di cultura che spazia dall’arte alla letteratura, al teatro, patrimonio degno di essere ricordato e valorizzato anche perché le testimonianze ivi contenute fanno riferimento a personalità profondamente legate alla cultura triestina, come Svevo, Joyce, Stuparich ed altri.
L’acquisizione dell’archivio Stultus costituisce quindi per Trieste un’importante contributo non solo per la storia dell’arte del Novecento, ma anche per la conoscenza culturale della città stessa.
Ha opportunamente osservato a proposito di Dyalma Stultus, in una sua nota critica Ugo Barlozzetti: “… La forza della civiltà triestina, la civiltà di una generazione non adeguatamente fortunata, comunque quella, tanto per citare qualche grande intellettuale, di Strehler o di de Banfield, non mi pare ancora adeguatamente studiata, anzi scoperta.”

Dyalma Stultus / Capri, terra dei sogni

Dyalma Stultus / Capri, terra dei sogni

Dyalma Stultus / 3 – 16 dicembre 2011



La poesia del paesaggio
di MARINA PETRONIO

INAUGURAZIONE SABATO 3 DICEMBRE ALLE ORE 18

Ritorna con questa mostra nella sua città natale il pittore Dyalma Stultus (Trieste, 1901 – Darfo,1977), artista eclettico ed intellettuale di grande interesse per i legami culturali mantenuti nel corso del tempo con Trieste, in modo particolare, ma anche con triestini di successo attivi a Firenze nel secondo dopoguerra.
Dotato di talento innato e precoce, iniziò la sua carriera giovanissimo: iscritto a diciassette anni all’Accademia di Belle Arti di Venezia, vi si diplomò nel 1921 in “ornato e decorazione”, sotto la guida di Ettore Tito e Arturo Sézanne.
Già nel 1922 riuscì ad allestire a Ca’ Pesaro la sua prima mostra personale attirando attenzione ed elogi dai critici. Negli anni a seguire la sua fama si consolida con brillanti prospettive per il futuro, ma la morte del principe Alessandro di Torre e Tasso, suo ammiratore e mecenate, mettono una brusca fine a progetti di sviluppo e collaborazione. Dyalma Stultus fu comunque per il Castello di Duino, uno dei più importanti restauratori, come attesta la corrispondenza tra l’artista ed il principe.
A Firenze si trasferì nel 1941, stringendo amicizia con Felice Carena ed altri artisti italiani di spicco del Novecento; le sue scelte artistiche si svilupparono tuttavia indipendenti dalle tendenze e dalle mode del tempo.
Dedicò molti anni della sua vita all’insegnamento in istituti ed accademie d’arte, e numerose sono le sue opere conservate in collezioni pubbliche ed in raccolte private, dove possiamo ammirare splendidi ritratti.
Tante sono pure le sue opere, tra le quali ceramiche create in anni giovanili, purtroppo scomparse a causa di due guerre mondiali; tra esse si possono citare ad esempio, le scenografie dipinte per le feste che si svolgevano in casa Svevo.
Un capitolo a parte ma indispensabile per comprendere la personalità di Stultus, è costituito dal vastissimo corpus epistolare, destinato interamente per volontà della famiglia Stultus, all’Archivio di Stato di Trieste.
Dalla lettura delle lettere emerge un mondo di cultura che spazia dall’arte alla letteratura,al teatro, patrimonio degno di essere ricordato e valorizzato anche perché le testimonianze ivi contenute fanno riferimento a personalità profondamente legate alla cultura triestina, come Svevo, Joyce, Stuparich ed altri.
L’acquisizione dell’archivio Stultus costituisce quindi per Trieste un’importante contributo non solo per la storia dell’arte del Novecento, ma anche per la conoscenza culturale della città stessa.
Ha opportunamente osservato a proposito di Dyalma Stultus, in una sua nota critica Ugo Barlozzetti: “… La forza della civiltà triestina, la civiltà di una generazione non adeguatamente fortunata, comunque quella, tanto per citare qualche grande intellettuale, di Strehler o di de Banfield, non mi pare ancora adeguatamente studiata, anzi scoperta.”

Dyalma Stultus / 14 – 27 marzo 2009



L’incanto sottile della pittura

INAUGURAZIONE SABATO 14 MARZO ALLE ORE 18

BIOGRAFIA Dyalma Stultus, figlio naturale di Erminia Stultus e Ralph Pacor, Dyalma Augusto Federico Stultus nasce a Trieste il 31 ottobre 1901. Grazie a una borsa di studio del Comune della “cara città natia” (dove ”quasi tutti conoscono le mie opere dalle vecchie alle più recenti”, scriverà nel 1948 in una “Piccola biografia” intitolata “Amore e passione per l’arte”, letta personalmente l’8 maggio dello stesso anno alla Società Artistica Letteraria di Trieste e integralmente pubblicata da Nicoletta Comar nella Bibliografia del 1993) a diciassette anni, lasciata la “poverissima casa”, può iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Qui, sotto la guida di Ettore Tito e Arturo Sèzanne, nel 1921 si diploma “in ornato e decorazione”.
Nel 1922 superate non poche difficoltà e diffidenze, riesce ad allestire a Cà Pesaro la prima mostra personale (”Nino Barbantini ed altri critici e artisti incoraggiarono questo mio lavoro con lodi e acquisti”).
A Trieste svolge la sua attività sino al 1941, anno in cui si trasferisce definitivamente a Firenze, città in cui è stato docente dal 1942 al 1943 presso l’Accademia di Belle Arti.
A Marino insegna all’Istituto Statale d’Arte dal 1956 al 1967 e all’Istituto Statale d’arte di Siena dal 1967 al 1971.
Dal 1971 al 1974 insegna nuovamente a Firenze presso il Liceo Artistico.
Dyalma Stultus ha allestito innumerevoli personali ed è stato invitato alle più importanti collettive nazionali ed internazionali. Significative sono le mostre omaggio allestite dopo la sua morte, avvenuta a Darfo di Brescia il 24 settembre 1977. Già dagli esordi, importanti critici su giornali e riviste gli hanno dedicato un ampia bibliografia. Sue opere sono conservate presso Musei, Enti pubblici e in collezioni private in Italia e all’estero.