Gianni e Matelda Borta /
30 aprile – 13 maggio

INAUGURAZIONE SABATO 30 APRILE ORE 18
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Gianni Borta è nato e vive a Udine. Viene considerato un protagonista di quella che è ormai conosciuta come arte naturalistica; per i temi trattati e i risultati conseguiti, comincia ad essere visto come un caposcuola. Espone dal 1961.
Ha partecipato a 850 esposizioni in Italia ed all’Estero conseguendo 220 affermazioni tra premi nazionali ed internazionali.
Dedicate alla sua opera trasmissioni radio televisive. Numerose opere d’arte realizzate in edifici pubblici: mosaici in scuole, piazze, monumenti, case circondariali, ospedali, impianti sportivi e giudiziari.
Ha tenuto 160 personali nelle principali città (Milano, Genova, Roma, Bologna, Venezia, Verona, Firenze, Trieste, Padova, Torino, Bruxelles, New York, Londra, Parigi, Caracas, Monaco di Baviera, Rosenheim, Heidelberg, Grenoble, Lione, Amsterdam, Basilea, Solingen, Praga, Istambul, Vienna.
Notevole attività anche come grafico, disegnatore, illustratore di libri, manifesti e riviste. La sua attività é documentata presso l’Archivio Storico della Biennale di Venezia e l’Archivio per l’Arte italiana del Novecento, a Firenze “Kunsthistoriches Istitut in Florenz”.

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Matelda Borta è nata nel 1973 a Udine, diplomata in Grafica Pubblicitaria e Fotografia si qualifica alla Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo ed al termine del ciclo di studi sceglie in alternativa all’insegnamento un percorso più consono al sue attitudini creative. Si trasferisce quindi a Milano dove ha la possibilità di far parte di un gruppo di lavoro in uno storico laboratorio di mosaico, l’Arte Musiva, in cui prende parte a numerosi interventi in prestigiose residenze private tra cui quella dello Sceicco del Qatar. Rientrata a Udine collabora con artisti, mosaicisti e laboratori del luogo realizzando inoltre mosaici e complementi d’arredo per note aziende del settore. Si è occupata personalmente della creazione di mosaici per residenze private ed edifici pubblici tra i quali hotel, centri congressi e caserme presentando opere a parete o pavimentali in cui preziosi e brillanti smalti veneziani si alternano alle tonalità piú delicate delle pietre naturali. Da alcuni anni si dedica alla realizzazione di stele musive, opere presentate in occasione delle mostre personali del padre Gianni Borta.

26a Mostra del Piccolo Formato /
16-29 aprile

INAUGURAZIONE SABATO 16 APRILE ORE 18

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Ritorna la tradizionale collettiva di primavera dedicata al piccolo formato. Espongono i seguenti artisti:
Pittura e grafica
Marianna Accerboni, Natale Addamiano, Adriano Alberti, Sergio Altieri, Mauro Anello, Guido Antoni, Tullio Antonini, Sandro Apa, Roberta Arnoldo, Enrico Baj, Piergiacomo Banda, Elisa Barbierato, Paolo Barducci, Claudia Benedetti, Ferruccio Bernini, Marinella Bertoch, Fabio Bertoldi, Paolo Bettio, Gastone Bianchi, Patrizia Bigarella, Giosuè Bilardo, Elisabetta Bolaffio, Ottavio Bomben, Giulia Bon, Claudio Bonanni, Gianni Borta, Maurizio Boscheri, Diana Bosnjak, Federico Bossi, Michela Bottegaro, Aldo Bressanutti, Elisabetta Broussard, Gianni Brumatti, Ondina Brunetti, Roberto Budicin, Sergio Budicin, Luigi Buonocore, Fulvio Caiulo, Ugo Carà, Redy Casarsa, Marino Cassetti, Giancarlo Cazzaniga, Vera Cecchi, Tina Cencic, Giovanni Centazzo, Dino Hassan Chatila, Bruno Chersicla, Micol Ciacchi, Odilia Egle Ciacchi, Mariano Cisco, Walter Colomban, Marcello Colusso, Claudia Comuzzo, Romano Conversano, John Corbidge, Claudio Cosmini, Mirella Cossiani, Vittorio Cossutta, Tullio Crali, Maria Creglia, Anna Crispi, Armando Cucchi, G.E. Cucek, Noris Dagostini, Fra’ Ignazio Damini, Rovena de Ferra, Giuseppina Depase, Oreste Dequel, Eligio Dercar, Hugo de Soto, Dorina Deste, Edoardo Devetta, Antonio Di Gregoli, Franca Di Lullo, Gabriella Dipietro, Marcello Di Tomaso, Giancarlo Domeneghetti, Fulvio Dot, Annamaria Ducaton, Franco Dugo, Giovanni Duiz, Adriano Fabiani, Bruno Fachin, Aldo Famà, Tiziana Fantini, Tullio Fantuzzi, (Artu), Pino Ferfoglia, Léonor Fini, Silva Fonda, Carlo Fontana, Luigi Forgini, Felicita Frai, Carolina Franza, Piero Frausin, Cristina Frezza, Flavio Girolomini, Liberia Gracco, Arnold Gross, Laura Grusovin, Christina Holländer Pukal, Claudio Iurin, Josè, Ketty (Anna Gloria Tetto), Charlotte Kohn-Ley, Renzo Kollmann, Marjan Kravos, Marina Lacovigi, Gianna Lampe, Francesco Leone, Denise Lister, Michele Loberto, Tiziano Lombardini, Antonietta Lombardo, Patrizia Lussetti, Claudio Maiola, Renato Manuelli, Sigfrido Maovaz, Marà (Mara Giorgini), Tranquillo Marangoni, Silvia Marchioli, Gianna Marini, Patrizia Marracini, Luigi Marrocchi, Francesco Martinuzzi, Giuliana Martinz, Marcello Mascherini, Elettra Metallinò, Mario Michelini, Giuseppe Miraglia, Fulvio Monai, Rosanna Monaro, Nadja Moncheri, Livio Mozina, Dilva Musizza, Bruna Naldi, Silvia Osojnik, Carlo Pacifico, Claudio Palcic, Eugenio Pancrazi, Maria Pancrazi, Paolo Pascutto, Megi Pepeu, Nino Perizi, Margherita Persi, Majda Pertotti, Osvaldo Peruzzi, Loredana Pichel, Gianna Pisetta, Gabriella Pitacco, Fred Pittino, Donatella Pocekaj, Diego Polli, Bruno Ponte, Tarcisio Postogna, Alice Psacaropulo, Secondo Raggi Karuz, Manuela Rassini, Ireneo Ravalico, Claudia Raza, Giuseppe Razza, Loredana Riavini, Federico Righi, Neva Riva, Mariateresa Rizzola, Livio Rosignano, Maria Rossa Diviacco, Ilaria Rossi, Franco Rosso, Fulvia Rovatti, Yvonne Rowden, Marina Rutteri, Saba, Otilia Saldana, Diana Salvadori, Gioiana Salvaneschi, Luis Sammer, Giovanni Sanvitale, Mirella Schott Sbisà, Barbara Schreiber, Olivia Siauss, Fulvio Sisto, Claudio Sivini, Vesna Sket, Miriam Slavec, Lily Soldatich, Marino Sormani, Luigi Spacal, Adilea Stagni, Arne Stahl, Carlo Staurini, Bruno Stiglich, Alberto Strambaci, Dyalma Stultus, Selma Stultus, Luca Stuper, Desiderio Svara, Guido Tavagnacco, Riccardo Tosti, Ornella Trampuz, Donatella Ubaldini, Aldo Usberghi, Serena Vivoda, Wandawi, Remo Wolf, Lodovico Zabotto, Riccardo Zancano, Pedra Zandegiacomo, Bruna Zazinovich, Zhou Zhiwei, Viviana Zinetti, Serena Zors

