INAUGURAZIONE SABATO 1 NOVEMBRE ORE 11
Mostra collettiva di pittura e grafica con le opere dei maestri triestini del Novecento. In esposizione opere di Sormani, Dequel, Spacal, Rosignano, Bressanutti, Sponza e molti altri.
INAUGURAZIONE SABATO 1 NOVEMBRE ORE 11
Mostra collettiva di pittura e grafica con le opere dei maestri triestini del Novecento. In esposizione opere di Sormani, Dequel, Spacal, Rosignano, Bressanutti, Sponza e molti altri.
INAUGURAZIONE SABATO 18 OTTOBRE ALLE ORE 18
Era Trieste di Paolo Pascutto
Era Trieste è un piccolo viaggio nel passato di una città, un luogo esotico e affascinante che ho potuto esplorare solo attraverso reperti fotografici e ricordi di chi è stato là.
L’idea iniziale era un omaggio alla Trieste degli anni Cinquanta e Sessanta, due decenni di cui non serbo esperienza alcuna, essendo nato nel 1967. Ben presto il progetto però ha preso una strana piega. Ho cominciato a immaginare una città alternativa, un po’ diversa, una città in cui la storia ha preso direzioni inaspettate. è nata così questa miscela di Hollywood e vecchia Jugoslavia, un colorato improbabile scontro di culture inconciliabili, fatto di pubblicità invasive o impossibili, auto scintillanti, dirigibili, treni, aerei e palazzi svettanti. Il maresciallo Tito, jugo-icona pop per eccellenza, pubblicizza la Coca-Cola in Largo Barriera, mentre storici marchi della ex repubblica federativa si confondono tra gli invadenti neon della réclame dell’epoca.
Era Trieste, poco a poco, è diventato la summa di molte mie passioni. Si va dall’interesse per la storia recente al fascino per la narrativa di fantascienza, dall’amore per il cinema al gusto per il design retrò di automobili, piroscafi e aerei. Il risultato è un racconto stravagante e – a tratti – provocatorio, di una città dalla storia unica e complessa.
Alla fine mi sono reso conto che questo racconto non è poi tanto diverso dalle innumerevoli narrazioni che le diverse anime della città si tramandano da anni, storie piene di miti, mistificazioni e rimozioni. Perciò – paradossalmente – questa mia Trieste fantastica può pretendere lo stesso diritto di esistere delle altre visioni, può stare accanto a quella
asburgico-nostalgica, nazionalista, indipendentista, slovena…
Dunque questo progetto può diventare pure un’occasione per ragionare su tutte le storie diverse (e spesso contradditorie) di Trieste, con un invito a trovare una narrazione condivisa, pacificatrice, limpida del recente passato cittadino, che faccia piazza pulita dall’uso propagandistico e deformato della storia.
INAUGURAZIONE SABATO 4 OTTOBRE, ORE 18.
Možina: tra sogno e realtà, il sentimento in 3D di Marianna Accerboni
Sospesa tra sogno e realtà, la fine pittura di Livio Možina, si rivela ancora una volta intrisa di un pathos unico: quello del Maestro triestino è infatti il frutto di un lavoro certosino, consistente in un attento e composito studio volto alla strutturazione dell’immagine, cui fa seguito una giustapposizione di elementi anche tridimensionali, che talvolta sfiorano la suggestione trompe l’oeil. E fascinosa e al tempo stesso divertente, risulta l’accuratissima e ingegnosa finestra di gusto rurale, che rappresenta quest’anno l’autentica novità della mostra.
Quest’ultima si dipana con l’armonia e la brillantezza di uno spartito musicale fuori dal comune, frutto di un intenso, accurato e tenace lavoro, che l’artista persegue con passione e delicato, intenso sentimento, tant’è che questa preziosa rassegna è il frutto di ben tre anni di attività.
Animo neoromantico, che sa coniugare alla delicatezza del sentimento una precisione di taglio quasi scientifico, Možina ha saputo realizzare in quest’esposizione degli effetti tridimensionali, che trasfondono la sua pittura nel concetto di bassorilievo e altorilievo, qualunque sia il tema trattato: dal Carso all’oggetto di uso comune, come per esempio le scarpe, dalle meravigliose e luminose scogliere sul mare al paesaggio, alla natura morta. Che sono intrisi, oltre che di colori brillantissimi, che invitano alla felicità, di un elemento fondamentale in pittura, qual è la luce, che nei suoi lavori raggiunge un livello altissimo di bellezza e di significato. Altrettanto si può dire per il disegno, che sottende con sapiente levità ogni sua opera.
In tal modo, iperrealista dal tratto del tutto originale, l’artista ha superato – grazie a un’ispirazione sincera e del tutto personale, al proprio vivo talento e a una tecnica ineccepibile – i più grandi virtuosi, consegnandoci un universo felice, in cui poter sognare ancora e vivere serenamente.