Casarsa / 19 ottobre – 1 novembre

INAUGURAZIONE SABATO 19 OTTOBRE ALLE ORE 18

Casarsa_Provenza_2013

Provenza (particolare), 2013, olio su tela (80×80 cm)

Sin dal primo momento ci attrae il suo eclettismo nell’affrontare i vari soggetti che, anche se trattati in modi differenti, sono riconducibili ad un’impronta personale fatta da intelligente sintesi, nella quale il colore si fonde in un’armonica composizione. I disegni, poi, sono di un virtuoso della penna che tratteggia ciò che lo circonda, soffermandosi su pochi particolari, sufficienti però a trasmettere le sue emozioni. Da qui si sviluppano i paesaggi nevosi del Belgio, le messi e le distese di lavanda della Provenza, le vedute andaluse, gli angoli d’Africa, i gelsi e le montagne del suo Friuli, le nostre marine. Le qualità artistiche di Casarsa non potevano sfuggire all’attenzione del pubblico e della critica che, lungo l’arco di oltre cinquant’anni della ua carriera, gli hanno riservato lusinghieri giudizi e meritati risconoscimenti. Di Casarsa, oltre al temperamento, apprezziamo la sincerità, la purezza del suo rapporto con l’arte, favorito dalla gioia di dipingere.  Eligio Dercar

Redy Casarsa è nato a Branco di Tavagnacco (Udine) nel 1942. Ha frequentato la scuola d’arte “Giovanni da Udine” guidato dai maestri Emilio Caucigh e Dino Basaldella. Dopo aver vinto un concorso di grafica per l’industria belga, è emigrato in questo paese nel 1961. Nel 1991 è rientrato in patria. Ha tenuto 100 mostre personali ed è stato invitato a centinaia di collettive ottenendo numerosi premi. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Australia, Austria, Belgio, Francia, Inghilterra, Italia, Svizzera, USA, Rep. del Congo, Croazia e Slovenia.

Secondo Raggi Karuz / 5-18 ottobre

INAUGURAZIONE SABATO 5 OTTOBRE ALLE ORE 18

MASCHERE - 100X80 - 1960

MASCHERE, 1960 olio su tela (100 x 80 cm)

Immagini di Secondo Raggi Karuz

Alla mia età non esser sincero con sé stessi sarebbe un ”Prendersi in giro”. Perciò penso di potermi permettere di presentare quella che ritengo: sia una delle rarissime virtù che mi potrebbero appartenere. Vale a dire: il rispetto che nutro, verso uno degli aspetti della Verità: in specie quello della sincerità deontologica d’un proprio ”Operare”. E che, nel mio caso, non può esser che la Pittura. Ed essendo cosciente ch’essa sia semplicemente e meravigliosamente piuttosto che una delle varie forme di linguaggio: ”L’espressione per antonomasia” più diretta e completa che ci sia, ho sempre cercato di trovare un ”Contenuto” adatto alla sua eccellenza! Piuttosto che perdere tempo di cercarne dei modi formali per utilizzarla, in quanto con essi si nasce! Tanto è che dopo, oltre sessant’anni: d’averli praticato e teorizzato resto sempre più convinto che apprendere le maniere del dipingere sia la cosa più naturale di questo Mondo! Visto che un’espressione non può mai essere una scoperta, né tanto meno soggetta a ricerche: poiché per esser tale è di già conformata da canoni ontologici omologati empiricamente! Ed il compiacersi dell’aspetto d’essersi, magari occasionalmente, impattato in alcune preziosità formali o tecniche della pittura, è solo quello che si dice: ”Masturbarsi nel aver superata una propria incapacità” e cioè l’indiscutibile prova di non esser nati dotati delle proprietà adatte ad avere nel Sangue la verve creativa dell’Artista! Tanto è vero che servirsi di recensori d’altre tecniche d’espressione (scritture) diventa: o una inutile tautologia o la prova evidente dell’incapacità di presentare delle forme d’arte utilizzabili direttamente; se non è la solita arroganza di ritenere supremo il proprio ”Dire” e minorata la capacità recettiva di chi lo fruisce. Continua a leggere→

Paolo Pascutto
21 settembre – 4 ottobre

INAUGURAZIONE SABATO 21 SETTEMBRE ALLE ORE 18

La Fine della Civiltà_low

La Fine della Civiltà, acrilico su tela (80×100 cm), 2013

Acrilico contemporaneo – Opere 1993 / 2013
Paolo Pascutto propone una trentina di opere che riassumono due decenni del suo percorso artistico, che spazia dai poco oleografici paesaggi del natio Carso agli ironici scorci urbani triestini, dalle incombenti grandi navi del passato alle enigmatiche solitarie figure presenti nelle opere più recenti. Lo stile, già ben definito nelle prime opere e in seguito sempre più raffinato, è una sorta di iperrealismo magico, a volte inquietante ma più spesso giocoso, che lascia ampi margini alle interpretazioni dello spettatore.
La mostra Acrilico contemporaneo, il cui titolo rimanda alla tecnica preferita dall’artista, presenta molte opere esposte per la prima volta negli spazi della Galleria, alcune delle quali assolutamente inedite.

Paolo Pascutto è nato nel 1967 ad Aurisina, sul Carso triestino. Dopo gli studi all’Istituto Statale d’Arte e all’Università di Trieste si è dedicato all’illustrazione e alla grafica pubblicitaria, coltivando contemporaneamente la sua passione per la pittura.
Artista autodidatta, lavora quasi esclusivamente con le tempere acriliche e spesso con l’aerografo, spaziando da un surrealismo di ispirazione magrittiana ad un realismo straniato, per alcuni aspetti vicino alle opere di Charles Sheeler e di Edward Hopper.
Dal 1991 collabora con il cabarettista e presentatore Andro Merkù nella realizzazione di originali performance.
Vive e lavora a Trieste con una moglie molto paziente e tre gatti piuttosto contemplativi.