Fulvio Dot / 29 aprile-12 maggio

Apertura Sabato 29 aprile alle ore 18

Un ricordo strappato, 2020

Un ricordo strappato, 2020

Confronti
Fulvio Dot ritorna ad esporre a Trieste, dopo un anno, in quella che è la Galleria di riferimento: la “Rettori Tribbio”. Propone il confronto fra tre cicli pittorici con soggetti diversi tra loro, ma uniti dalla “visione” dell’artista e da una tecnica pittorica particolare, diventata ormai cifra distintiva dell’opera di Fulvio Dot.
Due dei tre temi proposti sono conosciuti e sviluppati da tempo, seppur rivisti e rivisitati nell’ultimo periodo. Sono i palazzi storici di una Venezia in bilico tra i fasti del passato e le difficoltà del contemporaneo: una serie di lavori che l’artista chiama “Cartoline dal futuro”, una sorta di “saluti” da ciò che saremo con uno sguardo a ciò che, invece, avremmo potuto essere.
Il secondo tema, forse il più vecchio e conosciuto, è “Ellenica”: paesaggi e architetture delle isole greche dove la luce dipinge la materia delle pareti.
Il terzo è il più recente: un ciclo pittorico post pandemico dove la natura e lo spazio sostituiscono manufatti umani “Piccole tracce su bianco”. Tecnicamente si passa, usando un termine fotografico, dal primo piano al campo lungo, sono distese di pioppi e betulle, allineati come tanti soldati a guardia di un campo. Su questo sviluppo pittorico Dot inserisce dei segni grafici in rilievo a modificare la staticità del soggetto e a rendere contemporaneo l’uso di una tecnica più classica. Sono questi segni le “Piccole tracce su bianco”.

Piccole tracce su bianco, quasi un barcode, 2023

Piccole tracce su bianco, quasi un barcode, 2023

Cartoline dal futuro (ducale), 2022

Cartoline dal futuro (ducale), 2022

Verso la chora, 2021

Verso la chora, 2021

Pubblicato in Dot

Alberto Strambaci / 15-28 aprile

Inaugurazione sabato 15 aprile alle ore 18
Presentazione di Gabriella Dipietro

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EQUILIBRISTA
L’ECLETTICA ARTE DELLA NAVIGAZIONE

“In tempi come questi la fuga è l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare” scrive Henri Laborit nel 1976, sostenendo che un sano fuggire possa garantire la sopravvivenza dell’individuo con un equilibrio che meglio si adatta. Nelle opere di Alberto Strambaci, versatile artista triestino, le barche sono protagoniste indiscusse, e sembrano librarsi nell’aria più che solcare un mare che mai viene raffigurato. Hanno un aspetto accattivante sl, apparentemente non problematico, ma in realtà celano una metafora per rappresentare un anelito a ricucire le molteplici ferite inflitte dalla vita. A volte le sue vele riprendono la struttura delle conchiglie, che trattengono in sé il concetto di dinamismo ed espansione – così come di regressione e contrazione, se osservate in senso inverso. Le boe diventano elementi segnici per indicare fattori di protezione; cavi di ormeggio saldamente trattenuti dalle bitte impediscono la navigazione, e sottili fili che attraversano la composizione fanno altrettanto. Nelle opere più recenti, forme architettoniche, pulite e squadrate, bloccano o zavorrano l’imbarcazione quanto la struttura sociale che l’artista sente pesantemente imposta. La ripetizione e modulazione di temi e motivi diventa quasi un’ossessione poetica. E poi troviamo rivelato lui, l’equilibrista, dal volto segnato di salsedine. Lui, che osserva, cinico e ironico, lui che ha imparato a destreggiarsi nelle diverse contingenze, mantenendo spesso un tono parzialmente e necessariamente defilato.
Ecco che allora le barche di Strambaci, con un linguaggio alternativo mascherato dalla pennellata rapida e sicura, diventano fonte di salvezza per favorire la fuga, l’ultimo appiglio per trovare la forza di combattere ancora e ancora…
Gabriella Dipietro

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ALBERTO STRAMBACI vive a Trieste dove peraltro opera. Diplomatosi all’Istituto d’Arte “E.U.Nordio”  di Trieste ha frequentato poi il corso di tecnica dell’acquaforte tenuto da Mirella Scott Sbisà sviluppando, su svariati supporti, il suo segno grafico che rappresenta la genesi dei suoi lavori. Successivamente segue dei corsi di pittura figurativa espressionista presso l’atelier di Petar Bosanac a Belgrado.  Le tematiche da lui trattate spaziano versatili in svariati campi,  costante è invece rappresentata dalla sua grafica che si riproponela attraverso l’uso delle molteplici tecniche da lui sperimentate. Molteplici sono le attività espositive alle quali ha partecipato  a partire dagli inizi degli anni novanta, sia di carattere collettivo che personale.

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33a Mostra del Piccolo Formato

APERTURA SABATO 1° APRILE, ORE 18
Mostra collettiva di pittura, scultura e grafica.

