Dyalma Stultus / 14 – 27 marzo 2009



L’incanto sottile della pittura

INAUGURAZIONE SABATO 14 MARZO ALLE ORE 18

BIOGRAFIA Dyalma Stultus, figlio naturale di Erminia Stultus e Ralph Pacor, Dyalma Augusto Federico Stultus nasce a Trieste il 31 ottobre 1901. Grazie a una borsa di studio del Comune della “cara città natia” (dove ”quasi tutti conoscono le mie opere dalle vecchie alle più recenti”, scriverà nel 1948 in una “Piccola biografia” intitolata “Amore e passione per l’arte”, letta personalmente l’8 maggio dello stesso anno alla Società Artistica Letteraria di Trieste e integralmente pubblicata da Nicoletta Comar nella Bibliografia del 1993) a diciassette anni, lasciata la “poverissima casa”, può iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Qui, sotto la guida di Ettore Tito e Arturo Sèzanne, nel 1921 si diploma “in ornato e decorazione”.
Nel 1922 superate non poche difficoltà e diffidenze, riesce ad allestire a Cà Pesaro la prima mostra personale (”Nino Barbantini ed altri critici e artisti incoraggiarono questo mio lavoro con lodi e acquisti”).
A Trieste svolge la sua attività sino al 1941, anno in cui si trasferisce definitivamente a Firenze, città in cui è stato docente dal 1942 al 1943 presso l’Accademia di Belle Arti.
A Marino insegna all’Istituto Statale d’Arte dal 1956 al 1967 e all’Istituto Statale d’arte di Siena dal 1967 al 1971.
Dal 1971 al 1974 insegna nuovamente a Firenze presso il Liceo Artistico.
Dyalma Stultus ha allestito innumerevoli personali ed è stato invitato alle più importanti collettive nazionali ed internazionali. Significative sono le mostre omaggio allestite dopo la sua morte, avvenuta a Darfo di Brescia il 24 settembre 1977. Già dagli esordi, importanti critici su giornali e riviste gli hanno dedicato un ampia bibliografia. Sue opere sono conservate presso Musei, Enti pubblici e in collezioni private in Italia e all’estero.

Daniel Lifschitz / 28 febbraio – 13 marzo 2009



Nature morte – Fiori – Venezia

INAUGURAZIONE SABATO 28 FEBBRAIO ALLE ORE 18

Daniel Lifschitz suggerisce più che descrivere, si stringe al sogno più che alla realtà ..l’agitazione del mondo la lascia agli altri. È la pace che vuole, l’intimità, l’attesa di qualcuno o di qualcosa, il silenzio, la meditazione. Gli esseri che ci svela si impongono per la loro discrezione, la bellezza segreta, il ritegno ..Non è tanto l’oggetto che lo interessa, quanto l’atmosfera che da questo oggetto si sprigiona. Le nature morte di Lifschitz raggiungono anch’essi questa mistica: il flou crea qui lo straniamento che dà al quadro tutta la sua profondità. Si tratta di quella “distanza che è l’anima del bello” di cui parla Simone Weil. ..Lifschitz ha creato un nuovo impressionismo.” B.P. Cruchet (“Cahier du collectionneur” n°47, 1980).

BIOGRAFIA Daniel Lifschitz è nato a Berna nel 1937 da famiglia ebraica. Dopo la maturità classica, studia archeologia all’università di Ginevra e di Berna. Nel 1960 interrompe bruscamente la carriera universitaria e lascia la Svizzera per stabilirsi nel Kibbutz Nir-David in Israele, dove fonda, con la sua collezione archeologica il Museo di archeologia mediterranea, situato tra il Kibbutz e il parco nazionale Sachne. Nel 1961 Lifschitz , alla ricerca di Dio, lascia il Kibbutz e vive per alcuni mesi in India (monastero Ramakrishna, Almora, Himalaya), poi torna in Europa e si stabilisce sull’isola di Patmos, dove comincia a dipingere. Dal 1964, data della sua prima mostra a Losanna (Galerie Bridel) Lifschitz ha esposto le sue opere in più di 80 Musei e mostre personali in Italia, Francia, Belgio, Olanda, Stati Uniti, Germania e Israele. Sono usciti 3 monografie sui suoi dipinti ebraici in Italia, Francia e Germania.

Giuseppe Senigaglia / 14 – 27 febbraio 2009



Una finestra sulla laguna

INAUGURAZIONE SABATO 14 FEBBRAIO ALLE ORE 18

“Pittore di Burano vive giorno su giorno l’aria rarefatta della luce lagunare… credo che, a fronte dei “pittori foresti”, abbia inteso nel profondo la bellezza e la poesia di un mondo tutto particolare qual’è il buranello.
(…) Incantato dalle luminosità ed intensità dei colori limpidi, dalle tonalità chiare e calde, un dipingere come cantare, ebbi il senso di una gentilezza ferma, che non transige, che si esprime in pittura con paesaggi vibranti, sempre il timbro della pittura veneta, colore e non volume, accordi musicali di stesure calme, l’infinito variare del tono nei prediletti colori caldi…” TRENTO LONGARETTI

“Ci apre una finestra sulla “sua laguna” e attraverso le opere riviviamo con lui il miracolo di una giornata estiva o invernale, ricca di variazioni di toni e di luci, partecipiamo all’alternarsi e al succedersi di quei colori che solo la laguna veneta sa dare… carichi di vita, pervasi da un’atmosfera liricamente sommessa e luminosa che suggeriscono una risonanza quasi musicale in una dimensione suggestiva e indefinibile tra il reale e il fantastico.” SILVIO CONSADORI

BIOGRAFIA Giuseppe Senigaglia è nato a Burano nel 1942 dove vive e lavora. Ha messo a frutto i preziosi insegnamenti tratti dalla frequentazione di alcuni fra i più noti artisti della buranella: Tallone, Vellani Marchi, Dalla Zorza, Novello, Seibezzi, Consadori.
Negli anni ‘67 e ‘70 consegue il “Piccolo Premio Burano di pittura”. Nel 1977 partecipa con dieci opere alla terza edizione della Triveneta delle Arti a Villa Simes-Contarini di Piazzola sul Brenta. Nel 1978 è nuovamente prescelto dalla giuria del rinnovato “Premio Burano” come vincitore del massimo riconoscimento dedicato alla memoria di Pio Semeghini. Nel 1980 la Galleria Ponte Rosso allestisce la sua prima personale a Milano; seguiranno numerose altre mostre (personali e collettive) presso la galleria milanese.
Negli anni ottanta è invitato al Premio Marsala e compie numerosi viaggi a Parigi e in Bretagna. Un quaderno monografico è stato pubblicato nel 1992 dalla Ponte Rosso con la presentazione di Marcello Colusso. Fra le mostre più recenti vanno, inoltre, segnalate le mostre personali nel 1997 alla “Bocconi” di Milano, alla Pro Loco di Codogno, alla “Saletta” di Cremona, nel 2001 all’Associazione Culturale 2E di Suzzara, nel 2002 alla Galleria d’Arte “Fogolino” di Trento e alla Casa Strobele a Borgo Valsugana. Della sua pittura hanno scritto: Scopinich, Ghilardi, Consadori, Longaretti, Caserini, Rizzi, Bosco, Colusso, Consonni, Casagrande.