Alberto Strambaci / 15-28 aprile

Inaugurazione sabato 15 aprile alle ore 18
Presentazione di Gabriella Dipietro

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EQUILIBRISTA
L’ECLETTICA ARTE DELLA NAVIGAZIONE

“In tempi come questi la fuga è l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare” scrive Henri Laborit nel 1976, sostenendo che un sano fuggire possa garantire la sopravvivenza dell’individuo con un equilibrio che meglio si adatta. Nelle opere di Alberto Strambaci, versatile artista triestino, le barche sono protagoniste indiscusse, e sembrano librarsi nell’aria più che solcare un mare che mai viene raffigurato. Hanno un aspetto accattivante sl, apparentemente non problematico, ma in realtà celano una metafora per rappresentare un anelito a ricucire le molteplici ferite inflitte dalla vita. A volte le sue vele riprendono la struttura delle conchiglie, che trattengono in sé il concetto di dinamismo ed espansione – così come di regressione e contrazione, se osservate in senso inverso. Le boe diventano elementi segnici per indicare fattori di protezione; cavi di ormeggio saldamente trattenuti dalle bitte impediscono la navigazione, e sottili fili che attraversano la composizione fanno altrettanto. Nelle opere più recenti, forme architettoniche, pulite e squadrate, bloccano o zavorrano l’imbarcazione quanto la struttura sociale che l’artista sente pesantemente imposta. La ripetizione e modulazione di temi e motivi diventa quasi un’ossessione poetica. E poi troviamo rivelato lui, l’equilibrista, dal volto segnato di salsedine. Lui, che osserva, cinico e ironico, lui che ha imparato a destreggiarsi nelle diverse contingenze, mantenendo spesso un tono parzialmente e necessariamente defilato.
Ecco che allora le barche di Strambaci, con un linguaggio alternativo mascherato dalla pennellata rapida e sicura, diventano fonte di salvezza per favorire la fuga, l’ultimo appiglio per trovare la forza di combattere ancora e ancora…
Gabriella Dipietro

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ALBERTO STRAMBACI vive a Trieste dove peraltro opera. Diplomatosi all’Istituto d’Arte “E.U.Nordio”  di Trieste ha frequentato poi il corso di tecnica dell’acquaforte tenuto da Mirella Scott Sbisà sviluppando, su svariati supporti, il suo segno grafico che rappresenta la genesi dei suoi lavori. Successivamente segue dei corsi di pittura figurativa espressionista presso l’atelier di Petar Bosanac a Belgrado.  Le tematiche da lui trattate spaziano versatili in svariati campi,  costante è invece rappresentata dalla sua grafica che si riproponela attraverso l’uso delle molteplici tecniche da lui sperimentate. Molteplici sono le attività espositive alle quali ha partecipato  a partire dagli inizi degli anni novanta, sia di carattere collettivo che personale.

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33a Mostra del Piccolo Formato

APERTURA SABATO 1° APRILE, ORE 18
Mostra collettiva di pittura, scultura e grafica.

