Oreste Dequel / 10 febbraio – 2 marzo

INAUGURAZIONE SABATO 10 FEBBRAIO ALLE ORE 18.

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Due figure, tecnica mista

Mostra di sculture e tecniche miste di Oreste Dequel

Oreste Dequel nacque a Capodistria nel 1923, si trasferì a Trieste nel 1945 per poi passare definitivamente a Roma nel 1960. La sua casa a Trastevere fu però “la casa dell’eterno ritorno”, perchè l’artista per tutta la vita viaggiò e lavorò in tutti i continenti, specie negli Stati Uniti. Qui insegnò al Contemporary Art Workshop di Chicago (1969) e dal 1973 tenne la cattedra di Belle Arti all’Università di Iowa City. Nel 1979 e 1980 tenne la cattedra all’Accademia Internazionale di Salisburgo. L’artista ha espresso nella pietra scabra, nel marmo, nel bronzo, ma anche nel disegno, una forza severa e insieme dolce, che ha avuto come centro la figura umana ma anche quella di animali come il gatto, e talora si è concentrata nella pura astrazione della forma.

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Amanti, scultura in travertino

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Equilibrista, bronzetto

Oreste Dequel /
19 novembre – 2 dicembre

INAUGURAZIONE SABATO 19 NOVEMBRE ALLE ORE 18.

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Due figure

Non temo di spingermi troppo oltre affermando che alcune delle sue realizzazioni sono nella scala dei giganti, ch’esse possono confrontarsi con le opere degli anonimi dell’Isola di Pasqua, delle Indie arcaiche, o dell’Egitto faraonico. Qualcuno dei suoi personaggi, uomini o animali, ci “appare” come l’emanazione d’una divinità sovrana ed io non conosco che pochissimi scultori che siano stati così profondi come Dequel nell’osservazione dell’animale, al fine di rivelarci un po’ del suo sconcertante mistero. Andrè Verdet – Saint Paul de Vence (Francia)

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Torello

Perciò il lavoro artistico di Oreste Dequel, germinato dalla riconsiderazione della mitica e favolosa arcaicità mediterranea e innervato degli interrogativi di una dimensione esotica e lontana, propone positivamente a tutti noi una nicchia segreta di liberatoria creatività e fantasia, come alternativa all’incomunicabilità e all’alienazione e come viatico affidabile per il raggiungimento della felicità.
Sergio Molesi – Trieste

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Due gatti

Oreste Dequel nasce a Capodistria nel 1923 (quando la città era ancora italiana). Dequel si trasferì a Trieste nel 1945 e quindi passò definitivamente a Roma nel 1960. La sua casa a Trastevere fu però “la casa dell’eterno ritorno”, perché l’artista per tutta la vita viaggiò e lavorò in tutti i continenti. Uomo colto e curioso del mondo, passava le estati a Vence en Provence, lavorando a turno in vari paesi, specie negli Stati Uniti. Qui insegnò al Contemporary Art Workshop di Chicago (1969) e dal 1973 tenne la cattedra di Belle Arti all’Università di Iowa City. Le sue mostre sono state per gran parte all’estero: da New York a Londra, da Sidney a Zurigo. Per due anni (1979-1980) tenne anche la cattedra all’Accademia Internazionale di Salisburgo. Muore prematuramente a Roma nel 1985.

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Figura in piedi

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Saltimbanco

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Amanti

Oreste Dequel / 22 ottobre – 4 novembre



Sculture e tecniche miste
INAUGURAZIONE SABATO 22 OTTOBRE ALLE ORE 18

Oreste Dequel nacque a Capodistria nel 1923 (quando la città era ancora italiana). Dequel si trasferì a Trieste nel 1945 e quindi passò definitivamente a Roma nel 1960. La sua casa a Trastevere fu però “la casa dell’eterno ritorno”, perché l’artista per tutta la vita viaggiò e lavorò in tutti i continenti. Uomo colto e curioso del mondo, passava le estati a Vence en Provence, lavorando a turno in vari paesi, specie negli Stati Uniti. Qui insegnò al Contemporary Art Workshop di Chicago (1969) e dal 1973 tenne la cattedra di Belle Arti all’ Università di Iowa City. Le sue mostre sono state per gran parte all’estero: da New York a Londra, da Sidney a Zurigo. Per due anni (1979-1980) tenne anche la cattedra all’Accademia Internazionale di Salisburgo.
Primitiva e raffinata nello stesso tempo, solida nella volumetria e delicata nelle sfumature, la scultura di Dequel rappresenta un momento categoriale di conciliazione nell’arte di questo dopoguerra.Soprattutto nella pietra scabra, nel marmo, nel bronzo, ma anche nel disegno, l’artista ha espresso una forza severa e insieme dolce, che ha avuto come centro la figura umana ma anche quella di animali come il gatto; e talora si è concentrata nella pura astrazione della forma.
Dalle suggestioni romaniche e gotiche alla strutturazione post-cubista, dall’eco neo-rinascimentale al primitivismo post-bellico, Dequel ha saputo destreggiarsi con maestria. L’essenzialità plastica, persino rude, si accoppia ad un sentimento solenne e pur prezioso della materia.Dopo la sua prematura morte a Roma, nel 1985, la moglie Lia continua a promuoverne l’arte.
Paolo Rizzi, Venezia
Catalogo in galleria.
www.orestedequel.com