Giovanni Centazzo / 9 – 22 ottobre 2010



All’interno della natura

INAUGURAZIONE SABATO 9 OTTOBRE ALLE ORE 18

BIOGRAFIA Giovanni Centazzo nasce a Maniago (PN) l’11 aprile del 1942. Vive e opera a Cordenons (PN). Nel 1974 espone su invito, alla XIV° Biennale d’arte Figurativa di Imola, dedicata a 50 artisti italiani, l’invito gli viene ripetuto nel 1976 e 1978. Nel 1975 espone a Milano, nello stesso anno a Roma, gli viene assegnatoil “Burckhardt Campidoglio d’oro . Dal 1977 ha partecipato a mostre ed esposizioni personali a Reggio Calabria, con i maestri delle Tre Venezie alla “Quarta Biennale Triveneta Delle Arti” a Piazzola su Brenta (Padova), a Venezia. Vince il I premio all’ II° Concorso Internazionale di pittura “Città di Parma” e gli viene assegnata la medaglia d’argento del Presidente della Repubblica. Nel 1982 espone al Centre International d’Art Contemporain di Parigi. Nel 1991 celebra, invitato dal comune di Fiume Veneto e con il patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il XV ° dell’attività artistica con una retrospettiva e una monografia presentata dal critico d’arte Salvatore Maugeri. Nel 1994 su invito della Direzione del Museo, espone con una personale al “National Museo of Fine Arts” della Valletta a Malta, mostra compresa nelle manifestazioni ufficiali dello Stato. Sue opere figurano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Nel corso dei suoi trent’anni di attività artistica ha tenuto 65 mostre personali.

Silvia Osojnik / 25 settembre – 8 ottobre 2010


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La soglia del tempo
di MARIANNA ACCERBONI

INAUGURAZIONE SABATO 25 SETTEMBRE ALLE ORE 18

Quante esistenze ha vissuto un artista o un poeta, per raccontare – apparentemente senza motivo e senza sollecitazioni contingenti – vite e atmosfere passate, che odorano di tavole di palcoscenico e di fondali marini, in cui rimarranno per sempre adagiati barche e velieri? È il caso di Silvia Osojnik, pittrice triestina di talento, dalle lontane origini croate e ungheresi, autrice di una pittura avvincente e colta, che magistralmente, nonostante la matrice totalmente autodidatta, sa evocare atmosfere svincolate dal tempo e collocarle nella cornice del sogno.
Appassionata di cultura araba, della metafisica orientale e cristiana, dell’arte gotica e medievale, della pittura di De Chirico, l’artista, dipingendo rigorosamente a olio e facendo uso di abili e istintive velature, compone un mondo morbidamente onirico e simbolico, in cui, nel corso del tempo, alla polvere del circo e del teatro, alla finezza e al ritmo delle composizioni di Pietro Longhi, all’evasiva intensità del gesto di Francis Bacon e al silenzio adagiato del fondo del mare, da cui trae spunto per le sue “visioni”, si va un po’ alla volta sostituendo un’architettura surreale, che si fonda su moduli semplici e allusivi, intrecciata a presenze umane: una pittura abile e sottilmente avvincente, naturalmente ricercata e raffinata, legata ai sofismi d’Oriente, ma nel contempo anche alla cultura del passato remoto d’Europa. Un linguaggio espresso attraverso quelle vibrazioni intense ed evanescenti di luce e di colore, quelle atmosfere incantate e apparentemente cupe, che caratterizzano ancora oggi l’arte del nord est europeo, dall’architettura dei castelli della Baviera all’arte croata contemporanea, alle dense atmosfere magiare, che sembrano materializzare l’evocazione di un sogno mediante un linguaggio composito ma nel contempo elementare e attraverso le quali la Osojnik sa rendere visibile l’invisibile.

BIOGRAFIA Silvia Osojnik, nata a Trieste, è laureata in biologia. Autodidatta, espone dalla fine degli anni 80. In questi anni ha partecipato a numerose collettive in Italia e all’estero: le sue mostre personali più importanti sono state realizzate a Grado, Firenze, Trieste e Graz.

Luigi Forgini / 11 – 24 settembre 2010

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La mia Trieste
INAUGURAZIONE SABATO 11 SETTEMBRE ALLE ORE 18

La sua formazione è avvenuta presso il Liceo Artistico di Venezia ed è proseguita a Trieste con Carlo Pacifico e con Riccardo Tosti, ”Il pittore del Sole”, allievo a sua volta di Carlo Wostry uno dei maestri triestini della prima metà del secolo appena concluso. E proprio dal Wostry Luigi Forgini ha appreso la lezione chiaroscurale vibrante ed intensa, che gli ha consentito di aprire un discorso volto a cogliere ambienti, situazioni e figure per proporre e costruire un armonioso mondo nel quale far convergere sia la memoria che l’osservazione del vero. Una pittura, quella di Forgini che non vuole essere null’altro che quel che è, che si realizza nel preciso ambito postimpressionista, fatta di materia corposa, che si colloca nella prosecuzione ideale di una grande stagione, convinta di avere ancora a disposizione validi mezzi per dire la sua visione delle cose.

Claudio H.Martelli

La pittura di Forgini si impernia su un naturalismo personale ed istintivo che sa cogliere l’ambiente, definendolo nella sua esatta atmosfera. Ne scaturiscono delle immagini di intensa e fluente poesia filtrate dal sentimento, sempre presente, che riesce a spiritualizzare la materia ed a comunicare subito l’intensità lirica del contenuto. I suoi sono paesaggi permeati di silenzio, di ricercata pace, nell’autenticità idilliaca della natura, scorci della sua città, ma per lo più scene di un retroterra fatto di modeste casupole, di aie assolate, di ridenti cortili, dove la gente ancora si compiace di una vita semplice e non corrotta dal progresso. Sono per lo più scene di vita campestre che emanano freschezza e dove l’anima riesce ancora a ritrovare se stessa. Il suo è un mondo che affascina perché è un po’ come lo vorremmo tutti: un mondo a misura umana, un po’ primitivo ed incontaminato dai mille prodotti di una civiltà distruttrice, un mondo in cui la voce della natura non è un sussurro, ma un canto armonioso.
Giordano Pontini

BIOGRAFIA Nato a Trieste nel 1934, ha frequentato il Liceo Artistico di Venezia e ha studiato poi con Carlo Pacifico e con Riccardo Tosti. Una ricca gamma di colori e di effetti luministici portati da una pennellata corposa come il substrato con il quale il pittore costruisce paesaggi dall’intenso contenuto lirico nell’ambito di una visione pittorica accostabile ai postimpressionisti italiani di macchia e mirante ad una appropriazione della realtà filtrata attraverso una visione poetica della natura. È anche autore di ritratti e di scene di costume. Dal 1974 ha allestito numerose mostre personali a Trieste e in altre città italiane