22a Mostra del piccolo formato / 7-20 aprile

Invito al collezionismo
INAUGURAZIONE SABATO 7 APRILE ALLE ORE 18 

Espongono:
Pittuta e grafica: Marianna Accerboni, Natale Addamiano, Sergio Altieri, Guido Antoni, Tullio Antonini, Sandro Apa, Enrico Baj, Piergiacomo Banda, Riccardo Bastianutto, Franca Batich, Gabry Benci, Claudia Benedetti, Ferruccio Bernini, Marinella Bertoch, Paolo Bettio, Patrizia Bigarella, Ottavio Bomben, Claudio Bonanni, Paolo Bonifacio, Gianni Borta, Maurizio Boscheri, Diana Bosnjak, Paula Botteri, Alessio Bozzer, Aldo Bressanutti, Gianni Brumatti, Luigi Buonocore, Livia Bussi, Valentina Butelli, Fulvio Caiulo, Pino Callea, Ugo Carà, Redy Casarsa, Marino Cassetti, Giancarlo Cazzaniga, Giorgio Celiberti, Bruno Chersicla, Odilia Egle Ciacchi, Mariano Cisco, Walter Colomban, Marcello Colusso, Romano Conversano, John Corbidge, Vittorio Cossutta, Tullio Crali, Maria Creglia, Adriana Cressi, Armando Cucchi, G.E. Cucek, Bruno Dalfiume, Fra’ Ignazio Damini, Bruna Daus, Lilia Debiasi, Rovena de Ferra, Giuseppina Depase, Armando Depetris, Oreste Dequel, Hugo de Soto, Dorina Deste, Edoardo Devetta, Antonio Di Gregoli, Daria di Manzano, Gabriella Di Pietro, Marcello Di Tomaso, Giancarlo Domeneghetti, Margherita Donnarumma, Fulvio Dot, Annamaria Ducaton, Franco Dugo, Giovanni Duiz, Adriano Fabiani, Roberta Facchini, Aldo Famà, Tiziana Fantini, Sabrina Felician, Pino Ferfoglia, Alessandro Ferronato, Arturo Finazzer, Léonor Fini, Nadia Finzi, Pavel Florjancic, Silva Fonda, Carlo Fontana, Luigi Forgini, Felicita Frai, Carolina Franza, Piero Frausin, Flavio Girolomini, Frida Giurovich, Gabriella Giurovich, Paolo Grimaldi, Arnold Gross, Laura Grusovin, Fiorella Guida, Andrei Gulyi, Christina Holländer Pukal, Maura Israelm, Noemi Israel, Claudio Iurin, Josè, Katerina Kalc, Charlotte Kohn-Ley, Renzo Kollmann, Gianna Lampe, Lia Levi, Denise Lister, Michele Loberto, Tiziano Lombardini. Claudio Maiola, Sigfrido Maovaz, Tranquillo Marangoni, Gianna Marini, Antonella Marottoli, Ida Marottoli, Nada Marsich, Giuliana Martinz, Klaudija Marusic, Elettra Metallinò, Roberto Micol, Andrea Milia, Fulvio Monai, Nadja Moncheri, Livio Mozina, A. Murer, Dilva Musizza, Bruna Naldi, Giulia Noliani, Silvia Osojnik, Debora Ovsec, Carlo Pacifico, Claudio Palcic, Eugenio Pancrazi, Maria Pancrazi, Paolo Pascutto, Giuliana Pazienza, Megi Pepeu, Nino Perizi, Majda Pertotti, Osvaldo Peruzzi, Laura Pescatori, Ugo Pierri, Diego Polli, Bruno Ponte, Tarcisio Postogna, Hilde Prekop, Alice Psacaropulo, Laura Rabbaioli, Valdea Ravalico, Claudia Raza, Loredana Riavini, Federico Righi, Livio Rosignano, Franco Rosso, Fulvia Rovatti, Yvonne Rowden, Saba, Otilia Saldana, Luis Sammer, Mirella Schott Sbisà, Giorgio Schumann, Olivia Siauss, Tullio Sila, Fulvio Sisto, Claudio Sivini, Lili Soldatich, Marino Sormani, Luigi Spacal, Arne Stahl, Roberto Stalio, Elena Stalizzi Valrisano, Bruno Stiglich, Alberto Strambaci. Dyalma Stultus, Selma Stultus, Desiderio Svara, Guido Tavagnacco, Bruno Tommasini, Piero Torresella, Riccardo Tosti, Vincenzo Trizza, Aldo Usberghi, Andrea Verdelago, Franca Viezzoli, Serena Vivoda, Wandawi, Lodovico Zabotto, Damiana Zagar, Pedra Zandegiacomo, Bruna Zazinovich, Tatjana Zerjal, Zhou Zhiwei, Soka Zivadinovic, Livio Zoppolato, Boris Zulian.

