Frida e Gabriella Giurovich12 – 25 marzo 2011



FRIDA GIUROVICH / Atmosfere giapponesi
GABRIELLA GIUROVICH / Pompei


Rose dal cuore / Parole e colori / Le emozioni
di MARIANNA ACCERBONI
Le opere saranno accompagnate dai versi Haiku di Cristiana Scoppetta

INAUGURAZIONE SABATO 12 MARZO ALLE ORE 18

La rassegna propone una trentina di opere, realizzate dalle artiste, che sono sorelle, secondo stili espressivi completamente diversi: figurativo e narrativo quello di Frida, che predilige i fiori e il paesaggio e li dipinge a olio oppure li rappresenta attraverso la tecnica incisoria, perfezionata alla Scuola dell’Acquaforte Carlo Sbisà sotto la guida di Franco Vecchiet; espressionista quello di Gabriella, che interpreta e racconta le proprie emozioni soprattutto attraverso la figura umana, espresse mediante tecniche miste create prevalentemente nel 2010.
In modo molto originale e significativo tutti i dipinti saranno accompagnati in mostra dai versi Haiku della sociologa, scrittrice e poetessa Cristina Scoppetta, che con una sua poesia Haiku ha interpretato nel titolo l’esposizione: versi sintetici e intriganti, ideati appositamente per ogni quadro, armoniosi nella composizione e nell’ascolto, i quali esprimono con inclinazione minimalista le emozioni ispirate all’autrice dai lavori in mostra o da un loro particolare, come per esempio il dato cromatico, secondo una formula poetica che risale al XVII secolo e rappresenta una parte molto importante dell’essenza più profonda della cultura nipponica.

Frida Giurovich nata a Monselice (Padova), inizia a dipingere poco più che ventenne, non ancora trentenne espone in sedi qualificate a Milano, Verona e Trieste, ottenendo positive recensioni su Il Corriere della Sera. In mostra è presente con una sequenza di delicate e nel contempo intense rappresentazioni della natura, realizzate dal 2000 a oggi. A partire dai fiori, dipinti, come gli altri soggetti totalmente a memoria, senza alcun disegno preparatorio, secondo uno stile naturalistico e libero e su un fondo ricco e molto modulato sul piano cromatico, che rappresenta una sorta di fondale di luce, su cui poggia il soggetto, che da questo sfondo acquista profondità. Grande luminosità e un brillante colorismo caratterizzano anche il passaggio montano e marino, rappresentati dall’artista con effervescente freschezza e levità.

Gabriella Giurovich, triestina di origini dalmate, nata a Brennero, oggi vice questore aggiunto, disegna da sempre. Dal 1990 si è dedicata all’arte con maggiore intensità e da alcuni anni ha scoperto il colore e il suo significato espressionista. Formatasi frequentando vari corsi di nudo, tra cui quello di Franco Chersicola, affronta oggi in pittura con grande maestria il tema del rapporto con l’altro. Autrice di lavori dai colori sintonici e raffinati e dai contrappunti molto personali, sa compendiare una visione intensa e a volte drammatica della vita, colta anche nei suoi aspetti più crudi, con l’umanissima percezione e attitudine alla positività. Ha ricevuto vari riconoscimenti: in particolare nel 2008 da un suo bozzetto intitolato “8 marzo” è stato tratto il manifesto per la collettiva organizzata sul tema alla Sala Comunale d’arte di Muggia (Trieste) e la Galleria d’Arte moderna di Torino l’ha premiata nel 2008 e 2010 nell’ambito di un concorso internazionale con una mostra personale.

Vernissage

Video realizzato da Massimo Petronio e Guido Roberti.

Aldo Bressanutti / 26 febbraio – 11 marzo 2011

Aldo Bressanutti: la realtà surreale
di MARIANNA ACCERBONI

INAUGURAZIONE SABATO 26 FEBBRAIO ALLE ORE 18

Dotato di grande talento e di una verve espressiva del tutto personale, Bressanutti ha creato nel corso della sua lunga attività pittorica un universo in bilico tra realtà autentica e onirica, mostrandosi capace di coniugare l’indagine del reale con il sogno metafisico e surreale e con la tenerezza del ricordo, celata dietro cenni ludici e ironici. …
L’aspetto surreale rappresenta una sezione interessantissima del lavoro dell’artista, che, autodidatta, lo intraprese negli anni cinquanta del secolo scorso, per poi abbandonarlo fino appunto ai primi del 2000, per il timore di essere accusato di aver copiato i grandi surrealisti belgi e francesi, la cui pittura non gli era in verità nota. Attraverso l’idioma surreale e secondo gli input di questa tendenza, che Bressanutti approccia a pelle, senza in realtà conoscere i dettami che lo scrittore André Breton, nella Parigi del 1924 stilò sul primo manifesto surrealista, il pittore libera le profondità più inaccessibili dell’inconscio, suscitando con il pennello atmosfere intense, imprevedibili e a volte drammatiche, in cui il tema ecologico s’intreccia con l’intimo dolore e con il gioco, e con una sorta di violenza cosmica e ambientale di notevole impatto e valenza emotiva

BIOGRAFIA Aldo Bressanutti (Latisana, 1923) esercita la sua attività,incominciata nel 1947, a Monfalcone.
Pittore e incisore di notevole fantasia, abile evocatore di atmosfere, manifesta intensamente il proprio mondo poetico attraverso visioni ambientali, gravate dalla solitudine, che recano però l’ impronta dell’ uomo e ne fanno con prepotenza avvertire la presenza. Le vecchie case, gli interni spogli, le soffitte della povera gente sono i suoi ambienti privilegiati.
Nell’ ultimo decennio ha esposto i suoi lavori in varie città italiane ed estere (Roma, Milano, Genova, Berlino, Toronto, Melbourne, Tenerife, Toronto, Dusseldorf, Londra, Berna e altre) conseguendo notevole successo. Le sue opere figurano presso Musei, collezioni di Enti e Associazioni pubbliche e private, in Italia ed all’ estero.
E’ autore di sei volumi sul Friuli – Venezia Giulia e sull’ Istria con oltre un migliaio di grafiche, disegni e dipinti.

Vernissage

Video realizzato da Guido Roberti e Massimo Petronio.

Casarsa / 12 – 25 febbraio



INAUGURAZIONE SABATO 12 FEBBRAIO ALLE ORE 18

BIOGRAFIA
Redy Casarsa è nato a Branco di Tavagnacco (Udine) nel 1942. Ha frequentato la scuola d’arte “Giovanni da Udine” guidato dai maestri Emilio Caucigh e Dino Basaldella. Dopo aver vinto un concorso di grafica per l’industria belga, è emigrato in questo paese nel 1961. Nel 1991 è rientrato in patria. Ha tenuto 100 mostre personali ed è stato invitato a centinaia di collettive ottenendo numerosi premi. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Australia, Austria, Belgio, Francia, Inghilterra, Italia, Svizzera, USA, Rep. del Congo, Croazia e Slovenia.