Diana Bosnjak
22 marzo – 4 aprile

INAUGURAZIONE SABATO 22 MARZO, ALLE ORE 18.

Vendesi nuda proprietà

Vendesi nuda proprietà

ZU VERKAUFEN – FOR SALE – IN VENDITA di Diana Bosnjak

Non mangio più le fragole. Saranno passati più di vent’anni e sto ancora disperatamente cercando quel profumo di fragole che si è inciso, fissato nel mio cervello e non riesce più ad abbandonarlo. Maledette le fragole! Non mi lasciano in pace. Apro lo yogurt di “fragole” e sento il profumo. Quel profumo. Sarà davvero la fragola giusta, o sarà di nuovo una creazione sterile di una multinazionale qualsiasi? Aromi naturali, scrivono sulla confezione. Sambuco. Maledetto sambuco. Per poter estrarre l’aroma delle fragole, almeno i sambuchi si sono salvati, prima che se ne dimentichi l’odore. Allora non farà più differenza. Uno vale altro. Saranno destinati alla moria anche i sambuchi. Tifo almeno per loro.
Non sono solo le fragole che mi mancano, da tanto tempo non trovo tutta una sfilza di cose che mi ricordo di aver visto e toccato con le mie mani. Stelle marine, cetrioli marini, ricci marini, per iniziare, resina di pino, legno tagliato, carbone fumante, odore della stufa accesa, odore dello sterco di vacca, bucaneve, mirtilli di bosco, letame sui campi, rondini di primavera e la sensazione nell’aria prima che cada la neve. E poi tante, tante altre cose. L’elenco non finirebbe mai. Continua a leggere→

Giorgio Schumann / 8 – 21 marzo

INAUGURAZIONE SABATO 8 MARZO, ALLE ORE 18.

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Perché 2, un titolo così essenziale? Un po’ perché è la seconda mostra personale presso la Galleria rettori Tribbio. Poi, perché si abbinano due percorsi diversi, due (delle tante) anime differenti dello stesso autore. Da una parte la pittura, questa volta a olio, legata a linguaggi tradizionali; dall’altra una irresisitibile attrazione per la Green Art, l’arte del riciclo: una nuova vita per gli oggetti di uso comune, che lasciano all’osservatore una parziale libertà di interpretazione e quindi un ruolo attivo nella fruizione dell’opera.

Giorgio Schumann è nato nel 1950 a Trieste, dove vive e lavora, disegna ininterrottamente sin dall’infanzia. Si laurea in Architettura a Venezia, affiancando allo studio diverse esperienze lavorative nel settore grafico-progettuale. Collabora strettamente con lo studio dell’architetto Romano Boico di Trieste, pratica la libera professione e poi insegna presso l’Istituto d’Arte “Nordio” di Trieste. Il fil rouge che accomuna molti dei suoi lavori, dai disegni, al collage, alle sculture, ormai da più di trent’anni, concerne il riuso di materiali di scarto, principalmente legno, ma anche metalli, plastica, carta.
Da qualche anno si concentra anche sulla pittura, producendo acrilici e oli sia su tavola che su tela. recentissime le contaminazioni tra tecniche scultoree e pittoriche.

Dyalma Stultus / 22 febbraio – 7 marzo

INAUGURAZIONE SABATO 22 FEBBRAIO, ALLE ORE 18.

Dyalma Stultus, Arno - Firenze

Dyalma Stultus / Arno – Firenze

Dyalma Stultus. Opere scelte di Marina Petronio
Ritorna con questa mostra nella sua città natale il pittore Dyalma Stultus (Trieste, 1901 – Darfo, 1977), artista eclettico ed intellettuale di grande interesse  per i legami culturali mantenuti nel corso del tempo con Trieste, in modo particolare, ma anche con triestini di successo attivi a Firenze nel secondo dopoguerra.
Dotato di talento innato e precoce, iniziò la sua carriera giovanissimo: iscritto a diciassette anni all’Accademia di Belle Arti di Venezia, vi si diplomò nel 1921 in “ornato e decorazione”, sotto la guida di Ettore Tito e Arturo Sézanne.
Già nel 1922 riuscì ad allestire a Ca’ Pesaro la sua prima mostra personale attirando attenzione ed elogi dai critici. Negli anni a seguire la sua fama si consolida con brillanti prospettive per il futuro, ma la morte del principe Alessandro di Torre e Tasso, suo ammiratore e mecenate, mettono una brusca fine a progetti di sviluppo e collaborazione. Dyalma Stultus fu comunque per il Castello di Duino, uno dei più importanti restauratori, come attesta la corrispondenza tra l’artista ed il principe.
A Firenze si trasferì nel 1941, stringendo amicizia con Felice Carena ed altri artisti italiani di spicco del Novecento; le sue scelte artistiche si svilupparono tuttavia indipendenti dalle tendenze e dalle mode del tempo.
Dedicò molti anni della sua vita all’insegnamento in istituti ed accademie d’arte, e numerose sono le sue opere conservate in collezioni pubbliche ed in raccolte private, dove possiamo ammirare splendidi ritratti.
Tante sono pure le sue opere, tra le quali ceramiche create in anni giovanili, purtroppo scomparse a causa di due guerre mondiali; tra esse si possono citare ad esempio, le scenografie dipinte per le feste che si svolgevano in casa Svevo.
Un capitolo a parte ma indispensabile per comprendere la personalità di Stultus, è costituito dal vastissimo corpus epistolare, destinato interamente per volontà della famiglia Stultus, all’Archivio di Stato di Trieste.
Dalla lettura delle lettere emerge un mondo di cultura che spazia dall’arte alla letteratura, al teatro, patrimonio degno di essere ricordato e valorizzato anche perché le testimonianze ivi contenute fanno riferimento a personalità profondamente legate alla cultura triestina, come Svevo, Joyce, Stuparich ed altri.
L’acquisizione dell’archivio Stultus costituisce quindi per Trieste un’importante contributo non solo per la storia dell’arte del Novecento, ma anche per la conoscenza culturale della città stessa.
Ha opportunamente osservato a proposito di Dyalma Stultus, in una sua nota critica Ugo Barlozzetti: “… La forza della civiltà triestina, la civiltà di una generazione non adeguatamente fortunata, comunque quella, tanto per citare qualche grande intellettuale, di Strehler o di de Banfield, non mi pare ancora adeguatamente studiata, anzi scoperta.”

Dyalma Stultus / Capri, terra dei sogni

Dyalma Stultus / Capri, terra dei sogni