Silvia Osojnik / 6 – 19 aprile

Il mondo dentro
INAUGURAZIONE SABATO 6 APRILE ALLE ORE 18

Silvia Osojnik continua il suo viaggio in una pittura impegnata a fissare sulla tela sensazioni, emozioni ed intuizioni intellettuali in una atmosfera magica e surreale, al di fuori del tempo e dello spazio.
Da una grande passione per l’arte medioevale e orientale, l’artista, dipingendo rigorosamente ad olio e facendo uso di abili velature, compone un mondo onirico e simbolico nel quale si muovono acrobati e giocolieri i cui volti appena accennati nella fisionomia e nel biancore del trucco assumono, paradossalmente, infinite possibilità espressive. È il mondo fatato del teatro, immagine del mondo ,rappresentazione della manifestazione di cui esprime il più perfettamente possibile il carattere illusorio; gli attori, non a caso maschere, saltimbanchi, ai quali in passato venne attribuito un ruolo misterioso,  rappresentano la realtà ultima che si manifesta in molteplici modi. Sotto la maschera, sotto le apparenze, l’attore resta lo stesso, come la realtà ultima non viene contaminata dalle sue manifestazioni.


“… un linguaggio espresso attraverso quelle vibrazioni intense ed evanescenti di luce e di colore, quelle atmosfere incantate e apparentemente cupe, che caratterizzano ancora oggi l’arte del nord-est europeo, dall’architettura dei castelli della Baviera all’arte croata contemporanea, alle dense atmosfere magiare, che sembrano materializzare l’evocazione di un sogno mediante un linguaggio composito ma nel contempo elementare e attraverso le quali la Osojnik sa rendere visibile l’invisibile”. 
Marianna Accerboni

SILVIA OSOJNIK Nata a Trieste, è laureata in biologia. Espone dalla fine degli anni ‘80, partecipando a numerose collettive in Italia e all’estero e vincendo concorsi nazionali di pittura. Le sue mostre personali più importanti sono state realizzate a Grado, Firenze, Trieste e Graz.

Gianni Borta / 23 marzo – 5 aprile


INAUGURAZIONE SABATO 23 MARZO ALLE ORE 18
Presentazione di Marianna Accerboni

La pittura viva, vivace e vigorosa di Gianni Borta,artista italiano di fama internazionale, farà vivere di natura rigogliosa, di sapori, di colori e di suoni gli spazi della galleria. Un percorso tra colori forti, intensi, squillanti che pone l’attenzione tra l’uomo e la natura; e la pittura come linguaggio dell’anima.
Le tele ad olio di Gianni Borta ribollano di umori,la tessitura lussureggiante narra con foga impetuosa: terra,fuoco,acqua,vento,voci,fruscio dei boschi,schianto dei rami,senso della vita,del mistero,della gioia: diventa atmosfera,spazio,palcoscenico in cui creare un azione vorticosa,uno spettacolo che risucchia e rende protagonista il visitatore.
Le opere recenti sono ispirate ai viaggi nei quali Gianni Borta scrive, fotografa,disegna,dipinge e filmaViaggi fuori dal tempo per andare oltre al reale,per aprire le ali verso i puri spazi dell’immaginazione alla ricerca di una storia ,di un nuovo colore,di fiori perduti e che rappresentano la nazione del Paese visitato. Così in Cina (la peonia ), in India (il fior di loto) in Giordania (l’iris nero) in Sudafrica (la protea) in Birmania (il padouk) e così via. Gianni Borta non si comporta da trurista: non visita ma interpreta,non ritrae ma trasforma, scava,  incide,dà vitalità agli spazi e la tela aspetta ,diventa un teatro nel quale si manifesta il mistero della creazione. E’ anche un viaggiatore curioso, attento non soltanto ai luoghi,ma alla gente,ai modi di vivere, alla cultura e alle tradizioni.
La personale di Trieste è dedicata al recente viaggio in Vietnam a dipingere tra i fiori  del delta del Mekong. Il  loto è simbolo di bellezza, purezza e perfezione rappresenta il sole, la terra e il cielo, la vita stessa. Nelle tele  i suoi  petali chiari, screziato su fondi lapislazzolo, escono dall’ acqua per unirsi alle corolle carnose e fiammeggianti della protea, come sangue di vita che esce dalla terra. Arte calda,quindi, pittura sensuale di profumi carnosi,di lievitazioni e palpitazioni. 
In definitiva la gestualità eccitata dei suoi fiori non è che la risposta della natura al nevrotico cerebralismo dei nostri tempi.

