Pennellate di sole / 10-23 giugno

APERTURA SABATO 10 GIUGNO, ALLE ORE 18
Mostra collettiva di pittura, grafica e scultura con la partecipazione di 80 artisti.
Presentazione di Gabriella Dipietro

Espongono:
Livia Alfiero, Giovanni Bacchetti, Maria Grazia Bernardi, Daniela Bertoch, Marinella Bertoch, Gastone Bianchi, Samantha Blank, Susanna Bresich, Fulvio Caiulo, Luisanna Calamandrei, Alessandro Casale, Lucia Castello, Giorgio Cattonar, Odilia Egle Ciacchi, Cinzia Cimador, Giovanna Correnti, Noris Dagostini, Elisabetta Dellavalle, Paolo Devidè, Paula Christina Dew, Gabriella Dipietro, Mariuccia Diviacco, Gian Carlo Domeneghetti, Annamaria Ducaton, Laura Fabbro, Adriano Fabiani, Carla Faggioni, Graziella Felician, Tiziana Ferrari, Nadia Finzi, Carla Fiocchi, Franco Folla, Luigi Forgini, Gabriella Frandoli, Annamaria Frisone, Carlo Fritsch, Giuliana Giotta, Michela Grassi, Giuliana Griselli, Laura Grusovin, Marialuisa Isolani, Ondina Jaconsig, Jasmine Kandus, Antonietta Lombardo, Elena Lyashenko, Lory Mandricardo, Salvatore Marchese, Nada Marsich, Claudio Martincic, Rossella Martini, Chiara Moso, Dilva Musizza, Paolo Pascutto, Carol Petelin, Fosca Pollastrelli, Diego Polli, Teresa Potocco, Alessandro Ralza, Pino Rasile, Ireneo Ravalico, Claudia Raza, Loredana Riavini, Fabio Rumer, Giorgio Rutter, Amelia Esther Saldana, Alberto Schettino, Luisa Scotti, Valnea Siega Vignut, Paolo Sirotti, Britt Sivertsen, Claudio Sivini, Miriam Slavec, Adilea Stagni, Alberto Strambaci, Giuliana Susterini, Rossella Titz, Enrico Urzì, Johan Velasco, Anna Vidmar, Serena Vivoda, Pierpaolo Vouk, Lodovico Zabotto, Ennio Zangrando, Bruna Zazinovich, Angelo Zorzet.

Erika Rudl / 27 maggio – 9 giugno

INAUGURAZIONE SABATO 27 MAGGIO ALLE ORE 18.00
Presentazione di Gabriella Dipietro

Bolina

Bolina


Cromìe

Il rosso, l’azzurro, il giallo e l’arancione… un trionfo di colori, un’inattesa esplosione di cromìe e di suggestioni che svelano il sentire dell’artista triestina Erika Rudl.
E le sue sono emozioni decisamente vulcaniche. Fiumi di lava incandescente giocano a raffigurare sé stessi in forme rinate, valorizzate da sfondi sospesi, fusione di nuvole e atmosfere celesti che si dipanano su molteplici piani scenografici paralleli.
Pennellate veloci vengono rafforzate, talvolta, dal tocco esperto e impulsivo delle mani che plasmano la materia viva creando rilievi e tridimensionalità sulla superfice pittorica.
A questa linea artistica interpretata con sensibilità contemporanea, si affianca la rappresentazione di luoghi a lei cari. Erika Rudl racconta la sua città, Trieste, riproducendone scorci caratteristici, tipicità della natura, vibranti ed inconfondibili paesaggi marini, riuscendo a catturarne quella che veniva definita da Umberto Saba “un’aria strana, un’aria tormentosa”.
Nulla vi è di statico in queste opere, che si rivelano essere preziose custodi di atmosfere dell’anima.
Gabriella Dipietro

The Red Tree

The Red Tree

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Erika Rudl nasce a Trieste nel 1969. Si diploma all’Istituto d’Arte Enrico e Umberto Nordio di Trieste dove ha l’occasione di scoprire ed apprendere nuovi indirizzi artistici e discipline.
La sua naturale propensione alla manualità la dirige, in un primo momento, verso il mondo della falegnameria dove si dedica con successo alla realizzazione di opere di arredamento. Questa esperienza la porta successivamente ad approfondire, anche attraverso corsi professionali, lo studio degli spazi abitativi con particolare attenzione alla progettazione di interni. La passione per il settore dell’arredo si è trasformata così in professione vera e propria.
Ha esposto in numerose esposizioni collettive e personali.