Scultura
Tristano Alberti, Tristano Alberti, Giovanni Blandino, Luigi Buonocore, Ugo Carà, Mariano Cerne, Pino Corradini, Darko, Oreste Dequel, Eligio Dercar, Lowell Ellis, Alice Gombacci, Giovanni F. Gonzaga, Rosanna Lodolo, Arturo Martini, Marcello Mascherini, Sergio Quagliotti, Claudio Sivini, Nino Spagnoli, Villibossi, Adriano Visintin

Claudio Bonanni / 2-15 aprile

INAUGURAZIONE SABATO 2 APRILE ORE 18

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Trieste, Istria, Carnia e Dolomiti nella pittura di Claudio Bonanni
di Licio Damiani

Il gigantesco pino che si protende in primo piano, come l’apertura di un sipario vegetale, sulle grotte lambite dall’azzurrità del mare, un gruppo di bagnanti sui sassi a crogiolarsi al sole, colori vividi, luminosi, estivi. E’ uno dei quadri di Claudio Bonanni che ritraggono la magia di Cigale, nell’isola di Lussino. Dal bruire dei pigmenti par di udire levarsi lo stridere delle cicale, paiono effondersi profumi acri e saporosi di resina e di salsedine. In un’altra tela il pittore ha ritratto il porto di Lussinpiccolo, con le facciate luminose delle casette schierate festosamente sulla riva e alla fonda i bragozzi dei pescatori intrisi d’un’aura di leggenda. Niente imbarcazioni da diporto, niente panfili turistici. L’atmosfera è quella di un tempo di contemplazione e di silenzio, quando Lussino era un luogo incantato da scoprire con il respiro dell’anima, di cui rimane una polvere di nostalgia. E ancora, le rocce battute dai cavalloni crespati di spuma, intarsiate di patelle da staccare con il coltello per assaporare la minuta massa gelatinosa del mollusco, e le barche tratte a riva, evocanti avventurosi peripli della fantasia.

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Claudio Bonanni, romano di Tivoli, ha scoperto l’isola magica degli Argonauti e se ne è innamorato. Nei suoi dipinti palpita l’esprit d’élection d’un’isola smagliante e felice.
Accanto alle liriche immagini lussignane si avvicendano altri luoghi dell’Istria marittima, come Rovigno, blandita dalla rosea carezza del sole. E poi Trieste, dalla quale si leva una “lauda” figurativa di potente espressività. Un piccolo capolavoro è la veduta notturna del Molo Audace ripreso di scorcio, come uno sperone proteso nel blu profondo del mare e del cielo incoronato dalle luci lontane della città . Una sospensione poetica, una visione estatica.
Dalle elegie marine alla montagna. I paesaggi della Carnia e delle Dolomiti si collocano in una personale atmosfera di “oggettività fantastica”, in cui il declinare del rilievo documentale verso certo straniamento iperrealista viene travolto dalla fluidità e dal fremere scapigliato dei pigmenti, dalle taccheggiature sontuose di materia, dai fraseggi di una tecnica abile e preziosa, dallo sciogliersi delle masse strutturali in una stoffa densa e atmosfericamente mobile.

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