Presentazione di Gabriella Dipietro

Espongono:
Marianna Accerboni, Natale Addamiano, Ciro Agnetti, Oscar Agnoletto, Tristano Alberti, Livia Alfiero, Sergio Altieri, Pietro Annigoni, Miriam Antonaci, Guido Antoni, Giovanni Bacchetti, Rita Baruffo, Mario Beltrame, Daniela Bertoch, Marinella Bertoch, Paolo Bettio, Darko Bevilacqua, Gastone Bianchi, Leandro Bigontina, Giovanni Blandino, Hansi Boekee, Ottavio Bomben, Claudio Bonanni, Paolo Bonifacio, Gianni Borta, Diana Bosnjak, Ginevra Braut, Susanna Bresich, Aldo Bressanutti, Anton Brioschi, Gianni Brumatti, Ondina Brunetti, Fulvio Caiulo, Giuseppe Callea, Alessandro Calligaris, Ugo Carà, Redi Casarsa, Marino Cassetti, Giorgio Cattonar, Giancarlo Cazzaniga, Vincenzo Cechet, Giovanni Centazzo, Carolus Cergoly, Mariano Cerne, Odilia Egle Ciacchi, Clara, Walter Colomban, Fabio Colussi, Romano Conversano, Giovanna Correnti, Vittorio Cossutta, Tullio Crali, Giovanni Craglietto, Maria Creglia, Ossi Czinner, Salvador Dalì, Fra’ Ignazio Damini, Romeo Daneo, Francesca Danese, Bruna Daus, Giancarlo De Alti, Rovena de Ferra, Manuela De Stefani, Preste Dequel, Eligio Dercar, Edoardo Devetta, Paula Christina Dew, Gabriella Dipietro, Mariuccia Diviacco, Gian Carlo Domeneghetti, Fulvio Dot, Liubov Drozd, Giovanni Duiz, Laura Fabbro, Adriano Fabiani, Carla Faggioni, Pino Ferfoglia, Massimo Ferluga, Tiziana Ferrari, Leonor Fini, Federica Finotto, Nadia Finzi, Franco Folla, Flavia Fragiacomo, Felicita Frai, Gabriella Frandoli, Carolina Franza, Annamaria Frisone, Carlo Fritsch, Alfredo Furlani, Giuseppe Gambino, Bruno Gambone, Daniela Gangi, Alessandra Gasperini, Rossella Ghigliotti, Giuliana Giotta, Flavio Girolomini, Michela Grassi, Giuliana Griselli, Michelangelo Guacci, Renato Guttuso, Marialuisa Isolani, Claudio Iurin, Ondina Jaconsig, Serena Kandus, Jasmine Kandus, Lera Kasyanova, Silvano Kaucich, Ingrid Kuris (Akis), Gianna Lampe, Ligabue, Michele Loberto, Rosanna Lodolo, Sergio Logar, Tiziano Lombardini, Antonietta Lombardo, Elena Lyashenko, Claudio Maiola, Giuseppe Malison, Lory Mandricardo, Tranquillo Marangoni, Roberta Marchesan, Lorenzo Marino, Sofia Beatrice Marino, Claudio Martincic, Rossella Martini, Marcello Mascherini, Cristina Meotto, Mario Michelini, Roberto Micol, Patrizia Mikol, Walter Milan, Fulvio Monai, Chiara Moso, Livio Mozina, Augusto Murer, Dilva Musizza, Bruna Naldi, Marco Novak, Aldo Novello, Marinella Nurchis, Carlo Pacifico, Claudio Palcich, Novella Parigini, Paolo Pascutto, Alessandra Pecman Bertok, Nino Perizi, Tiziano Perizi, Osvaldo Peruzzi, Paolo Pestelli, Carol Petelin, Fred Pittino, Fosca Pollastrelli, Diego Polli, Bruno Ponte, Teresa Potocco, Alice Psacaropulo, Ugo Puglisi, Sergio Quagliotti, Manuela Rassini, Federica Ravalico, Ireneo Ravalico, Claudia Raza, Loredana Riavini, Federico Righi, Livio Rosignano, Alessandra Rossi, Franco Rosso, Giorgio Rutter, Marina Rutteri, Monica Sartori, Alberto Schettino, Barbara Schreiber, Luisa Scotti, Eda Scrigner, Barbara Seculin, Ornella Sergi, Paolo Sirotti, Vesna Sket, Miriam Slavec, Marino Sormani, Luigi Spacal, Nino Spagnoli, Nicola Sponza, Adilea Stagni, Guglielmo Stracca, Alberto Strambaci, Dyalma Stultus, Giuliana E. Stuparich (Esmi), Giuliana Susterini, Desiderio Svara, Renata Tabanelli, Anna Gloria Tetto (Ketty), Rossella Titz, Benito Tomezzoli, Riccardo Tosti, Ines Tullio, Enrico Urzì, Johan Velasco, Serena Vivoda, Pierpaolo Vouk, Lodovico Zabotto, Pedra Zandegiacomo, Bruna Zazinovich, Zhou Zhiwei, Antares Zoff, Serena Zors, Angelo Zorzet, Luigi Zorzetto.