Presentazione di Gabriella Dipietro

Espongono:
Marianna Accerboni, Natale Addamiano, Ciro Agnetti, Oscar Agnoletto, Tristano Alberti, Livia Alfiero, Sergio Altieri, Pietro Annigoni, Miriam Antonaci, Guido Antoni, Giovanni Bacchetti, Rita Baruffo, Mario Beltrame, Daniela Bertoch, Marinella Bertoch, Paolo Bettio, Darko Bevilacqua, Gastone Bianchi, Leandro Bigontina, Giovanni Blandino, Hansi Boekee, Ottavio Bomben, Claudio Bonanni, Paolo Bonifacio, Gianni Borta, Diana Bosnjak, Ginevra Braut, Susanna Bresich, Aldo Bressanutti, Anton Brioschi, Gianni Brumatti, Ondina Brunetti, Fulvio Caiulo, Giuseppe Callea, Alessandro Calligaris, Ugo Carà, Redi Casarsa, Marino Cassetti, Giorgio Cattonar, Giancarlo Cazzaniga, Vincenzo Cechet, Giovanni Centazzo, Carolus Cergoly, Mariano Cerne, Odilia Egle Ciacchi, Clara, Walter Colomban, Fabio Colussi, Romano Conversano, Giovanna Correnti, Vittorio Cossutta, Tullio Crali, Giovanni Craglietto, Maria Creglia, Ossi Czinner, Salvador Dalì, Fra’ Ignazio Damini, Romeo Daneo, Francesca Danese, Bruna Daus, Giancarlo De Alti, Rovena de Ferra, Manuela De Stefani, Preste Dequel, Eligio Dercar, Edoardo Devetta, Paula Christina Dew, Gabriella Dipietro, Mariuccia Diviacco, Gian Carlo Domeneghetti, Fulvio Dot, Liubov Drozd, Giovanni Duiz, Laura Fabbro, Adriano Fabiani, Carla Faggioni, Pino Ferfoglia, Massimo Ferluga, Tiziana Ferrari, Leonor Fini, Federica Finotto, Nadia Finzi, Franco Folla, Flavia Fragiacomo, Felicita Frai, Gabriella Frandoli, Carolina Franza, Annamaria Frisone, Carlo Fritsch, Alfredo Furlani, Giuseppe Gambino, Bruno Gambone, Daniela Gangi, Alessandra Gasperini, Rossella Ghigliotti, Giuliana Giotta, Flavio Girolomini, Michela Grassi, Giuliana Griselli, Michelangelo Guacci, Renato Guttuso, Marialuisa Isolani, Claudio Iurin, Ondina Jaconsig, Serena Kandus, Jasmine Kandus, Lera Kasyanova, Silvano Kaucich, Ingrid Kuris (Akis), Gianna Lampe, Ligabue, Michele Loberto, Rosanna Lodolo, Sergio Logar, Tiziano Lombardini, Antonietta Lombardo, Elena Lyashenko, Claudio Maiola, Giuseppe Malison, Lory Mandricardo, Tranquillo Marangoni, Roberta Marchesan, Lorenzo Marino, Sofia Beatrice Marino, Claudio Martincic, Rossella Martini, Marcello Mascherini, Cristina Meotto, Mario Michelini, Roberto Micol, Patrizia Mikol, Walter Milan, Fulvio Monai, Chiara Moso, Livio Mozina, Augusto Murer, Dilva Musizza, Bruna Naldi, Marco Novak, Aldo Novello, Marinella Nurchis, Carlo Pacifico, Claudio Palcich, Novella Parigini, Paolo Pascutto, Alessandra Pecman Bertok, Nino Perizi, Tiziano Perizi, Osvaldo Peruzzi, Paolo Pestelli, Carol Petelin, Fred Pittino, Fosca Pollastrelli, Diego Polli, Bruno Ponte, Teresa Potocco, Alice Psacaropulo, Ugo Puglisi, Sergio Quagliotti, Manuela Rassini, Federica Ravalico, Ireneo Ravalico, Claudia Raza, Loredana Riavini, Federico Righi, Livio Rosignano, Alessandra Rossi, Franco Rosso, Giorgio Rutter, Marina Rutteri, Monica Sartori, Alberto Schettino, Barbara Schreiber, Luisa Scotti, Eda Scrigner, Barbara Seculin, Ornella Sergi, Paolo Sirotti, Vesna Sket, Miriam Slavec, Marino Sormani, Luigi Spacal, Nino Spagnoli, Nicola Sponza, Adilea Stagni, Guglielmo Stracca, Alberto Strambaci, Dyalma Stultus, Giuliana E. Stuparich (Esmi), Giuliana Susterini, Desiderio Svara, Renata Tabanelli, Anna Gloria Tetto (Ketty), Rossella Titz, Benito Tomezzoli, Riccardo Tosti, Ines Tullio, Enrico Urzì, Johan Velasco, Serena Vivoda, Pierpaolo Vouk, Lodovico Zabotto, Pedra Zandegiacomo, Bruna Zazinovich, Zhou Zhiwei, Antares Zoff, Serena Zors, Angelo Zorzet, Luigi Zorzetto.

Dyalma Stultus / 18-31 marzo

Apertura sabato 18 marzo alle ore 17.30, con la presenza  della figlia Selma e con la presentazione di Marina Petronio.

La sensibilità magica
La mostra del pittore Dyalma Stultus si collega a quella del museo Revoltella
presentata da Sgarbi e realizzata con le opere donate dalla famiglia Stultus al museo.

