L’etnocromatismo di Tullio Gombac di Roberto Benedetti
Dopo le tante stagioni trascorse in Nigeria, il ritorno espositivo italiano di Tullio Gombac avviene nel segno del colore e di una realtà partecipata. Fattosi ricercatore e antropologo, l’artista studia e categorizza un habitat, ne esamina i colori secondo una personale sintesi tassonomica, a partire da schizzi registrati in taccuini frutto delle lunghe osservazioni raccolte ’sul campo’, per passare poi in un secondo momento alla libera rielaborazione, grazie a uno sguardo distante. Continua a leggere
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23a Mostra del Piccolo Formato
20 aprile – 3 maggio
Inaugurazione sabato 20 aprile alle ore 18
Invito al collezionismo
Artisti invitati Continua a leggere
Silvia Osojnik / 6 – 19 aprile
Il mondo dentro
INAUGURAZIONE SABATO 6 APRILE ALLE ORE 18
Silvia Osojnik continua il suo viaggio in una pittura impegnata a fissare sulla tela sensazioni, emozioni ed intuizioni intellettuali in una atmosfera magica e surreale, al di fuori del tempo e dello spazio.
Da una grande passione per l’arte medioevale e orientale, l’artista, dipingendo rigorosamente ad olio e facendo uso di abili velature, compone un mondo onirico e simbolico nel quale si muovono acrobati e giocolieri i cui volti appena accennati nella fisionomia e nel biancore del trucco assumono, paradossalmente, infinite possibilità espressive. È il mondo fatato del teatro, immagine del mondo ,rappresentazione della manifestazione di cui esprime il più perfettamente possibile il carattere illusorio; gli attori, non a caso maschere, saltimbanchi, ai quali in passato venne attribuito un ruolo misterioso, rappresentano la realtà ultima che si manifesta in molteplici modi. Sotto la maschera, sotto le apparenze, l’attore resta lo stesso, come la realtà ultima non viene contaminata dalle sue manifestazioni.
“… un linguaggio espresso attraverso quelle vibrazioni intense ed evanescenti di luce e di colore, quelle atmosfere incantate e apparentemente cupe, che caratterizzano ancora oggi l’arte del nord-est europeo, dall’architettura dei castelli della Baviera all’arte croata contemporanea, alle dense atmosfere magiare, che sembrano materializzare l’evocazione di un sogno mediante un linguaggio composito ma nel contempo elementare e attraverso le quali la Osojnik sa rendere visibile l’invisibile”. Marianna Accerboni
SILVIA OSOJNIK Nata a Trieste, è laureata in biologia. Espone dalla fine degli anni ‘80, partecipando a numerose collettive in Italia e all’estero e vincendo concorsi nazionali di pittura. Le sue mostre personali più importanti sono state realizzate a Grado, Firenze, Trieste e Graz.