Scultura:
Tristano Alberti, Patrizia Bigarella, Giovanni Blandino, Luigi Buonocore, Ugo Carà, Mariano Cerne, Bruno Chersicla, Pino Corradini, Darko, Oreste Dequel, Lowell Ellis, Alice Gombacci, Giovanni F. Gonzaga, Mino Inchingolo, Rosanna Lodolo, Gianfranco Malison, Sergio Quagliotti, Claudio Sivini, Nino Spagnoli, Villibossi, Adriano Visintin.

Livia Bussi / 24 marzo – 6 aprile

 Visioni
di MARIANNA ACCERBONI

INAUGURAZIONE SABATO 24 MARZO ALLE ORE 18

 

C’è un’anima culturale austro-tedesca, probabilmente inconscia, che sopravvive in molti artisti triestini, i cui antenati, se pittori o scultori, frequentarono le Accademie di Monaco, di Berlino e di Vienna tra la fine dell’800 e il primo novecento, raccogliendovi i semi di quella coeva avanguardia internazionale che collegava Parigi a Mosca e al mondo slavo, passando per Trieste, allora in posizione centro-europea.
È così, credo, che si può spiegare l’intenso respiro espressionista che si leva e s’intravvede in molti lavori di artisti locali: tra questi, mi ha sempre particolarmente colpita la traccia di malinconia e d’angoscia che s’insinua nel segno pittorico intenso ed elegante, sobrio e al tempo stesso incisivo, di Livia Bussi, autrice dal temperamento discreto e signorile, che, formatasi in gioventù a Roma, è poi vissuta un trentennio in Piemonte e Lombardia, per poi ritornare nella città natale; e testimoniare nella sua pittura non solo le origini culturali centro-europee, ma anche il dramma dell’esodo dall’Istria, vissuto quasi in prima persona.
Immerso nelle atmosfere rarefatte e nella grazia dei pastelli dai colori soffusi, che ricordano alcuni borghi istriani arroccati sui colli, il sogno, protagonista del linguaggio surrealista, ammanta e intride i suoi lavori su carta: in un sogno di nebbia s’addentrano infatti uomini donne e cani, che a volte corrono, in un’atmosfera onirica, nei prati o verso una nave, simbolo forse dell’agognato ritorno. E, di quando in quando, lo stesso paesaggio si fa notte e nel contempo si fa giorno, componendo visioni straniate, che sorprendono l’astante.
Un simbolismo magico e sottile pervade le opere della Bussi: “Sogno queste atmosfere” confessa l’artista “e talvolta il mattino mi sveglio con esse e le dipingo; mentre i cavalli, ripresi in un delizioso dipinto al galoppo nel bosco, sono evocati nella mia mente dalla musi Disegnatrice ambita da importanti studi d’architettura per la sua abilità nel reinterpretare in modo vivo, originale e fantastico il linguaggio architettonico, la pittrice ci consegna un universo ricco di suggestione, in bilico tra elementi sensoriali e spirituali, il cui legame è accentuato da quella sorta di memoria e conoscenza universale che aleggia in ognuno di noi. 

Livia Bussi Nata a Trieste. Vissuta a lungo a Novara e Varese. Si è dedicata alla pittura fin da giovanissima utilizzando tempera, olio, pastello e incisione. Diplomata al Liceo Artistico di Roma nella sezione Architettura ha collaborato, in qualità di grafica, con vari studi di ingegneria e architettura (Lucio Arneri, Dino Tamburini e Marcello d’Olivo). Ha esposto in collettive e personali a Varese, Como
e Milano. A Trieste dagli anni 2000, ha partecipato a varie mostre collettive ed ha al suo attivo diverse personali fra le quali alla Sala Comunale d’Arte nel 2003 e alla galleria Rettori Tribbio nel 2008.

Spacal / 10 – 23 marzo

INAUGURAZIONE SABATO 10 MARZO ALLE ORE 18 

BIOGRAFIA Lojze Spacal, italianizzato in Luigi Spazzal (Trieste, 15 giugno 1907 – Trieste, 6 maggio 2000), è stato un pittore italiano, esponente della comunità slovena in Italia. Nel 1930 viene arrestato con l’accusa di antifascismo e inviato al confino ad Accettura, in Basilicata. Durante gli anni del confino scopre la sua vocazione artistica. Nel 1934 si diploma al liceo artistico di Venezia. Comincia ad esporre le sue prime opere nel 1937.Nel 1942 viene reinviato al confino in Abruzzo e, in seguito, assegnato a un battaglione speciale di lavoro a Forte dei Marmi. Ciononostante, riesce a continuare ad esporre le sue opere tanto che, nel 1944, allestisce la sua prima personale. Nel 1948 partecipa per la prima volta alla biennale veneziana. Nel 1958 vince il Gran premio internazionale “per un disegnatore e incisore” alla Biennale di Venezia,nel 1959 il 2° premio alla Biennale internazionale d’arte grafica di Lubiana. Nel 1974 gli viene conferito il premio Prešeren, massimo riconoscimento artistico sloveno, ed il “San Giusto d’Oro” nel 1977. Nel 1998 gli viene dedicato un museo nel castello di San Daniele del Carso. (Wikipedia)
www.spacal.net