Paolo Pascutto / 17 – 30 novembre

Paolo Pascutto, Come atlantide, pittura digitale (2018)

Paolo Pascutto, Come atlantide, pittura digitale (2018)

INAUGURAZIONE SABATO 17 NOVEMBRE ALLE ORE 18.

In occasione del vernissage verrano eseguiti dal vivo alcuni estratti dall’album Atlas of the Lost Islands con la partecipazione di Maxino, Elisa Bombacigno e Barbara Stefani.

Atlante delle isole perdute – Luoghi Ricordi Visioni

Atlante delle isole perdute
è un progetto ambizioso 
che miscela pittura, grafica, musica e teatro. Si articola in 
una mostra di pittura e stampe digitali, un album con 13 brani originali (Atlas of the Lost Islands) e uno spettacolo teatrale (Ti ricordi Atlantide?) programmato per il 30 marzo 2019 al Teatro San Giovanni di Trieste.
Al centro di questo lavoro c’è un viaggio nella memoria, 
un atlante di territori lontani nel tempo, in cui realtà e fantasia si confondono, i ricordi si mescolano ai sogni e delle lucide istantanee sfumano dolcemente in visioni oniriche. Luoghi reali (soprattutto di Aurisina e dintorni) convivono con quelli immaginari, la quotidianità degli anni Settanta e Ottanta si contamina con la fantascienza: i ricordi dell’austerity del 1973 vivono accanto alla mania coeva degli UFO, tranquilli scorci dell’infanzia si alternano a silenti città sommerse, mentre lo spettro di Chernobyl si aggira tra bucolici picnic sul Carso. Tutto questo mondo si è concretizzato in una serie di tele che affiancano una dozzina di stampe digitali fine art direttamente collegate alle canzoni dell’album.
I quadri dipinti appositamente per questo progetto, affiancati da alcuni lavori del recente passato, ampliano e completano i temi affrontati nel disco, costruendo insieme un piccolo atlante di luoghi, ricordi e visioni, un arcipelago di isole perdute nel mare della memoria.
Dopo degli sporadici esperimenti musicali nel passato in alcune performance (Distrazioni Urbane, Spaesato Carso), la musica e la pittura trovano in questo progetto uno spazio di contaminazione più ampio e articolato.
Paolo Pascutto

Paolo Pascutto, L'estate in cui ho imparato a volare, acrilico su tela (2017)

Paolo Pascutto, L’estate in cui ho imparato a volare, acrilico su tela (2017)

Paolo Pascutto, Atlante delle isole perdute, pittura digitale (2018)

Paolo Pascutto, Atlante delle isole perdute, pittura digitale (2018)

Paolo Pascutto, Città nel vento, pittura digitale (2018)

Paolo Pascutto, Città nel vento, pittura digitale (2018)

Paolo Pascutto / 18-31 ottobre

INAUGURAZIONE SABATO 18 OTTOBRE ALLE ORE 18

Piroscafo della sera, 2012, tempera acrilica su tela (50x70 cm)

Piroscafo della sera, 2012, tempera acrilica su tela (50×70 cm)

Nel corso del vernissage verrà presentata un’anticipazione di Troppo Triestini di Pascutto & Polojaz, con Fabrizio Polojaz, Helena Pertot, Paolo Tanze, Mauro Cenci e con la partecipazione straordinaria di Maxino.

Era Trieste di Paolo Pascutto

Era Trieste è un piccolo viaggio nel passato di una città, un luogo esotico e affascinante che ho potuto esplorare solo attraverso reperti fotografici e ricordi di chi è stato là.
L’idea iniziale era un omaggio alla Trieste degli anni Cinquanta e Sessanta, due decenni di cui non serbo esperienza alcuna, essendo nato nel 1967. Ben presto il progetto però ha preso una strana piega. Ho cominciato a immaginare una città alternativa, un po’ diversa, una città in cui la storia ha preso direzioni inaspettate. è nata così questa miscela di Hollywood e vecchia Jugoslavia, un colorato improbabile scontro di culture inconciliabili, fatto di pubblicità invasive o impossibili, auto scintillanti, dirigibili, treni, aerei e palazzi svettanti. Il maresciallo Tito, jugo-icona pop per eccellenza, pubblicizza la Coca-Cola in Largo Barriera, mentre storici marchi della ex repubblica federativa si confondono tra gli invadenti neon della réclame dell’epoca.
Era Trieste, poco a poco, è diventato la summa di molte mie passioni. Si va dall’interesse per la storia recente al fascino per la narrativa di fantascienza, dall’amore per il cinema al gusto per il design retrò di automobili, piroscafi e aerei. Il risultato è un racconto stravagante e – a tratti – provocatorio, di una città dalla storia unica e complessa.

Stazione San Giusto, 2012, tempera acrilica su tela (120x100 cm)

Stazione San Giusto, 2012, tempera acrilica su tela (120×100 cm)

Alla fine mi sono reso conto che questo racconto non è poi tanto diverso dalle innumerevoli narrazioni che le diverse anime della città si tramandano da anni, storie piene di miti, mistificazioni e rimozioni. Perciò – paradossalmente – questa mia Trieste fantastica può pretendere lo stesso diritto di esistere delle altre visioni, può stare accanto a quella
asburgico-nostalgica, nazionalista, indipendentista, slovena…
Dunque questo progetto può diventare pure un’occasione per ragionare su tutte le storie diverse (e spesso contradditorie) di Trieste, con un invito a trovare una narrazione condivisa, pacificatrice, limpida del recente passato cittadino, che faccia piazza pulita dall’uso propagandistico e deformato della storia.

Coca Cola je to, 2013, tempera acrilica su tela (50x70 cm)

Coca Cola je to, 2013, tempera acrilica su tela (50×70 cm)

Paolo Pascutto
21 settembre – 4 ottobre

INAUGURAZIONE SABATO 21 SETTEMBRE ALLE ORE 18

La Fine della Civiltà_low

La Fine della Civiltà, acrilico su tela (80×100 cm), 2013

Acrilico contemporaneo – Opere 1993 / 2013
Paolo Pascutto propone una trentina di opere che riassumono due decenni del suo percorso artistico, che spazia dai poco oleografici paesaggi del natio Carso agli ironici scorci urbani triestini, dalle incombenti grandi navi del passato alle enigmatiche solitarie figure presenti nelle opere più recenti. Lo stile, già ben definito nelle prime opere e in seguito sempre più raffinato, è una sorta di iperrealismo magico, a volte inquietante ma più spesso giocoso, che lascia ampi margini alle interpretazioni dello spettatore.
La mostra Acrilico contemporaneo, il cui titolo rimanda alla tecnica preferita dall’artista, presenta molte opere esposte per la prima volta negli spazi della Galleria, alcune delle quali assolutamente inedite.

Paolo Pascutto è nato nel 1967 ad Aurisina, sul Carso triestino. Dopo gli studi all’Istituto Statale d’Arte e all’Università di Trieste si è dedicato all’illustrazione e alla grafica pubblicitaria, coltivando contemporaneamente la sua passione per la pittura.
Artista autodidatta, lavora quasi esclusivamente con le tempere acriliche e spesso con l’aerografo, spaziando da un surrealismo di ispirazione magrittiana ad un realismo straniato, per alcuni aspetti vicino alle opere di Charles Sheeler e di Edward Hopper.
Dal 1991 collabora con il cabarettista e presentatore Andro Merkù nella realizzazione di originali performance.
Vive e lavora a Trieste con una moglie molto paziente e tre gatti piuttosto contemplativi.