17 febbraio – 1 marzo 2024

Nadia Massimi
Terra senza tempo

Inaugurazione sabato 17 marzo alle ore 18,
con l’introduzione critica di Gabriella Dipietro

Danzatrici

In fin dei conti è solo terra… eppure è inevitabile non sentirsi attratti da questa sostanza umile e apparentemente inerte che, plasmata ad arte, può divenire scultura tridimensionale dalla forte valenza emozionale. Nadia Massimi, artista nata a Trieste, donna forte e tenace, dotata di una simpatia contagiosa, in questa prima mostra personale, presenta pezzi unici, irripetibili, realizzati utilizzando una materia che include i quattro elementi primari presenti in natura: terra, acqua, aria e fuoco. E così prendono corpo, modellate dalle sue mani, schegge di memorie e suggestioni frutto di fugaci e indelebili esperienze acquisite nel corso della vita.

Uomo a cavallo


L’inconsapevole spettatore si perde a immaginare, quasi a pregustare, un mondo diverso, più genuino e puro, nell’osservare queste originali creazioni che, pur di ispirazione realistica, sembrano vivere di energia propria, aspirando a diventare protagoniste di qualche onirica fantasia.Sono opere che riescono a mantenere un incanto universale, perché comprensibile a tutti e da tutti condivisibile, grazie anche all’eccellenza tecnica acquisita da Nadia Massimi negli anni in cui ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte Nordio, in seguito l’Atelier del Maestro Lido D’Ambrosi e nel corso dei piacevoli e creativi incontri presso il laboratorio della cugina Renata Damiani, valente scultrice e insegnante di ceramica, nonché storica compagna di avventure.
Nadia, purtroppo, non c’è più. A distanza di poco più di un anno dalla scomparsa, suo marito Roberto ha fortemente desiderato ricordarla così, facendoci scoprire la forte tensione creativa di questa talentuosa artista che ha riversato nelle sue opere tutta la propria grande passione per l’Arte.
Gabriella Dipietro

Carlucci
Tempi moderni 1
Tempi moderni 2
Tori

3-16 febbraio 2024

I colori del mondo

Mostra collettiva d’arte contemporanea del Gruppo Artisti Triestini Rivel’Art

Inaugurazione sabato 3 febbraio alle ore 18 

Espongono: Gabriella Bertossa, Paola Lisanti, Leandro Bigontina, Chiara Moso, Hansi Boekee, Marinella Nurchis, Fabrizio Brescia, Grazia Palcich, Nevia Brosich, Rosanna Palombit, Serena Cecchini, Fosca Pollastrelli, Fabio Cesarini, Pino Rasile, Cinzia Cimador, Raffaela Rimaboschi, Rosalina Culot, Annamaria Rizzica, Elena D’Agostini, Luisa Scotti, Elisabetta Dellavalle, Barbara Seculin, Giuliana Dellavalle, Slavica Simic, Paolo Devidè, Giuliana Esmeralda, Franco Folla, Stuparich (Esmy), Erna Fossati, Elisabetta Ziani, Michela Grassi, Bruna Zazinovich, Ondina Jaconsig, Luigi Zorzetto

20 gennaio – 2 febbraio 2024

Un missile costa mille cuori
L’arte dadaista di Carlo Fritsch

Inaugurazione sabato 20 gennaio 2024, alle ore 18.00
Presentazione critica di Franco Rosso.

Le due lune

Il titolo della mostra (alla Tristan Tzara….) già anticipa che Carlo Fritsch si esprime creativamente con linguaggio dadaista, attingendo alla sua cultura letteraria, al suo cimentarsi con la recitazione teatrale, riflettendo sulla contemporaneità e sugli avvenimenti che la caratterizzano.
“Sono opere – scrive Franco Rosso nella presentazione – che rappresentano l’esito creativo conclusivo di una curva esperenziale che si è rivelata palestra mentale per approntare il suo repertorio visivo, ma anche impalcatura concettuale del suo lavoro. Del dadaismo Fritsch fa sua una certa dissacrazione dell’arte, ma soprattutto l’effetto di spaesamento e di slittamento dei contenuti dalla sfera estetica a quella riflessiva e comunicazionale, sempre con quella impronta ironica che configura il dadaismo come una costante dello spirito, più che un movimento un atteggiamento. Dal dadaismo prende anche l’avversione alla morale corrente e dominante, la protesta poetica ed etica contro la guerra, l’uso dell’allusione ironica, la demistificazione della preziosità materica dell’opera d’arte, l’equivalenza tra immagine dipinta e oggetto e quindi l’uso del collage. Tutte cose che troviamo nelle opere esposte in questa Mostra, realizzate su tela, carta, polistirolo ed altro, tutte corredate da titoli in qualche modo indicativi. Ad ispirarlo i libri di Haruki Murakami o di Svevo, gli scenari di guerra oggi in essere, gli enigmi psicologici della contemporaneità, il caos che aggredisce la società, poi lui unisce storia, utopia e realtà con un approccio alla fine giocoso, quasi volesse con ironia visualizzare l’ideologia liquida protagonista del nostro tempo. Lo fa agendo “artisticamente” creando immagini nelle quali la bellezza si sottrae alla mistificazione della cosmesi, tipica del virtuosismo esecutivo: sempre con il suo mordente inventivo attraverso il quale Carlo Fritsch ci introduce in una sfera del reale, considerando la realtà non come statica oggettivazione, ma come intreccio, viaggio convergente di azioni e accadimenti”.
Coerente con la sua passione per la letteratura, Carlo Fritsch ha previsto che i visitatori della Mostra potranno scegliere di acquistare due opere il cui provento sarà interamente devoluto al Fondo istituito per il “Restauro Libreria Antiquaria Umberto Saba”. L’acquirente verserà l’importo direttamente sull’IBAN bancario previsto a favore dell’iniziativa solidale volta a conservare a Trieste un suo “tempio” culturale.

Potrebbero piovere pesci
La ferriera