Estate con l’Arte 2014

INAUGURAZIONE SABATO 12 LUGLIO ALLE ORE 18.00
Mostra collettiva di pittura e grafica con opere degli artisti della Galleria.
L’esposizione rimarrà aperta sino al 18 luglio e poi dal 19 al 22 agosto 2014.
Dal 19 luglio al 18 agosto la Galleria sarà chiusa per ferie.

Milan Stankov / 28 giugno – 11 luglio

INAUGURAZIONE SABATO 28 GIUGNO ALLE ORE 18

Bronzo, 47,5x28x28 cm

Bronzo, 47,5x28x28 cm

Allegro non troppo di Danica Krstić

Le opere di Milan Stankov suscitano negli spettatori molteplici sen- sazioni. Attirato dalla ricchezza della sua tavolozza e dall’essenzialità delle sue opere scultoree, il pubblico si rende presto conto che si tratta di un’artista complesso. Dopo una prima lettura delle opere, soprattutto di quelle pittoriche che potrebero sembrare allegre e vivaci, si svela tutta la complessità del suo pensiero e del suo procedimento artistico. Ottimo disegnatore, grande sognatore, eccellente pittore e scultore ci fa entrare nel suo mondo magico e privilegiato dove, solo al primo sguardo, regnano gioia e spensieratezza. In realtà è un mondo surreale, metafisico, talvolta escheriano. Personaggi strani e situazioni surreali si incontrano il più delle volte su una superficie piatta, dove la profondità di campo è annullata o appena accennata. La tavolozza espressionista è predominante, con un forte impatto emozionale che rende l’interpretazione soggettiva e, in qualche caso, quasi impossibile. È un mondo fantastico, avvolto dal mistero del sonno, dell’inesistente, del sonno della morte, cioè della non vita. Le sculture presenti nella prima mostra triestina dell’artista serbo sono realizzate in due materiali diversi. Prevalgono quelle in terracotta, ma le opere in bronzo, sebbene in numero minore, sono la vera testimonianza della padronanza di Milan Stankov in campo scultoreo. Un materiale nobile, come il bronzo, si presta benissimo per la rappresentazione dei motivi figurativi che dominano questa parte del opus plastico dell’artista dal talento multiforme. Le sculture in terracotta presentano delle forme apparentemente semplici ma, in realtà, anche in questo caso abbiamo a che fare con delle strutture ibride, la cui interpretazione è lasciata all’immaginazione, proprio come nel caso delle opere pittoriche. Le forme morbide, piacevoli alla vista e al tatto, si intersecano per comporre delle vere e proprie mescolanze di oggetti a cui l’occhio e soprattutto l’immaginazione daranno una decodificazione finale. L’artista stesso dice che gli oggetti sono ridotti e che “sono composti dal susseguirsi delle forme rettangolari, che rallentano e fermano il ritmo, e quelle ovali e rotonde che lo muovono e lo accelerano creando una dinamica sbilanciata.” Proprio quel ritmo e quella dinamica, nonché i colori accesi dei dipinti, rendono le opere di Milan Stankov allegre. Ma non troppo.

Guida, olio su tela, 210x150 cm

Guida, olio su tela, 210×150 cm

Milan Stankov è nato nel 1967 a Zrenjanin (Serbia). Nel 2001 si è laureato in scultura presso la Facoltà di Belle Arti di Belgrado. La sua produzione artistica spazia dalla pittura e disegno alla scultura in bronzo, terracotta e cartapesta.
Dal 1992 espone individualmente e dal 1995 in mostre collettive in Serbia e all’estero. Ha vinto numerosi premi per la pittura e per la scultura. Nel 1996 ha pubblicato la raccolta di racconti Autopsia fluorescente.

Gabriella Dipietro / 14 -27 giugno

INAUGURAZIONE SABATO 14 GIUGNO ALLE ORE 18.30

Cappuccetto Rosso, 2014 - olio su tela (cm 50x50)

Cappuccetto Rosso, 2014 – olio su tela (cm 50×50)

Gratia plena, Il poetico, delicato, umano sentire di Gabriella Dipietro
di Marianna Accerboni

Gratia plena s’intitola questa prima personale della pittrice Gabriella Dipietro: raffinata
e intensa rassegna dedicata al tema della donna, che l’artista sa interpretare con poetico
sentire, grande aderenza, originalità e abile gesto pittorico.
Sottesa tra passato e contemporaneità, la sua arte si snoda con eleganza e talento secondo
i parametri di un gusto figurativo dall’accezione simbolica di grande suggestione e sincera
partecipazione ai momenti più intensi, fortunati o meno lieti, della vita al femminile, di
cui sa interpretare con felici intuizioni compositive e interessanti predilezioni cromatiche
i diversi stati d’animo.
In alcune opere il riuscito rapporto tra antico e moderno, che rappresenta uno dei
Leitmotiv della sua pittura, si esplica attraverso il felice connubio tra pittura e fotografia,
scelta espressiva del tutto contemporanea che la Dipietro sa compiere con grande
delicatezza: filo conduttore quest’ultimo, assieme a un’intensa sensibilità cromatica, che
pervade tutta la sua opera. In altri lavori il messaggio, attento al mondo femminile spesso
colpito dalla violenza di genere, si esplica attraverso più opere collegate insieme sì da
formare un piccolo ciclo pittorico.
I colori sono caldi, accesi, intensi, verrebbe da dire come il suo cuore, che s’intuisce
profondamente partecipe delle vicende della vita umana: non sono colori nordici,
ma scelte tonali vicine alla dolcezza e all’umanità di Antonello da Messina, massimo
esponente della pittura siciliana del XV secolo e antesignano della morbidezza della
pittura veneta.
Precisa e nel contempo fantasiosa, la Dipietro ha inoltre creato per questa rassegna un
allestimento caldo e particolare, arricchito da alcuni mobili d’antiquariato e da oggetti
sintonici rispetto ai dipinti, sicchè la mostra ci appare come una sorta d’installazione
totale: un’artista che certamente non mancherà d’incantarci ancora con racconti figurati
allusivi e vellutati, sospesi fra la coscienza di genere narrata attraverso il senso della
bellezza, un personale e interessante simbolismo e la magia di una pittura felicemente
sostenuta da tecnica notevole e da una forte coscienza della condizione femminile.

7  Nudo con mandolino 70x53

Gabriella Dipietro
(Gorizia 1965), di padre siciliano e madre goriziana, vive e opera a
Trieste. Inizia a dipingere a 12 anni grazie all’incontro con il pittore acquerellista Lido
D’Ambrosi, di cui frequenta per una decina d’anni il corso di pittura a olio, acquerello,
scultura e nudo. Prosegue sotto la guida degli artisti Guido Porro (Scuola Libera di
Figura del Museo Revoltella), Claudio Cosmini (Scuola del Vedere Trieste), Paolo Cervi
Kervischer e, dal 2009, con il pittore Livio Možina, grazie al quale approfondisce
l’interpretazione della figura femminile.