Gabriella Dipietro / 1-14 giugno

INAUGURAZIONE SABATO 1 GIUGNO ALLE ORE 18.
Prolusione dell’artista con intervento musicale di Laura Zorzini

Giuditta - olio su tav COP - 90x50

Giuditta – olio su tav COP – 90×50

Anima –  Malìa –  Animalia
Il nodo che lega natura e pensiero

“Anima, Amore e Animali giungono alla mia psiche insieme, indistinguibili, un nodo che lega anima e bestia, desiderio e divinità, anima e animale”: con queste parole il noto psicoanalista svizzero Carl Jung ha voluto affermare che Animale deriva da Anima, il principio vitale dell’uomo.
In questa esposizione si avvicendano rappresentazioni di animali, raffigurazioni di un femminile delicato e intenso, e quelle di un genere umano dal lato oscuro narrato da dolorose storie di abusi fisici e psicologici a cui purtroppo la quotidianità vorrebbe farci assuefare.
Ogni animale riprodotto rappresenta se stesso e pure uno stato d’animo: ecco quindi uscire dalle tele tigri, lupi, ma anche pettirossi e scoiattoli, alcuni incutono timore, altri tenerezza, divenendo archetipi dei pensieri e dell’immaginario umano e, verosimilmente, svelando l’autobiografia dell’artista.
Una rassegna nel complesso pervasa da una forte coscienza sulla condizione femminile, e dove gli animali ammaliano con un’anima di cui spesso gli uomini sono privi.

Il bagno dei passerotti - olio su tav - 40x60

Il bagno dei passerotti – olio su tav – 40×60

Scoiattolo - olio su tav - 50x60

Scoiattolo – olio su tav – 50×60

Il vaso di Pandora - olio su Tela - 40x30

Il vaso di Pandora – olio su Tela – 40×30

Casa di bambola - olio su tav - Ø 50

Casa di bambola – olio su tav – Ø 50

 

Gabriella Dipietro  Di padre siciliano e madre goriziana, vive e opera a Trieste. Inizia a dipingere a 12 anni grazie all’incontro con il pittore acquerellista Lido Dambrosi. Prosegue sotto la guida degli artisti: Guido Porro, Claudio Cosmini, Paolo Cervi Kervischer e Livio Možina. Dagli anni novanta ha partecipato a numerose rassegne collettive e allestito 6 esposizioni personali, alla Galleria Rettori Tribbio di Trieste, alla Galleria Farini di Bologna, al Circolo fotografico triestino e presso la Questura di Trieste. Nel corso della sua carriera l’artista ha pubblicato sui seguenti giornali e riviste: Il Piccolo di Trieste, Rivista NTWK, Rivista mensile Duemila, Rivista “Il Ponterosso”, la Repubblica ed. di Bologna. E’ inoltre presente nel catalogo d’arte riferito all’evento internazionale di arte contemporanea “Arte a Palazzo” di Bologna, edizione gennaio 2015.

avallucci innamorati - olio su tav - 50x35

avallucci innamorati – olio su tav – 50×35

Lupo - olio su Tela - 40x40

Lupo – olio su Tela – 40×40

Cappuccetto rosso - olio su tav - 14x18

Cappuccetto rosso – olio su tav – 14×18

 

Dipietro – Staurini /
22 ottobre – 4 novembre

paint-your-life

Carlo Staurini, Paint your life

labellanorina

Gabriella Dipietro, La bella Norina

INAUGURAZIONE SABATO 22 OTTOBRE ALE ORE 18
con la partecipazione di Maxino

Ciak… si dipinge!
di Walter Chiereghin

Gabriella Dipietro e Carlo Staurini hanno trovato un’area d’intersezione nelle rispettive tematiche delle opere presentate in questa “doppia personale”, un’area riservata al cinema e in particolare quello del musical, da Hair, a Cats al Rocky Horror Picture Show. Se l’intento è stato quello di trovare una comunanza, forse si è trattato di uno scrupolo superfluo, perché anche il più sprovveduto visitatore, gettato appena uno sguardo alla sala si rende conto subito di una profonda consonanza tra i due autori, frutto probabilmente di una formazione almeno in parte condivisa, quella rigorosa della scuola di Livio Možina, ma anche una sedimentata voglia di esprimersi per mezzo della luce e dei colori, un’esigenza interiore che non può trovare sfogo né concretezza se non su una superficie dipinta e, nella fattispecie, dipinta con esplicito intento narrativo e secondo le modalità interpretative di un realismo virtuoso e sconfinante nell’iperrealismo. Ma se è autentica e immediatamente percepibile tale ineludibile contiguità tra i due artisti, è anche vero il contrario, ossia che ciascuno dei due, pur partendo da un’esperienza formativa comune e da tecniche di realizzazione uguali, perviene a una sua modalità di esprimersi del tutto personale e riconoscibile.

