Fulvio Dot / 23 marzo – 5 aprile

La memoria nelle pietre

La memoria nelle pietre

INAUGURAZIONE SABATO 23 MARZO ALLE ORE 18

Fulvio Dot è nato a Monfalcone (Go) nel 1956. Diplomato all’Istituto Statale d’Arte di Gorizia, successivamente completa il corso di laurea in architettura presso l’Università di Venezia. La sua prima esposizione è nel 1976, ad oggi vanta un curriculum espositivo che comprende esposizioni, sia personali che in collettiva, in importanti città in Italia e nel mondo. Per una azienda di Verona ha realizzato una linea di design per complementi d’arredo denominata “Easy by Fulvio Dot” presentata nelle più prestigiose fiere europee del settore.
La caratteristica principale del suo lavoro è la peculiarità con cui viene trattato il supporto dove vengono inseriti materiali diversi, a volte inusuali, come stoffe catramate, stucco, malta, ferro e altro. Negli ultimi anni il suo lavoro si sviluppa principalmente su teli militari, dove ganci, cinghie e spesse cuciture escono dalla bidimensionalità del quadro.
Vive e lavora a Monfalcone (Go). Studio in via Garibaldi 43 – www.fulviodot.it

Aghios

Aghios

Esposizioni recenti:
2013: Galleria d’Arte “ZeroUno”, Barletta – Galleria d’Arte “Rettori Tribbio”, Trieste – “La Serenissima”, Gradisca d’Isonzo (Go) – “Asia Contemporary Art Show”, Hong Kong.
2014: “Affordable Art Fair”, Shangai
2015: “Eurantica Brussels Fine Art”, Bruxelles (Be) – Galleria d’Arte “Vent Des Cimes”, Grenoble (FR) – “Antibes Art Fair”, Antibes (FR) – “Salon de l’Art Contemporain Dijon”, Dijon (FR) – Gallerie “Lacroix”, Quebec (Canada) – Galleria d’arte “Rettori Tribbio”, Trieste
2016: “Art Up”, Lille (FR) – Galleria d’Arte “La Fortezza”, Gradisca d’Isonzo (Go) – “Art BaHo”, Barcelona (E) – Galleria d’Arte “Nou milleni”, Barcelona (E)
2017: Galleria d’Arte “Rettori Tribbio”, Trieste – “Artsenal”, Málaga (E) – Galería “Vent des Cimes”, Grenoble (FR)
2018: Galleria “Di Iorio”, Gorizia – “Art a porter” Spazio Hus, Milano – Galleria “La casa amarilla”, Malaga (Spagna) – “Venezia Art Expo” Scuola grande della Misericordia, Venezia.
2019: 12° Salone d’autunno dell’Arte triestina, Trieste – Galleria “Rettori Tribbio 2”, Trieste

 Ca' da mosto

Ca’ da mosto

Cicladica 6

Cicladica 6

 Luoghi comuni

Luoghi comuni

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Fulvio Dot / 11-24 marzo

INAUGURAZIONE SABATO 11 MARZO ALLE ORE 18

2017-distopia n.°2 cm 100x120

Distopia n.°2 (cm 100×120)

Distopìa s. f. [comp. di dis-2 e (u)topia].
Previsione, descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro, con cui, contrariamente all’utopia e per lo più in aperta polemica con tendenze avvertite nel presente, si prefigurano situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi (equivale quindi a utopia negativa).
(da: Treccani, vocabolario della lingua italiana)

2016-postcard 007-cm100x120

Postcard 007 (cm100x120)

2016-una ferita su palazzo Bernardo- cm.120x100

Una ferita su palazzo Bernardo (cm 120×100)

Fulvio Dot è nato a Monfalcone (Go) nel 1956. Diplomato all’istituto Statale d’Arte di Gorizia, successivamente completa il corso di laurea in architettura a Venezia. Inizia ad esporre nel 1976 da allora espone in importanti città italiane ed estere. Per un’azienda di Verona ha creato una linea per complementi d’arredo denominata “Easy by Fulvio Dot” e
presentata nelle fiere specialistiche europee. Caratteristica del suo lavoro è la peculiarità con cui viene trattato il supporto sul quale sviluppa il tema dell’opera: applicazioni di materiali come stoffe, ferri, catrame e stucchi. Negli ultimi anni il suo lavoro si realizza su zaini e teli militari lasciando in evidenza cinghie e ganci per uscire dalla bidimensionalità del quadro.

