Atelier Možina / 23 agosto – 5 settembre

INAUGURAZIONE SABATO 23 AGOSTO ORE 18

Una scuola di luce di Marianna Accerboni

Ritorna anche quest’anno un interessante appuntamento per l’arte triestina: una sessantina di allievi del notissimo Atelier di Livio Možina, di varia età e provenienza, espongono le opere realizzate – per lo più a olio – nell’anno accademico 2013/ 2014. Il taglio è tendenzialmente figurativo e la tecnica, ancorchè approcciata da poco, molto spesso ineccepibile , sicchè questa agorà d’arte diventa un’interessante vetrina della pittura locale intesa nell’ambito della modernità.
Intimismo è forse il termine che più di ogni altro è proprio per indicare il filo conduttore della mostra, in cui gli autori sanno animare il paesaggio di luce, di un cromatismo morbido e festoso o di una fredda luce invernale, che ci consegna comunque l’irripetibile intimità della natura: quasi iperrealisti per la precisione del tratto risultano Tullio Antonini e Laura Rabbaioli, neoromantico l’”Omaggio a Van Gogh” di Nella Bottegaro, d’inclinazione espressionista la “Casa carsica” di Adriana Belle e la Venezia di Piergiacomo Banda, ricchi d’atmosfera e di mistero la magica Venezia di Ginevra Braut, il vellutato paesaggio nordico di Noris Dagostini, le marina di Claudia Comuzzo e Roberta Arnoldo, il “Notturno” di Sabrina Felician.
Più semplicemente narrativi appaiono la passeggiata nel bosco di Giosuè Bilardo, l’angolo carsico di Claudio Iurin, la marina a Salvore di Majda Pertotti, il “Paesaggio alpino” di Luca Stuper. Fredda è invece la luce di cui Fabio Olenik ammanta il porto d’Amburgo mentre una luminosità speciale connota lo scorcio barcolano di Diego Polli. Ritorniamo ancora in un mondo fantastico immergendoci nel prato di girasoli di Manuela Rassini o ammirando “Il castello fatato” di Fulvia Rovatti e la tenera immagine di Elena Stalizzi Valrisano, mentre un senso di poetica solitudine ci avvince nell’algida neve di Bruno Stiglich. Il “paesaggio animato” è poi il tema prediletto da Dorina Deste, Dilva Musizza, Barbara Schreiber. Continua a leggere→

Estate con l’Arte 2014

INAUGURAZIONE SABATO 12 LUGLIO ALLE ORE 18.00
Mostra collettiva di pittura e grafica con opere degli artisti della Galleria.
L’esposizione rimarrà aperta sino al 18 luglio e poi dal 19 al 22 agosto 2014.
Dal 19 luglio al 18 agosto la Galleria sarà chiusa per ferie.

Milan Stankov / 28 giugno – 11 luglio

INAUGURAZIONE SABATO 28 GIUGNO ALLE ORE 18

Bronzo, 47,5x28x28 cm

Bronzo, 47,5x28x28 cm

Allegro non troppo di Danica Krstić

Le opere di Milan Stankov suscitano negli spettatori molteplici sen- sazioni. Attirato dalla ricchezza della sua tavolozza e dall’essenzialità delle sue opere scultoree, il pubblico si rende presto conto che si tratta di un’artista complesso. Dopo una prima lettura delle opere, soprattutto di quelle pittoriche che potrebero sembrare allegre e vivaci, si svela tutta la complessità del suo pensiero e del suo procedimento artistico. Ottimo disegnatore, grande sognatore, eccellente pittore e scultore ci fa entrare nel suo mondo magico e privilegiato dove, solo al primo sguardo, regnano gioia e spensieratezza. In realtà è un mondo surreale, metafisico, talvolta escheriano. Personaggi strani e situazioni surreali si incontrano il più delle volte su una superficie piatta, dove la profondità di campo è annullata o appena accennata. La tavolozza espressionista è predominante, con un forte impatto emozionale che rende l’interpretazione soggettiva e, in qualche caso, quasi impossibile. È un mondo fantastico, avvolto dal mistero del sonno, dell’inesistente, del sonno della morte, cioè della non vita. Le sculture presenti nella prima mostra triestina dell’artista serbo sono realizzate in due materiali diversi. Prevalgono quelle in terracotta, ma le opere in bronzo, sebbene in numero minore, sono la vera testimonianza della padronanza di Milan Stankov in campo scultoreo. Un materiale nobile, come il bronzo, si presta benissimo per la rappresentazione dei motivi figurativi che dominano questa parte del opus plastico dell’artista dal talento multiforme. Le sculture in terracotta presentano delle forme apparentemente semplici ma, in realtà, anche in questo caso abbiamo a che fare con delle strutture ibride, la cui interpretazione è lasciata all’immaginazione, proprio come nel caso delle opere pittoriche. Le forme morbide, piacevoli alla vista e al tatto, si intersecano per comporre delle vere e proprie mescolanze di oggetti a cui l’occhio e soprattutto l’immaginazione daranno una decodificazione finale. L’artista stesso dice che gli oggetti sono ridotti e che “sono composti dal susseguirsi delle forme rettangolari, che rallentano e fermano il ritmo, e quelle ovali e rotonde che lo muovono e lo accelerano creando una dinamica sbilanciata.” Proprio quel ritmo e quella dinamica, nonché i colori accesi dei dipinti, rendono le opere di Milan Stankov allegre. Ma non troppo.

Guida, olio su tela, 210x150 cm

Guida, olio su tela, 210×150 cm

Milan Stankov è nato nel 1967 a Zrenjanin (Serbia). Nel 2001 si è laureato in scultura presso la Facoltà di Belle Arti di Belgrado. La sua produzione artistica spazia dalla pittura e disegno alla scultura in bronzo, terracotta e cartapesta.
Dal 1992 espone individualmente e dal 1995 in mostre collettive in Serbia e all’estero. Ha vinto numerosi premi per la pittura e per la scultura. Nel 1996 ha pubblicato la raccolta di racconti Autopsia fluorescente.