Gian Carlo Domeneghetti
18 settembre – 1 ottobre

From Russia Whith Love

From Russia Whith Love

Apertura sabato 18 settembre 2021 alle ore 17.
Presentazione di Gabriella Dipietro

IL SENSO DEL REALE

Un realismo estremo, uno stile chiaro, immediato, brillante di riflessi e soffuso di delicate velature, risultato di anni di studio e di pratica instancabile. Queste sono le caratteristiche che connotano le opere di Gian Carlo Domeneghetti. Questo è “Dom”, pseudonimo con il quale si firma da sempre.
La sua personale natura è precisa e, unita ad un costante desiderio di andare oltre il reale, traspare ad ogni tocco di pennello, consentendo ai sensi dell’ignaro osservatore di addentrarsi in una strada segnata dalla fascinazione percettiva, catturato inconsapevolmente dalla minuziosa attenzione per i giochi di luce ed ombra, dal realismo lenticolare dei particolari, dalle precise scelte tecniche e formali, dalla capacità di creare immagini che paiono fotografie sì… ma fotografie dell’anima.
Autodidatta, questo artista si esprime in liriche immagini di inesorabile bellezza. Siano esse figure femminili, nature morte, paesaggi, fiori o le sue famose “maschere veneziane”, tutte vengono definite con grande eleganza e sensualità, rendendo questi suoi dipinti di altissimo livello estetico.
La realtà si fonde con la pittura per creare un nuovo reale che, a volte, rimanda ad immagini cinematografiche d’autore, in cui la figura estraniata da un contesto più ampio, emerge attraverso le sue caratteristiche più intime.
Nulla viene lasciato al caso, dal taglio squisitamente fotografico, alla ricerca dell’immediatezza e della freschezza dell’immagine, laddove gli sguardi ed i corpi delle sue donne ammaliano come quelle di sirene capaci di rapire i nostri sensi, gli scorci paesaggistici sono momenti di vissuto da cui si evince un intenso ed intimo rapporto con i luoghi di una vita, i fiori incantano per le provocanti sensuali trasparenze.
Queste opere sono il punto di vista di Gian Carlo Domeneghetti, sono la sua realtà tradotta in pittura, un iperrealismo senza presunzione, che nulla toglie alla magia e alla suggestione delle opere, perché in esse si avverte la commozione umana ed estetica del pittore che desidera raccontare una storia, un’emozione, una parte della sua anima.
Un artista che è un poeta delle immagini, perché queste rappresentazioni acquistano una nuova simbologia, fatta di una perfezione non toccata dalla caducità della vita, un’astrazione del reale che contrasta con l’inesorabile ciclo vitale, che solo l’Arte, una buona Arte, ha il potere di modificare.

Un sorriso da Djerba

Un sorriso da Djerba

Ikebana composizione

Ikebana composizione

Gian Carlo Domeneghetti, in arte “Dom”, nasce a Novara da genitori veneti. Dimostra sin da giovane la sua propensione per il disegno e la pittura, dapprima dedicandosi alla tecnica dell’acquarello, delle tempere e delle chine, per poi sondare le molteplici potenzialità della pittura ad olio, adottando uno stile di matrice iperrealista molto personale.
Artista autodidatta, nel corso degli anni ha partecipato a numerose manifestazioni artistiche e concorsi in Italia e all’estero, ottenendo numerosi riconoscimenti, premi, medaglie e diplomi al merito, come ben pochi altri artisti regionali possono vantare. Al suo attivo, più di cinquanta mostre personali ed oltre 200 esposizioni collettive, ed il suo nome è presente in diverse edizioni di quotate riviste e dizionari artistici.
Con questa mostra alla Galleria Rettori Tribbio, celebra l’importante traguardo di 55 anni di lunga e proficua carriera artistica.
Gabriella Dipietro

Trieste, tetti e lanterna

Trieste, tetti e lanterna

Rose

Rose

Atelier Možina 2021
12a Mostra degli allievi

Sull’onda delle emozioni

Diversi studiosi si sono interessati all’inter­pretazione delle opere d’arte ed alla creati­vità artistica ad esse connessa, condivi­dendo che gli artisti, tramite le loro realiz­zazioni, riescono a trasmettere ai fruitori fantasie, conflitti ed emozioni profonde, molto spesso represse. Provate a ripensare ad un dipinto che, appena guardato, vi ha fatto provare una forte e incontrollabile sensazione. Gioia, pace o turbamento che sia, sono i medesimi sentimenti che ha pro­vato il pittore stesso all’atto della conce­zione dell’opera e che, adesso, fluiscono in una sorta di transfert nella vostra mente.
L’artista sente nel cuore, nella mente, nelle dita, il colore che diventa forza creatrice rendendo concreto il suo mondo interiore.
Ma il colore bisogna saperlo utilizzare, è necessario conoscerne i segreti, compren­dere tecniche e indagare sulle svariate pos­sibilità stilistiche, per ottenere un effetto che altrimenti risulterebbe poco più che mediocre.
E qui entra in gioco l’Atelier dello stimato pittore Livio Možina che, in questi dodici anni di ininterrotta attività, si è dimostrato l’ambiente ideale per la formazione e l’aggiornamento di un flusso continuo e variegato di artisti. Una fucina di nuovi talenti senza limiti di età, cui Možina dedica la sua ampia conoscenza sull’analisi espres­siva del colore e della composizione come essenziale manifestazione poetica.
Questa nuova mostra dell’Atelier, è la piena dimostrazione degli ottimi risultati ottenuti da ognuno dei partecipanti, che hanno dato, ciascuno secondo il proprio personale sentire, la reale possibilità ai loro pensieri di volare, diventando, per chi li guarda con attenzione e sentimento, una sorgente di emozione, che si propaga nel tempo e nello spazio… come una benevola onda pulsante di pura energia.
Gabriella Dipietro