Dyalma Stultus - Autunno a Vezza d'Oglio - olio 65x55 - 1965

Dyalma Stultus – Autunno a Vezza d’Oglio – olio 65×55 – 1965

Dotato di talento innato e precoce, Dyalma Stultus iniziò la sua carriera giovanissimo: iscritto a diciassette anni all’Accademia di Belle Arti di Venezia, vi si diplomò nel 1921 in “ornato e decorazione”, sotto la guida di Ettore Tito e Arturo Sézanne.
Già nel 1922 riuscì ad allestire a Ca’ Pesaro la sua prima mostra personale attirando attenzione ed elogi dai critici. Negli anni a seguire la sua fama si consolida con brillanti prospettive per il futuro, ma la morte del principe Alessandro di Torre e Tasso, suo ammiratore e mecenate, mettono una brusca fine a progetti di sviluppo e collaborazione. Dyalma Stultus fu comunque per il Castello di Duino, uno dei più importanti restauratori, come attesta la corrispondenza tra l’artista ed il principe.
A Firenze si trasferì nel 1941, stringendo amicizia con Felice Carena ed altri artisti italiani di spicco del Novecento; le sue scelte artistiche si svilupparono tuttavia indipendenti dalle tendenze e dalle mode del tempo.
Dedicò molti anni della sua vita all’insegnamento in istituti ed accademie d’arte, e numerose sono le sue opere conservate in collezioni pubbliche ed in raccolte private, dove possiamo ammirare splendidi ritratti.
Tante sono pure le sue opere, tra le quali ceramiche create in anni giovanili, purtroppo scomparse a causa di due guerre mondiali; tra esse si possono citare ad esempio, le scenografie dipinte per le feste che si svolgevano in casa Svevo.
Marina Petronio

Dyalma Stultus - Vele bianche - olio 50x65 - 1977

Dyalma Stultus – Vele bianche – olio 50×65 – 1977

Dyalma Stultus - Primavera sull'Arno - olio 75x65 - 1960

Dyalma Stultus – Primavera sull’Arno – olio 75×65 – 1960

Dyalma Stultus, figlio naturale di Erminia Stultus e Ralph Pacor, Dyalma Augusto Federico Stultus nasce a Trieste il 31 ottobre 1901. Grazie a una borsa di studio del Comune della “cara città natia” (dove ”quasi tutti conoscono le mie opere dalle vecchie alle più recenti”, scriverà nel 1948 in una “Piccola biografia” intitolata “Amore e passione per l’arte”, letta personalmente l’8 maggio dello stesso anno alla Società Artistica Letteraria di Trieste e integralmente pubblicata da Nicoletta Comar nella Bibliografia del 1993) a diciassette anni, lasciata la “poverissima casa”, può iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Qui, sotto la guida di Ettore Tito e Arturo Sèzanne, nel 1921 si diploma “in ornato e decorazione”.
Nel 1922 superate non poche difficoltà e diffidenze, riesce ad allestire a Cà Pesaro la prima mostra personale (”Nino Barbantini ed altri critici e artisti incoraggiarono questo mio lavoro con lodi e acquisti”).

Dyalma Stultus - Dancing - olio 55x45 - 1962

Dyalma Stultus – Dancing – olio 55×45 – 1962

Dyalma Stultus - Piccolo mercato - olio 45x55 - 1975

Dyalma Stultus – Piccolo mercato – olio 45×55 – 1975

Dyalma Stultus - Pensieri - olio 64x75 - 1974

Dyalma Stultus – Pensieri – olio 64×75 – 1974

A Trieste svolge la sua attività sino al 1941, anno in cui si trasferisce definitivamente a Firenze, città in cui è stato docente dal 1942 al 1943 presso l’Accademia di Belle Arti.
A Marino insegna all’Istituto Statale d’Arte dal 1956 al 1967 e all’Istituto Statale d’arte di Siena dal 1967 al 1971.
Dal 1971 al 1974 insegna nuovamente a Firenze presso il Liceo Artistico.
Dyalma Stultus ha allestito innumerevoli personali ed è stato invitato alle più importanti collettive nazionali ed internazionali. Significative sono le mostre omaggio allestite dopo la sua morte, avvenuta a Darfo di Brescia il 24 settembre 1977. Già dagli esordi, importanti critici su giornali e riviste gli hanno dedicato un ampia bibliografia. Sue opere sono conservate presso Musei, Enti pubblici e in collezioni private in Italia e all’estero.

Dyalma Stultus - Ragazze - olio 78x73 - 1975

Dyalma Stultus – Ragazze – olio 78×73 – 1975

Dyalma Stultus - Venditrice di aranci - olio 67x72 - 1973

Dyalma Stultus – Venditrice di aranci – olio 67×72 – 1973

Dyalma Stultus - Vicolo Farini - olio 55x45 - 1957

Dyalma Stultus – Vicolo Farini – olio 55×45 – 1957