Elettra Metallinò / 25 febbraio – 9 marzo

INAUGURAZIONE SABATO 25 FEBBRAIO ALLE ORE 18 

Dopo sessantatre anni di tenace dedizione all’arte, al traguardo della mia vita ormai vicino, non propongo più elenchi di partecipazioni a mostre o presentazioni e critiche raccolte durante gli anni. 
Mi dolgo invece delle istituzioni della mia città che mi hanno costantemente dimenticata: una lunga carriera senza il conforto di qualche premio, medaglia, citazione. Ho dovuto lottare per avere alcuni tardi riconoscimenti, comunque non sono stata invitata neppure alla Biennale Diffusa di Sgarbi.
 Offro ai visitatori di questa mostra quello che so ancora fare a ottant’anni e lascio a loro il giudizio se la mia pittura e la mia grafica sono da ignorare o ricordare.
Elettra Metallinò



Dedico questa mostra al ricordo di Furio de Denaro, prezioso incisore e amico.

Roberto Budicin / 11-24 febbraio 2012



Paesaggio e poesia
di MARIANNA ACCERBONI

INAUGURAZIONE SABATO 11 FEBBRAIO ALLE ORE 18

Talento precoce e figlio d’arte, Roberto Budicin affronta il tema della natura con una dolcezza che si potrebbe definire quasi insolita per un giovane degli anni Duemila. Con molta professionalità e naturale istinto compositivo il pennello scivola con forza sulla tela, “costruendo” con abilità momenti di luminosa, equilibrata bellezza, che sanno cogliere in modo aderente la realtà, intridendola tuttavia di un lieve senso lirico, che solo la sensibilità di un pittore-poeta sa cogliere e trasfondere con semplicità al fruitore.
Dipingere il silenzio, la luce, la neve non è da tutti e Budicin ci riesce con un’elegante naturalezza sostenuta da un approfondito studio delle tecniche e molta dedizione all’esercizio pittorico. In tale ambito sperimentale, il giovane artista ripropone per esempio, tra i vari “segreti” tecnici, un raffinato virtuosismo usato da Tiziano, che consiste nello stendere delle pennellate a secco su un fondo a trama forte, cosicchè da lontano l’effetto raggiunto è quello di una morbida vibrazione cromatica.
Attraverso un accurato lavoro nascono in tal modo gli acquerelli, gli oli e le tecniche miste presenti in questa mostra che, oltre al tema del paesaggio silente, scevro di presenze umane, affronta pure quello mitologico, spesso idealmente connesso alla grande passione di Budicin per la musica. Il pittore adora infatti Vivaldi, la musica classica e quella contemporanea – in particolare i gruppi d’avanguardia degli anni ’70 – ha studiato chitarra e suonato in complessi rock; ora invece si esibisce in gruppi che suonano musica irlandese. Lui l’apprezza in special modo per i rimandi antichi che vi echeggiano, così come accade nella mitologia, e per la molteplicità di strumenti, ritmi e modi di cantare che essa offre: una ricerca condotta da un artista profondo e delicato, tra le note, così come tra i colori.
Roberto Budicin nasce a Trieste il 29 Agosto 1980. Grazie all’influenza del padre, Sergio Budicin, pittore e illustratore affermato, coltiva fin da bambino la passione per il disegno.
Gli stimoli e le critiche lo spingono a continuare finché, a sedici anni, comincia a frequentare l’atelier del pittore accademico Walter Falzari. Qui ha occasione di studiare i soggetti dal vero ed esercitarsi con il ritratto.
Grazie alla lettura di libri e manuali come Creative Illustration (A.Loomis) approfondisce materie come la prospettiva, la figura nelle tre dimensioni, la teoria dei colori e la composizione.
Durante gli anni dell’Università partecipa, insieme al padre, ad alcune esposizioni collettive incentrate sull’arte naturalistica a Udine, Tarvisio e Pordenone.
Nel 2006 espone presso il Palazzo della Borsa a Trieste, disegni e tempere su creature immaginarie e fantastiche traendo spunto dai bestiari medievali.
Terminati gli studi universitari, nel 2007, decide di dedicarsi a tempo pieno alla pittura e intraprende un lungo cammino di sperimentazione di materiali e tecniche, tenendo come esempio pittori dell’ottocento come J.Sargent, C.M.Russell, J.Sorolla, A.Zorn, J.Waterhouse e del seicento come Rembrandt e Velasquez.

Tiziana Sbisà / 28 gennaio – 10 febbraio 2012



Omorfi Poli

INAUGURAZIONE SABATO 28 GENNAIO ALLE ORE 18

Omorfi Poli significa “bella città.” Queste parole sono dedicate a Salonicco, città della Grecia, luogo amabile e delizioso pervaso di storia, arte e cultura, in cui la pittrice visse per un anno e che viene raccontato su tele dalla forma quadrata. Cogliendo la vivacità di queste forme semplificate dai particolari eliminati, si attraversano spazi felici e luoghi profumati d’incenso. Si osservano forme di archi e cupole bizantine celebrate e tramutate in brani di vita e ricordi. Quante innumerevoli memorie di feste, processioni e pellegrinaggi conservano questi luogi sacri? Quanta determinazione e passione racchiudono spazi eleganti e raffinati come questi? Dai luoghi greci saturi di icone, l’ispirazione passa attraverso la pittura di Franco Gentilini e dei naïf jugoslavi. Un connubio strano ma pienamente comprensibile ad uno spirito che fonde radici italiane, istriane, mediterranee. Tra il pastello e l’acrilico, l’autrice è alla ricerca di un linguaggio che risponda al suo bisogno di autenticità e di poesia. Il naïf è una scoperta casuale, dalla quale prende in prestito quelle atmosfere genuine e paesane per trasferirvi la sua realtà creata con tenerezza ed esultanza.
Le opere esposte in questa mostra sono in vendita. Una parte del ricavato sarà devoluto per la cura dei bambini e adolescenti con “Attention Deficit Hyperactivity Disorder” (ADHD), uno dei più frequenti disordini psichiatrici dell’età
evolutiva.

Biografia Gli esordi artistici di Tiziana Sbisà, nata a Rovigno nel 1974, iniziano all’Università di Filosofia di Fiume dove studia le discipline pittoriche, grafiche e scultoree sotto la guida di rinomati artisti croati quali Ksenija Mogin, Goran Štimac e Josip Diminić. Nel 1997 espone per la prima volta nel foyer del Teatro Ivan Zajc di Fiume e nella chiesa di Santa Croce a Rovigno. Negli anni seguenti partecipa alle mostre collettive “Contemporaneità” nella Galleria Cvajner di Pola e alle varie “Colonie artistiche” del Museo Civico di Rovigno. Cleveland, Salonicco, Roma: sono principalmente questi i luoghi dove Tiziana ha vissuto e dipinto. Al Cleveland Institute of Art frequenta i corsi di disegno e pittura del nudo. A Roma crea il laboratorio pittorico per bambini “ArteBamb” e realizza una serie di opere esposte nella chiesa di Santa Marta al Collegio Romano nel 2003. La sfacciata modernità di queste opere, che oggi si trovano in collezione privata triestina, è stata molto apprezzata da parte del pubblico e della critica. Tiziana, che oggi è un’esperta storica dell’arte con PhD, non sa da dove nasce la sua passione per l’arte ma spera che l’accompagni sempre.