AtelierMozina-2021_1

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Enrico Di Maria / 12-25 giugno

APERTURA SABATO 12 GIUGNO, ORE 17

TRIESTE TRA MARE E VENTO

Vele d'epoca - acquerello 36,5 x 56,5

Vele d’epoca – acquerello 36,5 x 56,5

Cogliere l’essenza di Trieste, straordinaria nella sua unicità, non è cosa semplice: solo apparentemente ordinata e razionale, nasconde ad uno sguardo più attento un’anima dai contorni indefiniti che si perdono sfumandosi gli uni negli altri. Come diceva Umberto Saba, in questa città circola “un’aria strana, un’aria tormentosa”. Ed è proprio tale peculiare caratteristica che l’artista Enrico Di Maria riesce a raccontare nelle
opere esposte in questa rassegna, dedicata interamente a questa città di mare, dove ha vissuto per alcuni anni.
Modenese di origine, non è di formazione accademica, ma autodidatta per passione. Nelle opere di Enrico Di Maria avverti d’istinto una natura inquieta, evidenziata da una tavolozza ricca di accenti in cui predominano tinte azzurre in ogni possibile declinazione, ma anche rossi vibranti di partecipazione emotiva e forza vitale. Le pennellate sono espresse senza ripensamenti, quasi spinte da un bisogno di libertà, econferiscono ai suoi dipinti spontaneità ed immediatezza, la stessa, che viene marcata da improvvisi accenti
materici.
In molte sue opere, questo poliedrico pittore, rappresenta la vastità del mare come metafora della vita, conferendo alla scena un’impressione interiore che si muove fra i poli di certezze e di trepidazione.
I soggetti del mondo narrato dall’artista Enrico Di Maria, siano essi mezzi per affrontare il viaggio, o viandanti, quest’ultimi, rigorosamente rappresentanti di spalle, vibrano di continuo movimento, come volessero esprimere un profondo desiderio di allontanarsi da un presente instabile per raggiungere un traguardo più o meno preciso, proteggendosi dalle avversità, magari sotto ombrelli colorati di speranze, oppure al riparo offerto dalla barca, con la contezza che qualsiasi azione sarà frutto di un atto di intraprendenza e coraggio. Figure indistinte, verso porti imprecisi, presso destinazioni indefinibili, nella
speranza che l’Isola della felicità stia da qualche parte che non vediamo, dopo l’orizzonte.
Gabriella Dipietro

Uffici Fincantieri di notte - acrilico 120 x 120

Uffici Fincantieri di notte – acrilico 120 x 120

Sole d'inverno - acquerello 36,5 x 56,5

Sole d’inverno – acquerello 36,5 x 56,5

Enrico Di Maria nasce a Modena nel 1960. Cresce girando l’Italia al seguito della famiglia, che si trasferisce tra l’altro, anche a Trieste dove abita per due anni. A causa del proprio lavoro, gira poi il mondo, risiedendo in vari paesi esteri, il che contribuisce da una parte ad aprirgli nuovi orizzonti, dall’altra a sviluppare un affezione per l’Italia, il suo mare e il Mediterraneo in generale. Enrico inizia a dipingere tardi, prima dedicandosi all’acquarello e successivamente agli acrilici e oli. I soggetti sono vedute di paesaggi mediterranei, e il mare. E’ particolarmente attirato dall’effetto della luce negli acquarelli, che aggiunge drammaticità alle scene, e ritrae immagini di vita quotidiana, dove più che cercare di scattare una fotografia, egli cerca di suggerire allo spettatore l’atmosfera di un momento. Durante il lock-down, Enrico ha cercato scorci di Trieste e si è dedicato ad una serie di dipinti, acquarelli, acrilici e olio, appunto su Trieste, il suo mare ed il suo vento, cercando di rappresentare l’anima di una città che lo ha riportato alla giovinezza. Enrico ha esposto con I Pittori del San Bartolo a Fiorenzuola di Focara nel 2016 e nel 2018, ha partecipato a World Art Dubai nel 2018 e nel 2020 e ha esposto ad Abu Dhabi in mostre personali nel 2018 e nel 2019.

Pioggia in piazza dell'Unità - acquerello 36,5 x 57,5

Pioggia in piazza dell’Unità – acquerello 36,5 x 57,5

Piazza dell'Unità in B&W - acquerello 36,5 x 56,5

Piazza dell’Unità in B&W – acquerello 36,5 x 56,5

Laggiù URSUS - acrilico 150 x 90

Laggiù URSUS – acrilico 150 x 90