2016-stato d'animo- cm.110x60

Stato d’animo (cm 110×60)

2017 distopia mediorientale-Sirte cm.50x60

Distopia mediorientale – Sirte (cm 50×60)

2016-venexian code-cm.100x100

Venexian code (cm 100×100)

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Fulvio Dot / 3 – 16 ottobre

INAUGURAZIONE SABATO 3 OTTOBRE ALLE ORE 18

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Le catene del tempo, 2014

Reloaded di Ilaria Dot

Ricaricato, riavviato: si traduce così Reloaded, il termine scelto da Fulvio Dot per dare titolo a questa sua nuova personale. Un vocabolo internazionale che, evocando in modo quasi inconscio il rinnovamento e la tecnologia, ben si presta ad inglobarne la più recente produzione. Ricarichi una pagina web per visualizzarne le modifiche, proprio come Dot “ricarica” i suoi paesaggi per reinterpretarli in chiave sempre nuova. Non è il soggetto delle opere a mutare, ma piuttosto il modo in cui questo viene realizzato: con un diverso apporto di simboli e materia, un cambio nei supporti ed un’evoluzione costante nelle tecniche decorative.
Reloaded è l’ultimo approdo di una ricerca artistica in perenne divenire. Le principali protagoniste sono ancora quelle vedute di Venezia che ne hanno caratterizzato la produzione passata, ma che ora ritornano – rivisitate – alla ribalta come filo conduttore di una duplice sperimentazione. Da una parte c’è il supporto: non più una semplice tela, ma una sovrapposizione di tele, catramate fino a renderle rigide, strappate e, a volte, ricucite. Oppure teli militari, con ganci e fibbie che escono dal quadro per dotarlo di inedite tridimensionalità. Dall’altra parte, il soggetto: una città in bilico tra ieri e domani; tra i simboli di una quotidianità contemporanea e le vesti immutevoli di un passato glorioso. Le vedute del Canal Grande e di altri luoghi emblematici di Venezia appaiono, di fatto, reinterpretate alla luce dell’esperienza e della cifra stilistica di Dot. L’alfabeto della nostra cosiddetta “era 2.0”, fatto di social network, cancelletti e codici a barre, le solca nei giochi di decorazione materica a cui l’artista ci ha ormai abituati. Il pittore monfalconese gioca con i riflessi di acque invisibili ma presenti, riuscendo nella non facile impresa di catturare l’essenza del luogo su di una sottile linea di confine tra il figurativo e l’informale. Prospettive impossibili, sovrapposizione di supporti, e dettagli decorativi sono i tasselli che – come tanti micromondi astratti in cui siamo invitati a perderci – compongono paesaggi che sappiamo riconoscere e al contempo scopriamo di nuovo.
Le architteture così emblematiche della città lagunare sono uguali a se stesse da secoli, ma Fulvio Dot le dipinge adesso: con le inevitabili contraddizioni della contemporaneità e i rischi di un fragile equilibrio tra ciò che era e ciò che è, senza rinunciare ad uno sguardo allarmato su ciò che potrà divenire.
“Reloaded” è la seconda personale con cui il pittore monfalconese riporta le sue opere in Regione dopo le prestigiose esposizioni che l’hanno portato a consolidare il successo internazionale a Grenoble (Francia), in Canada, e presso le fiere d’arte di Shanghai ed Hong Kong.

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Ostacolo visivo, 2015

Fulvio Dot è nato a Monfalcone (Go) nel 1956. Diplomato all’istituto Statale d’Arte di Gorizia e successivamente completa il corso di laurea in architettura a Venezia. Inizia ad esporre nel 1976 e tra le sue innumerevoli mostre segnaliamo, negli ultimi anni, quelle in importanti città italiane: Avellino, Barletta, Bolzano, Genova, Parma, Fiesole (Fi) e Milano. E’ stato presente negli “Art expo” di Bologna, Reggio Emilia, Padova e Pordenone. Per un azienda di Verona ha creato una linea di design per complementi d’arredo denominata ” Easy by Fulvio Dot e presentata alle fiere specialistiche di Francoforte, Valencia, Parigi e Milano.

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Scritte sui muri, 2015

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