Bora

Bora

Il molo Audace

Il molo Audace

Annamaria Ducaton / 13-16 maggio

Gregor Samsa

Gregor Samsa


Apertura sabato 13 maggio alle ore 18

Presentazione di Franco Rosso

ROSSO 

C’è un filo rosso che percorre trasversalmente le opere di Annamaria Ducaton esposte in questa rassegna. E’ un filo ideale, che è presente come impronta cromatica nelle singole opere, ma che contemporaneamente si percepisce come quel misterioso mezzo di connessione tra i sensi e gli ultrasensi presenti negli esseri umani. E già questo anticipa come l’artista coniughi materia e spirito, anzi come affidi proprio alla materia un valore spirituale, sapendo cogliere con i pennelli e i colori una riflessione sottile, fissando poi sulla dimensione piana della tela o della carta quello che è invece trascendentale. La materia è il vocabolario che la vita utilizza per esprimersi e diventa attraverso l’azione pittorica dell’artista una materia lirica che testimonia l’esistenza e la vita al cospetto dell’invisibile, al silenzio del nulla, alla magia e all’infinito.
Le opere della Ducaton traducono in forme e colori elementi di spiritualità, evocando nel contempo sentimenti e situazioni esistenziali, musiche e parole, visualizzando realtà interiori.
Lo fa con una mano che spontaneamente compone forme in un sofisticato intreccio di fantasia e realtà, di memoria del passato e di consapevolezza del presente, di emozioni suscitate dalla musica, dalla lettura, dal teatro, da luoghi lontani vissuti o immaginati.
Sono opere che accendono lampi luminosi su quel mistero che vive oltre le immagini proposte dalla vita: la Ducaton sa bene che la realtà si comporta diversamente quando non viene osservata.
E lei si tuffa in profondità, va sotto alla realtà accettata, osserva il cielo dall’alto, in una ricerca intellettuale costante e indefessa che lei interpreta come il luogo ideale per far collidere due sistemi di sapere, due differenti traiettorie, quella della scienza e quella dell’arte. Perché Annamaria Ducaton è da sempre impegnata con il visibile e l’invisibile, con il sapere e il non-sapere, e il fruitore può scoprire cosa nasconde di poetico, di etico e di sociale questa sua impostazione: può allora capire quanto l’immaginazione possa essere un ponte virtuoso tra scienza e arte.
L’artista affianca alla passione per la pittura l’entusiasmo per la conoscenza in tutte le sue forme, come possibilità espressiva dell’esplorazione di mondi, pensieri, magie, e proprio come una scienziata, sa che la ricerca continua da la possibilità di indagare l’infinito e l’incredibile archivio dell’universo.
L’impulso creativo sempre gli perviene dalla musica (in particolare da quella di Gustav Mahler), da quelle note che accompagnano da sempre la sua vita con una sinfonia che ha lasciato un’impronta nell’anima surrealista dell’artista, sempre protesa all’incanto, al sogno e a un mondo che sta al di là dei confini noti.
Con il suo lavoro Annamaria Ducaton ci ricorda che l’essere umano non può sperimentare una vita disgiunta dal corpo, ma neanche una vita materiale senza anima, e lo dice con l’onestà intellettuale di chi sa di non avere risposte preconfezionate che non potrebbero mai racchiudere la spiegazione della vita: però, attraverso la sua creatività dimostra di percepire la globalità dell’esistere, sottolineando il valore di materia e spirito che sono le due componenti senza le quali l’umanità è smarrita anche in mezzo alle vecchie e alle nuove e mirabolanti tecnologie. Allora è chiaro che il filo di connessione che connette il suo lavoro è rosso, proprio per simboleggiare la vita, la forza, l’energia, il coraggio e la vitalità che sono i suoi strumenti per difendersi dalla mediocrità e dalla volgarità della nostra contemporaneità, contrapponendo la sua eroica dedizione alla propria vocazione di artista.
Pensare, ricercare, immaginare permettono a Annamaria Ducaton di tenersi lontana dall’aridità del nostro tempo, coltivando l’importanza fondamentale della fantasia, dell’utopia e del pensiero per contribuire alla costruzione di una civiltà che offra all’essere umano mezzi di realizzazione e di speranza, esorcizzando il nulla, il malvagio e il falso che ci circonda.
Franco Rosso

Alberi rossi

Alberi rossi