19-31 ottobre 2024

Gianni Bacchetti

Inaugurazione sabato 19 ottobre alle ore 18

Tempesta

Una pittura fatta di segni

Nelle mie opere il segno diventa il leit-motiv, il filo conduttore che le accomuna tutte. Ed è questo segno che delimita, racchiude, mette in evidenza ciò che inizialmente era solo una macchia di colore una campitura, l’abbozzo di qualcosa ancora racchiuso in una sorta di crisalide alla quale i segni e quello nero in particolare danno forma.Il colore in questo senso è considerato come una superficie che dialoga con i segni che diventano chiusura e delimitazione di foglie, dell’intrico delle radici, degli alberi, dei rami.

Albero rosso

In sintesi: il colore racconta la forma, il segno la delimita.

È presente in questi lavori un sentimento particolare della natura, un sentimento di disponibilità ai cambiamenti oggi estremamente repentini. Attraverso la deformazione degli elementi naturali, la decomposizione della materia organica sotto l’azione del vento e dell’acqua, ogni cosa riflette la fluidità della natura e le opere si collocano in un limbo tra astrazione e realtà invitando a contemplare la dualità e complessità dell’interpretazione artistica.

Spine
Calotta
Agavi
L’acqua e l’ombra

5-18 ottobre 2024

Amare il mare 2024

Inaugurazione sabato 5 ottobre alle ore 18 con la presentazione di Gabriella Dipietro

Espongono:
Livia Alfiero, Andrea Allegranti, Alan Amini, Maria Grazia Bernardi, Daniela Bertoch, Marinella Bertoch, Liliana Biagi, Hansi Boekee, Gaby Bon, Rossana Bonaldi, Diana Bosnjak, Aldo Bressanutti, Livia Bussi, Fulvio Caiulo, Pino Callea, Fabio Cesarini, Cinzia Cimador, Shirin Colla, Fabrizio Cortolezzis, Marco “Ambieran” Cristofoli, Noris Dagostini, Roberta De Bortoli, Manuela De Stefani, Grazia Dei Rossi, Giampiero Dell’Agata, Giuliana Dellavalle, Giusy Depase, Paolo Devidè, Paula Christina Dew, Gabriella Dipietro, Mariuccia Diviacco, Gian Carlo Domeneghetti, Liubov Drozd, Laura Fabbro, Adriano Fabiani, Federica Finotto, Luigi Forgini, Marina Fragiacomo, Carolina Franza, Annamaria Frisone, Carlo Fritsch, Alfredo Furlani, Patrizia Grubissa, Marialuisa Isolani, Jasmine Kandus, Lera Kasyanova, Maria Luisa Lapagna, Antonietta Lombardo, Lory Mandricardo, Ever Maraspin, Nada Marsich, Claudio Martincic, Chiara Moso, Maria Nakalodi, Grazia Palcich, Rosanna Palombit, Paolo Pascutto, Bruno Paulich, Francesca Pegorer, Carol Petelin, Laura Petrocchi, Loredana Pichel, Francois Piers, Daniela Poiani, Teresa Potocco, Stefano Pugliese, Laura Rabbaioli, Ireneo Ravalico, Claudia Raza, Loredana Riavini, Alessandra Rossi, Giorgio Rutter, Marina Rutteri, Amelia Esther Saldana, Otilia Saldana,  Fulvia Salich, Gioiana Salvaneschi, Monica Sartori, Paola Sbisà, Alberto Schettino, Eda Scrigner, Chiara Seminerio, Valnea Siega Vignut, Slavica Simic, Jozko Sirca, Paolo Sirotti, Miriam Slavec, Loredana Spadaro, Adilea Stagni, Marijana Stevic, Alberto Strambaci, Adolfo Svetina, Max Tex, Rossella Titz, Anna Vidmar, Serena Vivoda, Pierpaolo Vouk, Lodovico Zabotto, Ennio Zangrando, Elisabetta Ziani,  Mitja Zonta.

21 settembre – 4 ottobre 2024

Serena Vivoda
Florilège

Inaugurazione sabato 21 settembre alle ore 18 con l’introduzione critica di Gabriella Dipietro

Tulipani rosa – olio cm. 60×40

Fin dal primo momento, entrando nel mondo artistico della pittrice Serena Vivoda, si ha la straniante sensazione di smarrire alcuni punti di riferimento: fiori, magnifici fiori, dovrebbero apparire delicati ed effimeri nella loro fugace bellezza. Lo spazio in cui sono collocati? Ci si aspetterebbe una descrizione precisa e minuziosa secondo una riconosciuta nostalgica tradizione classica.
L’artista, nelle sue tele, conduce invece lo spettatore al di là di una mera rappresentazione descrittiva, dove il soggetto semplicemente “non è”. Non è più solo l’opulento fiore, quanto una ricerca di spazi inesplorati di una natura da lei osservata cambiando la consueta prospettiva, quasi ricercasse un’estensione dell’essenza della materia.

Omaggio a Pugi – olio cm. 40×35

Ne risultano immagini vigorose, straordinarie, sospese in un’atmosfera indeterminata, al limite del sogno, laddove le tinte si fanno morbide e velate.
In una sorta di epifania, Serena vuole dipingere quello che pochi vedono: la percezione di freschezza, di gioia, di energia, l’aria, il vento, donando all’insieme un’aura di incantevole compiutezza
In alcune delle opere esposte, frutto della sua alacre attività di questi ultimi anni, compaiono eteree, aggraziate figure femminili, incorniciate da composizioni floreali, avvolte da un’atmosfera quasi surreale, evanescente e mai banale.
Equilibrio della forma, cura, eleganza, come il ricercato titolo che ha scelto lei stessa per questa esposizione, florilège, da floris “fiori” e legère “cogliere”, che rimanda alle collezioni, alle raccolte. Un contenitore prezioso che attesta la sua innegabile maturità artistica.
Gabriella Dipietro

Narcisi gialli – olio cm. 45×35
Narcisi blu – olio cm. 40×30
Mimose – olio cm. 30×40

Cipolle – olio cm. 50×40
Bucaneve – olio cm. 45×35