a-che-ora-chiami

Carlo Stautrini, A che ora chiami

aspettando-la-telenovela

Carlo Staurini, Aspettando la telenovela

Così nelle opere di Carlo Staurini è rinvenibile un autentico prolungato interesse per la natura, soprattutto per il mondo degli animali, spesso restituiti sulla tela con nitida precisione ma, anche, in posture o contesti antropomorfi, cui si associa un altrettanto autentico e prolungato studio della Storia dell’Arte, che dissemina in molte opere dell’autore triestino immagini-culto dei grandi maestri del passato, da Vermeer a Michelangelo, a Grant Wood. Operazione di recupero ed omaggio compiuto con l’umiltà del copista, ma anche con l’ironia dissacrante di chi intende “reinventare” capolavori del passato inserendoli in surreali contesti che – lungi da intenzioni irridenti – testimoniano al contrario di una partecipe attenzione per quanto di grande ci ha preceduto, dalla Nike di Samotracia alla volta della Sistina.

magazzino18

Gabriella Dipietro, Magazzino 18

ofelia

Gabriella Dipietro, Ofelia

Gabriella Dipietro declina al femminile un’analoga passione per la cultura, che si esercita però in buona parte delle sue opere – e in particolare in quasi tutte quelle esibite in quest’occasione – entro suggestioni derivanti dalla lettura di testi letterari o teatrali in cui l’attenzione è rivolta alla figura umana, quasi sempre femminile, protagonista assoluta dei dipinti. Il saldo ancoraggio delle visioni rappresentate sulle tele a personaggi e circostanze della più alta tradizione letteraria espande, per così dire, il contenuto emozionale dell’opera che implicitamente chiama al suo fianco Euripide, o Ibsen o chi per loro, in tal modo dilatandosi ben al di là delle cornici che ne delimitano il perimetro. Nei soli due casi in cui viene meno questo rapporto simbiotico tra opera pittorica e opera letteraria, nei ritratti cioè della madre, è l’intensità dell’affetto e la saldezza del vincolo emotivo che parlano direttamente a chi guarda, senza la necessità di citare testi di poesia, per l’universalità della condizione di chi gode o ha goduto dell’intenso rapporto tra madre e figlio.

Gabriella Dipietro / 14 -27 giugno

INAUGURAZIONE SABATO 14 GIUGNO ALLE ORE 18.30

Cappuccetto Rosso, 2014 - olio su tela (cm 50x50)

Cappuccetto Rosso, 2014 – olio su tela (cm 50×50)

Gratia plena, Il poetico, delicato, umano sentire di Gabriella Dipietro
di Marianna Accerboni

Gratia plena s’intitola questa prima personale della pittrice Gabriella Dipietro: raffinata
e intensa rassegna dedicata al tema della donna, che l’artista sa interpretare con poetico
sentire, grande aderenza, originalità e abile gesto pittorico.
Sottesa tra passato e contemporaneità, la sua arte si snoda con eleganza e talento secondo
i parametri di un gusto figurativo dall’accezione simbolica di grande suggestione e sincera
partecipazione ai momenti più intensi, fortunati o meno lieti, della vita al femminile, di
cui sa interpretare con felici intuizioni compositive e interessanti predilezioni cromatiche
i diversi stati d’animo.
In alcune opere il riuscito rapporto tra antico e moderno, che rappresenta uno dei
Leitmotiv della sua pittura, si esplica attraverso il felice connubio tra pittura e fotografia,
scelta espressiva del tutto contemporanea che la Dipietro sa compiere con grande
delicatezza: filo conduttore quest’ultimo, assieme a un’intensa sensibilità cromatica, che
pervade tutta la sua opera. In altri lavori il messaggio, attento al mondo femminile spesso
colpito dalla violenza di genere, si esplica attraverso più opere collegate insieme sì da
formare un piccolo ciclo pittorico.
I colori sono caldi, accesi, intensi, verrebbe da dire come il suo cuore, che s’intuisce
profondamente partecipe delle vicende della vita umana: non sono colori nordici,
ma scelte tonali vicine alla dolcezza e all’umanità di Antonello da Messina, massimo
esponente della pittura siciliana del XV secolo e antesignano della morbidezza della
pittura veneta.
Precisa e nel contempo fantasiosa, la Dipietro ha inoltre creato per questa rassegna un
allestimento caldo e particolare, arricchito da alcuni mobili d’antiquariato e da oggetti
sintonici rispetto ai dipinti, sicchè la mostra ci appare come una sorta d’installazione
totale: un’artista che certamente non mancherà d’incantarci ancora con racconti figurati
allusivi e vellutati, sospesi fra la coscienza di genere narrata attraverso il senso della
bellezza, un personale e interessante simbolismo e la magia di una pittura felicemente
sostenuta da tecnica notevole e da una forte coscienza della condizione femminile.

7  Nudo con mandolino 70x53

Gabriella Dipietro
(Gorizia 1965), di padre siciliano e madre goriziana, vive e opera a
Trieste. Inizia a dipingere a 12 anni grazie all’incontro con il pittore acquerellista Lido
D’Ambrosi, di cui frequenta per una decina d’anni il corso di pittura a olio, acquerello,
scultura e nudo. Prosegue sotto la guida degli artisti Guido Porro (Scuola Libera di
Figura del Museo Revoltella), Claudio Cosmini (Scuola del Vedere Trieste), Paolo Cervi
Kervischer e, dal 2009, con il pittore Livio Možina, grazie al quale approfondisce
l’interpretazione della figura femminile.