Annamaria Frisone /
31 ottobre – 13 novembre

Rovigno, la signora col cagnolino

Rovigno, la signora col cagnolino

Da sabato 31 ottobre, ore 17.
Prolusione critica di Gabriella Dipietro

Romantiche armonie

Il mare è come la musica: contiene e suscita tutti i sogni dell’anima. Un pensiero espresso da Carl Gustav Jung nel testo “Ricordi sogni e riflessioni” e che ben si adatta al tema di questa nuova mostra di Annamaria Frisone.
Artista triestina, ha lavorato per trent’anni come insegnante e ad un certo punto della propria vita ha deciso che era giunto il momento di dedicarsi ad altro. È stato allora che ha preso in mano pennelli, tavolozza e colori, iniziando a dipingere con una forte carica emotiva unita ad una grande passione.
Di matrice realista, la Frisone rappresenta il suo mondo interiore con declinazioni espressive composte da una trama di linee armoniose, sinuose, accentuando un segno che non viene, per scelta personale, sfumato nei contorni, con il chiaro intento di creare una linea separatrice di piani e spazi differenti.
Fil rouge dell’evento è l’armonia: il suono, il ritmo, la musica del mare, si accordano intimamente alle personali sinfonie cromatiche della pittrice.
Nelle opere esposte, si percepisce anche un languore di sapore romantico, con momenti squisitamente evocativi di atmosfere ricche di fascino ed eleganza. Una narrazione di luoghi e momenti, dove il tempo è sospeso; dove, a volte, si ha la precisa sensazione di trovarsi immersi in un mondo epico narrato dall’animo dell’artista, quale affascinante fusione di ricordi, di viaggi, di reminiscenze storiche, sensazioni e sogni.
A partire dal 2017 la sua attività espositiva è divenuta più intensa. Si segnala la partecipazione a diverse manifestazioni collettive e mostre personali in ambito regionale, in particolare, a Trieste, Muggia, Monfalcone e Grado.
Gabriella Dipietro

 

Concerto

Concerto

Ulivo millenario

Ulivo millenario

Il faro

Il faro

Mediterraneo

Mediterraneo

Livia Bussi / 17-30 ottobre

La mostra si può visitare da sabato 17 ottobre, dalle ore 17.
Vista la particolare situazione contingente si informa che l’accesso sarà regolamentato, per cui i fruitori sono pregati di visitare la mostra nell’arco temporale della sua durata.
Prolusione critica di Marianna Accerboni

Meditazioni

Meditazioni

Frammenti
Schiva e onirica, ritorna sulla scena espositiva la pittrice triestina Livia Bussi con un corpus di opere del tutto inedite, realizzate a pastello nel 2020. Un’atmosfera silente, eppure vibrante di vita, caratterizza i delicati lavori su carta, in cui l’artista racconta se stessa e lascia intravvedere con la consueta discrezione le proprie emozioni. Una poetica malinconia e tanta dolcezza pervadono le immagini come una carezza cromatica in cui la luce, sapientemente modulata dalla sensibilità dell’artista, crea un contrappunto
capace di generare un notevole pathos nel fruitore.
Il racconto della Bussi pone spesso l’uomo di fronte al mare, che rappresenta l’infinito, ma anche la fuga e l’anelato ritorno. L’Istria dell’infanzia con i suoi borghi intatti nel
tempo e nella memoria, riappare con la sua voce antica e una natura rigogliosa, silente e amica, il cui ricordo s’intreccia con quello delle coste liguri e tirreniche.

Barcolana

Barcolana

La casa natia

La casa natia

Le figure e l’atteggiamento degli esseri umani che popolano il paesaggio suggeriscono uno stato d’animo un po’ rassegnato, che trova tuttavia serenità e consolazione
nell’intimità dei rapporti con i propri simili e con la natura stessa. Il mare che brilla, attraverso un chiaroscuro accentuato, alla luce del sole o della luna rappresenta, là in
fondo, una speranza, una via d’uscita, una luce che ci salverà, quando saremo saliti su quella nave ammiccante che sfila attraverso le case lungo il porto.
Elegantemente surreale, sottilmente magica e nel contempo autobiografica e forse liberatoria, la pittura della Bussi ci conduce in quell’empireo o limbo che si situa fra la
nostra coscienza e la realtà, quasi una meditazione zen per esorcizzare il male e sperare ancora di poter andare verso la luce. Un simbolismo iconico accompagna la sua arte,
come un canto delle sirene, ammaliante, seducente, quasi terapeutico, come se in un contesto atarassico il male si potesse smorzare e tradurre nella luce.
Sembra di entrare nel mondo dei Nabis, artisti che tra fine Ottocento e inizio Novecento percorsero la strada del Simbolismo, interpretando in modo molto personale, attraverso
un’accentuata flessuosità della linea e una notevole morbidezza cromatica, il lessico simbolista e dedicandosi anche alle arti applicate, come fece pure la Bussi, che per
un certo periodo si dedicò ai disegni per stoffe. Donando tuttavia una maggiore essenzialità al linguaggio Nabis, termine di origine ebraica, che non a caso allude ai profeti.
Marianna Accerboni

Temporale in arrivo

Temporale in arrivo

Vicolo

Vicolo

Mariuccia Diviacco / 19 settembre – 2 ottobre

Composizione - cm 27x40

Composizione – cm 27×40

I COLORI DELLA MIA TERRA
da sabato 19 settembre, ore 17

Il senso della bellezza nella semplicità
Colori a volte intensi, altre volte delicati, quasi invisibili. Mariuccia Diviacco rincorre l’acqua, per sua natura mutevole e ribelle, la plasma e la riconduce ai suoi desiderata artistici. Lo fa con la completa padronanza della tecnica che sottende l’uso dell’acquerello, mezzo essenziale per lasciare che la sua anima sia libera di affiorare nell’opera.
Non solo acquerelli ma anche pregevole pittura a olio, con una tavolozza di cromatismi ricchi di una freschezza e di una serenità che affascina irrimediabilmente. Le sue opere, in perfetto connubio con uno stile pittorico istintivo, sciolto, giocoso, che dona una visione di paesaggi la cui ispirazione viene alimentata da memorie vicine e lontane, sfociano in vedute reali e romantiche allo stesso tempo. Compaiono, in questa nuova esposizione della pittrice triestina, pure delicati fiori e frutti, simboli di una genuinità che le viene naturale, fatta di trasparenze e ombre e luci e tinte mutevoli, in un rincorrersi quasi musicale fra emozione e armonia.
Non sono solo piccole gocce d’acqua, olio e colore… sono emozioni calde e avvolgenti quelle che rivela all’osservatore attento e sensibile l’artista Mariuccia Diviacco.
Gabriella Dipietro

Carso autunnale - cm. 22x35

Carso autunnale – cm. 22×35

Mariuccia Diviacco
Pittrice triestina autodidatta, appassionata di ogni forma di disegno e pittura sin dall’infanzia, impara negli anni a conoscere la magia e la forza della fusione del colore nell’acqua.
Ha partecipato al corso del Maestro statunitense Keith Achepol in una sessione di studio ad acquerello en plein air tenuto nel 1998 dall’artista a Venezia.
La partecipazione a varie collettive e concorsi a partire dagli anni settanta le ha permesso di ottenere riconoscimenti e segnalazioni. Ha tenuto a Trieste varie mostre personali, l’ultima delle quali alla Galleria Rettori Tribbio di Trieste nel 2019. Il suo nome è presente a partire dal 1996 in almeno tre edizioni del Dizionario degli artisti di Trieste dell’Isontino dell’Istria e della Dalmazia curato da Claudio H. Martelli.