Gianni Borta è nato e vive a Udine, lavora nella città natale e a Milano. Ha cominciato ad esporre nel 1961 ispirandosi al neorealismo del mondo contadino friulano. Oggi è uno dei più significativi artisti italiani della generazione di mezzo con 850 mostre e 165 personali tenute nelle maggiori città italiane e all’estero, con 250 affermazioni tra premi nazionale ed internazionali, in 50 anni di pittura. E’ considerato un protagonista di quella che è ormai conosciuta come arte naturalistica. È presente nelle più importanti rassegne artistiche, biennali, Quadriennale Nazionale di Roma, Biennale internazionale di grafica di Lubiana. Tutte le Fiere d’arte tra le quali Arte Fiera di Bologna, Artexpo di New York e Kunstmesse di Basilea. Numerose le opere d’arte realizzate in edifici pubblici: mosaici in scuole, ospedali, impianti sportivi e giudiziari, in case circondariali e monumenti. Numerose presenze in laboratori di ricerca internazionali e relatore in convegni culturali. Notevole attività anche come incisore, grafico, illustratore di libri, manifesti e riviste. Dedicate alla sua opera numerose trasmissioni radiotelevisive. Ha esposto recentemente a Sanpietroburgo ed a Pechino presso il Dan Huang Art Museum. La sua attività è documentata presso l’archivio storico della Biennale di Venezia e presso l’archivio per l’Arte Italiana del 900 a Firenze. Le sue quotazioni appaiono su Artprice leader mondiale dell’informazione. Per la sua intensa attività artistica e i temi trattati comincia ad essere visto come un caposcuola.

Sergio Budicin / 9-22 marzo

Gli animali e noi  
di MARIANNA ACCERBONI  
INAUGURAZIONE SABATO 9 MARZO ALLE ORE 18 

In un momento di sensibile ritorno al figurativo, il linguaggio di un artista dalla grande professionalità e dall’acuta sensibilità come Sergio Budicin, appare molto attuale e sottolinea il ritorno a Trieste di questo poetico ed equilibrato pittore, che per decenni ha operato con grande successo a Londra, Stoccolma, Milano e Roma, negli Stati Uniti, ma soprattutto in Germania. E in quest’ultimo paese si è fatto conoscere attraverso il rapporto con prestigiose gallerie di riferimento quali la Aukloster di Monschau, la Nürnberger Rachmenkunst Haus der Gemalde, la Galerie Vogel di Heidelberg, la Schoeninger, la Reith e la Galerie in der Prannerstrasse di Monaco e la Bilder im Hof di Flensburg, tanto per citarne solo alcune, conseguendo per altro anche un premio importantissimo come il Goldenen Elefanten.
In patria non ha comunque mai smesso d’insegnare assieme al figlio Roberto, anch’egli pittore, portando avanti, nel suo luminoso e affascinante atelier, i preziosi insegnamenti del friulano Walter Falzari, alla cui scuola si sono formati molti dei più importanti artisti regionali.
Il fascino della pittura di Budicin consiste in un fatto semplice ed essenziale: la capacità di essere un artista a tutto tondo che, come i grandi del passato, sa affrontare con competenza, passione e levità qualsiasi tema. Dal ritratto, espresso in modo impeccabile nella struttura e nella resa cromatica e poetica, al paesaggio con animali e soggetti umani, che spesso fanno sognare, perché, come nell’olio intitolato “Trasporto dei tronchi”, suggeriscono il filo d’un racconto, lievemente romantico e d’avventura, dove senti frusciare il vento e scontrarsi gli elementi. Per non parlare delle scene mitologiche e di battaglia che, sulla base di un attento studio storico e di costume, ti raccontano l’evento in modo quasi fiabesco, coinvolgendoti emotivamente fino in fondo, tra verità e sogno: “visioni” che non hanno perso di smalto, anzi si sono arricchite in cinquant’anni di appassionata e valente pittura, di cui alcuni vissuti a illustrare con grande perizia importanti volumi per case editrici di livello nazionale. 

SERGIO BUDICIN è nato a Trieste nel 1939, ha studiato con il maestro Walter Falzari, erede della grande tradizione che ha coniugato l’arte veneziana con quella austriaca e tedesca durante il diciannovesimo e ventesimo secolo. Dopo aver approfondito gli aspetti tecnici specialmente nella figura e nel ritratto, ha svolto a lungo l’attività di illustratore di libri sulla natura e sugli animali. Nel 1970 è stato negli Stati Uniti d’America dal pittore Lajos Markos i cui insegnamenti gli hanno permesso di ampliare le sue possibilità tecniche attraverso i suoi preziosi consigli.
L’osservazione della natura, inoltre, e degli animali nei loro habitat, lo hanno portato in varie zone d’Europa, d’America e d’Africa. Dopo la prima mostra personale a Trieste nel 1975, ha esposto in numerose gallerie, ma soprattutto in Germania. Nel 1992 l’Akademie für Tierschutz di Monaco di Baviera lo ha premiato con il Goldenen Elefanten, un riconoscimento per il suo contributo alla diffusione della coscienza ecologista e del mondo degli animali. I suoi lavori si trovano in collezioni pubbliche e private di numerosi paesi del mondo.