Livio Možina / 8-21 ottobre

INAUGURAZIONE SABATO 8 OTTOBRE ALLE ORE 18.

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Le cipolle

Natura e luce di Marianna Accerboni

Sensibilità, tenacia, una tecnica finissima supportata dalla scelta dei materiali migliori, un talento indiscusso e la capacità rara di fantasticare con misura, superando la realtà di quel tanto che basta per entrare in un mondo più affascinante del reale, ma a esso perfettamente aderente: sono queste alcune delle doti principali, assieme alla chiarezza e all’intuizione, di Livio Možina, artista autodidatta, che espone dalla fine degli anni sessanta, apprezzatissimo non solo in regione ma a livello nazionale. Amato da collezionisti e appassionati d’arte e dai giovani, per la freschezza sempre rinnovata della sua pittura.

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Bucaneve

Ogni sua mostra è infatti una piacevole sorpresa, perché ogni volta c’è qualcosa di nuovo e di coerente da apprezzare nel linguaggio e nell’evoluzione dello stile del maestro. In quest’occasione, accanto alla consueta, magica consapevolezza della luce e alla delicata accentuazione del dato luministico in rapporto alla realtà, Možina riesce a sottolineare ancor di più l’effetto lievemente onirico e favolistico dei suoi dipinti attraverso la profondità sfumata dello sfondo, che caratterizza certe magnifiche nature morte, come per esempio le more o i candidi bucaneve, che nascono nei suoi boschi sottilmente fatati per la bellezza della luce che ne esalta i cromatismi.
Concentrando poi l’attenzione sulla sua evoluzione in ambito coloristico, va notato che l’artista propone in questa rassegna, che espone opere realizzate per la maggior parte negli ultimi due anni, anche una natura morta di pesci inattesa, luminosissima e colorata secondo la sua predisposizione al racconto fantastico, espresso con intensità ma con grazia e con quell’attitudine neoromantica che rende senza tempo e sempre migliore la sua pittura.

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Barche a Daila

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Cavalli a Hudičevec

Un lieve realismo fantastico, quello di Možina, che s’intreccia all’iperrealismo, di cui il pittore ci offre una lettura personale e sempre nuova, fissando sulla tavola dipinta a olio, attraverso l’interpretazione luministica della natura, un ricco mélange di sentimenti e di proposte che travalicano l’iperrealismo puro, come per esempio quello di Domenico Gnoli. In Možina l’algida accentuazione del dettaglio non è infatti mai motivo di straniamento per il fruitore, ma di sottile, intima coesione con quest’ultimo.

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Il porcospino nel mio giardino

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Profumo di castagne

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Pesca abbondante

 

Livio Možina / 4 – 17 ottobre

Angolino romantico, olio su tavola (46x34 cm)

Livio Možina – Angolino romantico, olio su tavola (46×34 cm)

INAUGURAZIONE SABATO 4 OTTOBRE, ORE 18.

Možina: tra sogno e realtà, il sentimento in 3D di Marianna Accerboni

Sospesa tra sogno e realtà, la fine pittura di Livio Možina, si rivela ancora una volta intrisa di un pathos unico: quello del Maestro triestino è infatti il frutto di un lavoro certosino, consistente in un attento e composito studio volto alla strutturazione dell’immagine, cui fa seguito una giustapposizione di elementi anche tridimensionali, che talvolta sfiorano la suggestione trompe l’oeil. E fascinosa e al tempo stesso divertente, risulta l’accuratissima e ingegnosa finestra di gusto rurale, che rappresenta quest’anno l’autentica novità della mostra.
Quest’ultima si dipana con l’armonia e la brillantezza di uno spartito musicale fuori dal comune, frutto di un intenso, accurato e tenace lavoro, che l’artista persegue con passione e delicato, intenso sentimento, tant’è che questa preziosa rassegna è il frutto di ben tre anni di attività.

Livio Možina - Siamo belli (olio su tavola, 37x73 cm)

Livio Možina – Siamo belli (olio su tavola, 37×73 cm)

Animo neoromantico, che sa coniugare alla delicatezza del sentimento una precisione di taglio quasi scientifico, Možina ha saputo realizzare in quest’esposizione degli effetti tridimensionali, che trasfondono la sua pittura nel concetto di bassorilievo e altorilievo, qualunque sia il tema trattato: dal Carso all’oggetto di uso comune, come per esempio le scarpe, dalle meravigliose e luminose scogliere sul mare al paesaggio, alla natura morta. Che sono intrisi, oltre che di colori brillantissimi, che invitano alla felicità, di un elemento fondamentale in pittura, qual è la luce, che nei suoi lavori raggiunge un livello altissimo di bellezza e di significato. Altrettanto si può dire per il disegno, che sottende con sapiente levità ogni sua opera.
In tal modo, iperrealista dal tratto del tutto originale, l’artista ha superato – grazie a un’ispirazione sincera e del tutto personale, al proprio vivo talento e a una tecnica ineccepibile – i più grandi virtuosi, consegnandoci un universo felice, in cui poter sognare ancora e vivere serenamente.

Livio Možina - Fragoline di bosco (olio su tavola, 32x50 cm)

Livio Možina – Fragoline di bosco (olio su tavola, 32×50 cm)

Livio Možina - Ciliegie (olio su tavola, 32x50 cm)

Livio Možina – Ciliegie (olio su tavola, 32×50 cm)

Livio Možina - Passerotti (olio su tavola, 43x35 cm)

Livio Možina – Passerotti (olio su tavola, 43×35 cm)

Livio Možina - Luci nel silenzio (olio su tavola, 53x40 cm)

Livio Možina – Luci nel silenzio (olio su tavola, 53×40 cm)

Livio Možina / 8 – 21 ottobre



Il virtuosismo luministico e cromatico di Livio Možina

di MARIANNA ACCERBONI

INAUGURAZIONE SABATO 8 OTTOBRE ALLE ORE 18

Autodidatta – e proprio per questo, nel suo caso, talento autentico – Možina si è costruito da più di quarant’anni a questa parte (dipinge infatti dal ’69), un linguaggio autonomo nell’ambito della pittura figurativa d’inclinazione narrativa, attingendo istintivamente, per certi versi, alla cultura dell’Est, cui in parte si possono ascrivere la sua ispirazione e la sua origine.

Non a caso l’artista dipinge ascoltando incessantemente la musica romantica dei compositori russi dell’ottocento minore, da Kalinikov a Glazunov, da Balakirev a Rimski Korsakov; e, ineffabilmente, le sue composizioni – formalmente perfette, virtuosistiche anche sotto il profilo cromatico e nel contempo delicate – riflettono a volte la luce e l’atmosfera immobile eppure vitale, legata alla natura, tipica di molti pittori russi del XIX e del XX secolo.

E ogni tanto, come in un crescendo musicale, un colpo di pennello più ispirato e libero, porta Možina a interpretare con iperreale e un tantino surreale istintualità, il fragore delle onde del mare o la magia del chiaro di luna in un bosco carsico, addivenendo a una sorta di “seconda maniera”, che si eleva dalla rappresentazione iper-puntuale della realtà, finora condotta, per avvicinarsi al sogno.

Se negli anni degli esordi, il pittore ha cercato la sua strada attraverso un’instancabile passione e un impegnativo esercizio pittorico, che lo portavano spesso all’iterazione del tema, da molto tempo l’acquisita padronanza del mezzo gli consente di librarsi con traccia più fantastica verso nuove mete. E, nell’ambito di tale percorso, probabilmente questa rassegna rappresenta solo una tappa in salita verso traguardi sempre più elevati.

Vernissage